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La spesa informatica delle Regioni premia le società ICT in-house

Ben oltre la metà degli investimenti di Regioni e Province Autonome veicolata dalle varie CSI Piemonte, Lombardia Informatica e Insiel. Una fotografia del mercato, la classifica delle società

Martedì 22 Dicembre 2009


(m.t.) Le Regioni e le Province Autonome italiane hanno speso nel 2008 poco più di 1,12 miliardi di euro in beni e servizi per l’ICT, una spesa destinata a crescere dell'8,5% nel triennio 2009-2011. E' quanto emerge nel primo rapporto dedicato alle società ICT in-house di Regioni e Province Autonome, realizzato e pubblicato da Assinter, l'Associazione delle Società per l’Innovazione Tecnologica nelle Regioni.

Il Rapporto Assinter 2009 ci consegna quindi un mercato, quello dell'informatica nelle Regioni, in crescita, spinto soprattutto dalle società ICT in-house, vale a dire da quelle realtà a capitale interamente pubblico che operano come provider di servizi e soluzioni in prevalenza per le stesse amministrazioni regionali che le controllano.

Si tratta attualmente di quindici società, tutte riunite in Assinter: CSI Piemonte, CUP 2000, Datasiel, INVA, Informatica Alto Adige, Informatica Trentina, InnovaPuglia, Insiel, Lait, Lepida, Lombardia Informatica, SardegnaIT, Sicilia e-Innovazione, Sicilia e-Servizi, Webred.

Come abbiamo detto, le Regioni e le Province Autonome hanno speso nel 2008 circa 1,12 miliardi di euro in ICT. Relativamente alle sole Regioni e Province Autonome che possiedono almeno una società in-house, la spesa complessiva in ICT per il 2008 è stata pari a 733 milioni di euro, anche se le società ICT in-house hanno realizzato nel 2008 un fatturato complessivo di 780 milioni di euro, e questo perché alcune di esse generano business anche non captive. Nel 2009 il giro d'affari delle società ICT in-house sarà pari a circa 860 milioni di euro.

Entrando nel dettaglio della spesa, si vede come lo sviluppo/gestione dei sistemi informativi interni delle Regioni e Province Autonome pesi per il 37% circa del totale. Il rimanente 63% è distribuito tra spesa IT per la Sanità e per altri interventi, generalmente indirizzati agli enti locali o a iniziative in favore di cittadini e imprese.

“Negli ultimi dieci anni, Regioni e Province Autonome hanno quadruplicato i propri investimenti nel settore ICT. Per queste amministrazioni, lo sviluppo di sistemi, infrastrutture, beni e servizi di IT e TLC rappresenta ormai uno strumento strategico per il miglioramento delle proprie prestazioni, ma anche del territorio”, sottolinea il presidente di Assinter, Renzo Rovaris. “Basti pensare che degli 860 milioni di euro circa di ricavi previsti dall’attività delle società in-house per l’anno corrente, ben il 46% sarà reinvestito in attività esternalizzate e acquisti di beni e servizi nel mercato privato locale, generando così sul territorio un indotto di circa 400 milioni di euro”.

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