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TAG: ERP - Infor
Immagine: Infor CEO

Un altro 'gigante silenzioso' dell'ERP che prova il cambio di marcia: Infor

Come Sage, anche il fornitore software americano cerca più visibilità. L'obiettivo è la quotazione in Borsa. Il punto in Italia con la country manager Enza Fumarola

Martedì 2 Febbraio 2010
di Daniele Lazzarin


La 'Top 5' del mercato mondiale ERP è composta da tre colossi di cui si parla molto (SAP, Oracle e Microsoft), e da due operatori decisamente meno seguiti dai media, anche per la loro strategia di comunicazione da sempre molto 'spartana': l'inglese Sage e l'americana Infor.

Queste due realtà però, oltre al target principale (le medie imprese manifatturiere) e alla strategia di crescita (decine di acquisizioni con mantenimento dei software ereditati), ora sono accomunate anche da un certo 'cambio di marcia' strategico negli ultimi mesi.

Per quanto riguarda Sage, abbiamo parlato qualche giorno fa della nuova strategia globale per la soluzione ERP X3 (prodotto distribuito in Italia da Formula), che è ora la proposta primaria del fornitore per le medie imprese di tutto il mondo.

Passando a Infor, la sua storia relativamente breve è nota quasi solo agli addetti ai lavori. Molto in sintesi fa capo ad alcuni fondi d'investimento, ed è nata da circa otto anni, nei quali grazie a una serie di acquisizioni (tra cui Baan e SSA, ma anche Geac, Marcam e Mapics) è arrivata a circa 2,2 miliardi di dollari di fatturato, oltre 70mila clienti e 8mila dipendenti in tutto il mondo.

Dopo la prima fase, dedicata alla costruzione di una sufficiente massa critica per competere nel mercato Enterprise Applications, ora Infor sembra passata alla 'fase 2', centrata sulla crescita in senso lato: crescita nella base clienti consolidata, altre acquisizioni, e aumento della visibilità sul mercato. L'obiettivo ultimo del CEO Jim Schaper (nella foto) è la quotazione in Borsa, già in programma per il 2009 e poi rinviata a causa della crisi economica.

Nello stile di Infor, il 'cambio di marcia' non si basa su mosse clamorose, tuttavia i segnali nell'ultimo anno sono chiari. Tra questi alcuni annunci di prodotto, una serie di assunzioni 'eccellenti' nel top management (tra cui Bruce Richardson, per anni numero 1 di AMR Research, come Chief Strategist), e una campagna di marketing da vari milioni di dollari sui principali media economici e negli aeroporti.

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