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Ricerca e sviluppo: chi spende di più, chi di meno

La Cina sorpassa il Giappone. C'è una carenza di studenti in discipline scientifiche e tecniche. I ricercatori europei trovano posto negli Stati Uniti, che hanno la quota maggiore di investimenti

Venerdì 15 Dicembre 2006

La Cina ha sorpassato il Giappone per quanto riguarda gli investimenti in ricerca e sviluppo, anche se rappresenta ancora poco più di un terzo rispetto al totale degli Stati Uniti. Lo sostengono i dati forniti dall'OECD (Organization for Economic Co-operation and Development) in base ai quali, sebbene l'economia cinese stia crescendo a un tasso annuo variabile tra il 9 e il 10%, la sua spesa in ricerca e sviluppo sta aumentando ancor di più. I paesi mebri dell'OECD devono stimolare l'innovazione seguendo strade nuove e rendere i rispettivi processi più efficienti se vogliono competere, ha messo in guardia l'organizzazione. La spesa R&D statunitense quest'anno totalizzerà quindi 338 miliardi di dollari contro i 136 miliardi della Cina e i 129 miliardi del Giappone. I 15 membri originari dell'Unione Europea investiranno invece un totale di 223 miliardi di dollari, continuano le stime, presupponendo che la spesa dei Paesi continui a crescere agli stessi ritmi registrati tra il 2000 e il 2004. Le cifre dell'OECD, tratte dal report "The Science, Technology and Industry Outlook 2006", mostrano che sono 926.000 i ricercatori coinvolti nelle attività di R&D cinesi, un incremento del 77% tra il 1995 e il 2004, mentre negli Stati Uniti si parla di circa 1,3 milioni: la Cina ha quindi due terzi dei ricercatori per solo un terzo di spesa.

Sebbene l'OECD faccia un confronto tra le cifre per la spesa R&D nazionale, una proporzione crescente di tale investimento deriva da altri Paesi, grazie a imprese multinazionali. Nel 2004 oltre il 16% dell'R&D è stata finanziata a livello business da affiliati stranieri, ha dichiarato l'organizzazione, contro il 12% del 1993. Tale quota ha superato il 40% in cinque Pesi: Australia, Repubblica Ceca, Ungheria, Irlanda e Regno Unito.

Mentre i Paesi competono tra di loro per attrarre questo tipo di investimenti, si contendono nel frattempo anche i ricercatori. La questione politica delle risorse umane sta diventando quindi sempre più urgente. Gli Stati Uniti hanno ora il 9,3% dei ricercatori su 1.000 unità di forza lavoro, contro il 10,3% del Giappone e solo il 5,8% dei 25 stati membri dell'Unione.

Sostituire questi ricercatori, o incrementare il loro numero, diventerà difficile: pochi studenti si stanno laureando in argomenti scientifici e tecnologici in Danimarca, Finlandia, Germania, Ungheria, Italia, Sud Corea e Stati Uniti, ha scoperto l'OECD, mentre anche negli Stati Uniti il numero di iscrizioni sta diminuendo. L'Unione Europea ora produce comunque più dottorandi in queste discipline rispetto agli USA - ma sono questi ultimi che offrono loro la maggior parte dei posti di lavoro: la metà delle 46.716 posizioni post-diploma aperte nel 2003 erano infatti verso a graduati stranieri, ha notato l'OECD.

L'OECD ha 30 stati membri: Australia, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Sud Corea, Turchia, Stati Uniti e 18 Paesi europei inclusi Francia, Germania, Italia e Regno Unito.

da IDG News Service ®
Marchio registrato International Data Group, Inc

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