Paolo Barberis, consigliere per l’innovazione della Presidenza del Consiglio, ha annunciato con un post su Medium la nomina di Diego Piacentini come Commissario governativo per il digitale e l’innovazione. Un “digital manager” del Paese. Piacentini prenderà un’aspettativa di due anni dalla sua attuale posizione di Senior Vice President of International Consumer Business in Amazon.com.

Secondo quanto riportato in un post aziendale, Piacentini, che è entrato in Amazon 16 anni fa (provenendo da Apple Europa), lavorerà “pro bono” e si insedierà a Roma a partire dalla prossima estate, rientrando periodicamente nella sua casa di Seattle. “Viaggio molto, per cui non sarà un grande cambiamento”, ha commentato scherzosamente Piacentini.

La nomina è stata anche oggetto di uno scambio di battute su Twitter tra i due “datori di lavoro” di Piacentini.

Jeff Bezos ha fatto i complimenti e affermato che Amazon è “orgogliosa di Diego”.

E Matteo Renzi ha ringraziato il capo di Amazon per il “prestito”:

Come dicevamo, Piacentini presterà la sua opera gratuitamente. C’è da sperare che questo non significhi che, al pari di Barberis – anch’egli persona competente e validissima – di fatto che avrà un ruolo di rappresentanza, senza responsabilità e soprattutto senza portafoglio.

È quello che rimprovera al governo un post di Andrea Elestici, altro veterano di Internet, dal titolo irriverente ma dal contenuto molto rispettoso nei confronti di Barbieris.

Peccato che Barberis non conti un cazzo…

Secondo Elestici, Barberis nell’ultimo anno ha lavorato a un buon piano per la crescita digitale in Italia, ma da semplice consigliere non ha i mezzi per realizzarlo.

La risposta di Barberis è sempre su Medium:

“È il momento di passare ad una fase più operativa, al livello immediatamente successivo rispetto al disegno di una nuova architettura capace di favorire innovazione e crescita digitale. E ci sono tutte le condizioni ed i presupposti perché avvenga davvero, questo ci aspettiamo da lui (Piacentini, NdR)”

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