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Saper quantificare un numero sufficiente di virtual machine, senza però esagerare, da far girare su un singolo sistema è ancora oggi una bella sfida. Ecco che calcoli fare
(m.t.) Implementare un set di server virtuali con le relative applicazioni su un server fisico con lo stesso sistema operativo potrebbe oggigiorno sembrare un compito piuttosto facile, almeno a prima vista. In realtà, far sì che l'hardware sottostante possa supportare adeguatamente tutto il carico addizionale risulta ancora piuttosto complicato, per via dell'infinita varietà di software che possono girare in un ambiente virtuale e delle differenti tipologie di richieste che le applicazioni possono fare al sistema operativo e all'hardware ospite.
La virtualizzazione è oggi un bene necessario per molte imprese. Non fosse altro perché consentendo un elevato grado di ottimizzazione delle risorse permette risparmi davvero significativi.
Un'azienda come Dell, che i suoi server oltre a venderli li usa anche, grazie a una strategia di efficientamento dei data center basata sulla virtualizzazione è riuscita a risparmiare quasi 40 milioni di dollari in un anno. Come ci ha raccontato Ugo Morero, enterprise brand manager di Dell Italia, in una serie di webcast trasmessi da Computerworld Italia, “nel 2008 la Corporation ha risparmiato più di 38 milioni di euro passando da 543 a 5.509 server virtualizzati. E nel 2009 è arrivata a 9.600”.
Nel caso specifico Morero ha calcolato che un server Dell modello PowerEdge R710 con installato VMware ESX può arrivare a sostituire sette modelli PowerEdge 2850.
Ma è sempre davvero così facile 'calcolare' quante virtual machine possono essere fatte girare su un dato server fisico?
“Consolidare più server fisici in altrettante virtual machine permette alle aziende di risparmiare parecchio denaro, questo è vero, ma è difficile poter spremere all'eccesso l'hardware senza il rischio di far crollare le prestazioni delle applicazioni”, sottolinea Ian Scanlon, IS manager dell'inglese Computacenter, uno dei principali fornitori europei di servizi di data center e di hosting, con clienti in Italia quali Bticino e L'Oreal.
“Se si implementano cinque virtual machine su un server, ci si trova con sei sistemi operativi e le relative applicazioni, e di conseguenza occorre scalare verso l'alto l'hardware per mantenere i livelli di servizio e le prestazioni delle applicazioni”, spiega Scanlon. “Il più delle volte questo comporta un investimento in memoria molto superiore a quanto pianificato nella fase di capacity planning”.
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