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Immagine: Avatar

Avatar, ecco tutti i segreti tecnici di un kolossal 3D di successo

Il film di James Cameron è stato realizzato grazie a una infrastruttura con oltre quattromila blade server e trentacinquemila core

Venerdì 22 Gennaio 2010

E' il film che sta battendo tutti i record al botteghino. Stiamo parlando di Avatar, l'opera diretta da James Cameron che molti ritengono abbia ridefinito l'esperienza cinematografica, introducendo una nuova generazione di effetti speciali. Al cuore del suo progetto c'è la società di effetti visuali Weta Digital che ha fornito i servizi di produzione digitale dal concept alla animazione 3D finale. Basata in Nuova Zelanad e nominata all'Oscar per gli effetti visivi, Weta Digital si è aggiudicata in passato già quattro statuette ed è nota soprattutto per il lavoro svolto sulla trilogia del Signore degli Anelli.

Nel dettaglio, il mondo futuristico e le creature blu di Avatar hanno le proprie radici in un insolito data center situato a Miramar, un sobborgo di Wellington, in Nuova Zelanda. Servendosi della potenza elaborativa ivi erogata gli artisti di Weta Digital hanno trasformato in realtà la visione del regista usando software di elaborazione e rendering tridimensionale e raffinando più volte ciascun frame. Ogni minuto di Avatar rappresenta un totale di 17,28GB di dati, stando a quanto dichiara Weta Digital. Al cuore della elaborazione dati c'è quindi una server farm con una superficie di 3.500 metri quadrati con 34 rack e oltre 4.000 blade server di Hewlett-Packard, spiega Paul Gunn, systems administrator del data center, intervistato via e-mail da Computerworld. Il core di elaborazione include circa 35.000 processori e 104TB di RAM.

Poiché i server funzionano 24 ore su 24 a piena capacità quando si avvicina una scadenza le tradizionali tecniche di condizionamento d'aria non possono contrastare il calore generato dai server. Quindi si utilizzano anche dei rack raffreddati ad acqua costruiti da Rittal nonché l'aria 'cortesemente offerta' dal clima fresco della zona, continua Gunn. Inoltre "la server farm è raffreddata solo a 25 gradi, quindi è più calda di quella di molti data center. Non raffreddando in modo inutile abbiamo dei guadagni aggiuntivi in energia", afferma Gunn.


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Commenti
#1morrizor
pubblicato il: 23/01/2010 04:48

Vi siete "dimenticati" di dire quale sistema operativo viene utilizzato su questo cluster.

http://www.top500.org/system/10042

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