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E' arrivato Open Solaris

Lo storico sistema operativo di Sun Microsystems sarà open source e offerto con licenza CDDL. Si porta in dote anche 1.670 brevetti software. "Noi crediamo davvero nell’open source", ha detto il CEO Scott McNealy

Mercoledì 26 Gennaio 2005

(p.t.) Dopo le voci circolate negli scorsi mesi, Sun Microsystem ha finalmente lanciato l’OpenSolaris Program. Consentirà a utenti e sviluppatori di ottenere il sistema operativo Solaris in modalità open source. La notizia è stata data ieri dal chairman e CEO di Sun, Scott McNealy, che attribuisce alla propria azienda il merito di aver fatto la più grande donazione di codice open source di tutti i tempi. Sarà possibile usare Solaris gratis? "Sarà gratis" ha dichiarato McNealy.

E non c’è solo il sistema operativo: Sun donerà alla comunità open source ben 1.670 brevetti. "Ora è come se avessimo scritto software open source per 24 anni", ha detto McNealy. Che ha anche ricordato che il lavoro su Solaris era iniziato sulla distribuzione Unix di Berkeley Software.

Il primo componente di Solaris reso disponibile è DTrace, per l’analisi delle performance. Una seconda parte di sorgenti, riguardanti il file system e la gestione della sicurezza, saranno rilasciati nel secondo trimestre di quest’anno.

Il codice sorgente e i brevetti saranno distributi da Sun sotto il Common Development and Distribution License (CDDL): è basato sulla Mozilla Public License ed ha avuto l’approvazione della Open Source Initiative. Sun ha anche creato una Community Advisory Board per seguire le future evoluzioni del sistema operativo OpenSolaris e promuovere lo sviluppo attraverso la community. L'azienda è intenzionata a rendere open source sotto CDL più componenti possibile: come per esempio i driver, spesso basati su tecnologia di terze parti e che continueranno ad essere forniti come codice binario.

La cospicua apertura brevettuale fatta da Sun segue una analoga donazione di 500 brevetti realizzata nella scorsa settimana da IBM e riguardano molti aspetti del sistema operativo che vanno dal kernel alle tecnologie per i file system alla gestione di rete.

Se da un lato Sun sembra percorrere con ritardo ciò che ha fatto IBM, a cominciare dall’investimento su Linux e ai contributi tecnologici e brevettuali alla comunità open source, dall’altro rivendica il valore dell’iniziativa. "A differenza di altre aziende che conferiscono solo tecnologie a fine vita noi abbiamo dato alla comunità Solaris 10, la versione più avanzata dell’OS, dotata di capacità avanzate - ha precisato McNealy -. Noi crediamo davvero nell’open source".

Secondo i responsabili Sun, l’OS open source andrà meglio incontro alle esigenze di mercati quali l’intrattenimento, la pubblica amministrazione e l’education. Sun continuerà a offrire la versione commerciale di Solaris che sarà distinta dalla presenza di servizi e supporto adatti alle iomprese. La mossa strategica è inoltre mirata aad allargare la base utenti del sistema operativo Solaris, facilitare lo sviluppo della piattaforma e quindi permettere alla stessa Sun di fare business su soluzioni e tool.

Per gli analisti di Burton Group la scelta di Sun della licenza CDDL è molto valida: offre per gli sviluppatori maggiori tutele rispetto, per esempio, a quella che caratterizza Apache. CDDL non ha infatti gli impatti 'virali' della GNU Public License (GPL), che impone che qualsiasi sviluppo software fatto su codice GPL (o anche con strumenti forniti in licenza GPL) venga poi offerto con le medesime condizioni di licenza. Gli sviluppatori che modificheranno il codice di Solaris, invece, dovranno donare le modifiche alla comunità, ma gli sviluppatori che useranno proprio codice potranno unirlo a Solaris in prodotti commerciali. Senza per questo dover donare il proprio lavoro.

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