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La Cina sorpassa il Giappone. C'è una carenza di studenti in discipline scientifiche e tecniche. I ricercatori europei trovano posto negli Stati Uniti, che hanno la quota maggiore di investimenti
La Cina ha sorpassato il Giappone per quanto riguarda gli investimenti in ricerca e sviluppo, anche se rappresenta ancora poco più di un terzo rispetto al totale degli Stati Uniti. Lo sostengono i dati forniti dall'OECD (Organization for Economic Co-operation and Development) in base ai quali, sebbene l'economia cinese stia crescendo a un tasso annuo variabile tra il 9 e il 10%, la sua spesa in ricerca e sviluppo sta aumentando ancor di più. I paesi mebri dell'OECD devono stimolare l'innovazione seguendo strade nuove e rendere i rispettivi processi più efficienti se vogliono competere, ha messo in guardia l'organizzazione. La spesa R&D statunitense quest'anno totalizzerà quindi 338 miliardi di dollari contro i 136 miliardi della Cina e i 129 miliardi del Giappone. I 15 membri originari dell'Unione Europea investiranno invece un totale di 223 miliardi di dollari, continuano le stime, presupponendo che la spesa dei Paesi continui a crescere agli stessi ritmi registrati tra il 2000 e il 2004. Le cifre dell'OECD, tratte dal report "The Science, Technology and Industry Outlook 2006", mostrano che sono 926.000 i ricercatori coinvolti nelle attività di R&D cinesi, un incremento del 77% tra il 1995 e il 2004, mentre negli Stati Uniti si parla di circa 1,3 milioni: la Cina ha quindi due terzi dei ricercatori per solo un terzo di spesa.
Sebbene l'OECD faccia un confronto tra le cifre per la spesa R&D nazionale, una proporzione crescente di tale investimento deriva da altri Paesi, grazie a imprese multinazionali. Nel 2004 oltre il 16% dell'R&D è stata finanziata a livello business da affiliati stranieri, ha dichiarato l'organizzazione, contro il 12% del 1993. Tale quota ha superato il 40% in cinque Pesi: Australia, Repubblica Ceca, Ungheria, Irlanda e Regno Unito.
Mentre i Paesi competono tra di loro per attrarre questo tipo di investimenti, si contendono nel frattempo anche i ricercatori. La questione politica delle risorse umane sta diventando quindi sempre più urgente. Gli Stati Uniti hanno ora il 9,3% dei ricercatori su 1.000 unità di forza lavoro, contro il 10,3% del Giappone e solo il 5,8% dei 25 stati membri dell'Unione.
Sostituire questi ricercatori, o incrementare il loro numero, diventerà difficile: pochi studenti si stanno laureando in argomenti scientifici e tecnologici in Danimarca, Finlandia, Germania, Ungheria, Italia, Sud Corea e Stati Uniti, ha scoperto l'OECD, mentre anche negli Stati Uniti il numero di iscrizioni sta diminuendo. L'Unione Europea ora produce comunque più dottorandi in queste discipline rispetto agli USA - ma sono questi ultimi che offrono loro la maggior parte dei posti di lavoro: la metà delle 46.716 posizioni post-diploma aperte nel 2003 erano infatti verso a graduati stranieri, ha notato l'OECD.
L'OECD ha 30 stati membri: Australia, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Sud Corea, Turchia, Stati Uniti e 18 Paesi europei inclusi Francia, Germania, Italia e Regno Unito.
da IDG News Service ®
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