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Presentato il nuovo motore di ricerca di Redmond. Secondo alcuni analisti è un grosso passo in avanti, ma per ora non intaccherà il dominio di Google
Sarà live il 3 giugno Bing, il nuovo motore di ricerca di Microsoft con il quale il colosso di Redmond punta a migliorare il suo posizionamento online nei confronti di Google.
Definito "decision engine", è stato sviluppato con l'obiettivo di aiutare le persone a organizzare meglio le informazioni di ricerca e trovare più rapidamente quanto stanno cercando. In tal senso l'algoritmo di Bing valuta i risultati della ricerca basandosi su quanto siano stati rilevanti in precedenza per altri utenti. L'interfaccia organizza i risultati anche in base a sottocategorie, a seconda dei termini di ricerca, in modo tale che si possa scovare con maggiore rapidità quella parte di informazione successiva che più probabilmente si sta cercando. Il servizio è per esempio progettato per offrire finestre pop-up che riassumono le informazioni su un sito web per risparmiare all'utente il click necessario a scoprire che non si tratta di quanto effettivamente cercato. Il sito è inoltre studiato per organizzare i risultati delle ricerche con strumenti di navigazione e ricerca sul lato sinistro della pagina, così come per offrire categorie diverse di risultati.
"Oggi i motori di ricerca fanno un lavoro decente nell'aiutare le persone a navigare sul web e a trovare informazioni, ma non ne fanno uno altrettanto buono per abilitarle all'uso delle informazioni che trovano", ha commentato il CEO di Microsoft Steve Ballmer, presentando il nuovo arrivato. "Quando abbiamo pensato di creare Bing, ci siamo prefissati di capire in profondità quanto la gente intenda realmente usare il web. Bing è un primo passo importante nel nostro sforzo sul lungo termine per offrire innovazioni nella ricerca che abilitino le persone a trovare informazioni rapidamente e a usarle per prendere decisioni intelligenti".
Secondo Greg Sterling, search analyst di Sterling Market Intelligence, anche se alcune funzionalità offrono migliori risultati in un confronto diretto con Google, non rappresentano un cambiamento sufficientemente drastico per spingere a una migrazione degli utenti: "E' un buon primo passo, ma non andrà ad alterare drammaticamente il mercato così come è oggi" e Microsoft stessa lo riconosce, afferma l'analista. "Microsoft non lo vede come la fine del processo bensì come un nuovo inizio. Credo che ci siano delle cose interessanti che possono fare per continuare a far progredire le caratteristiche di quesro motore".
Sterling sostiene che Bing potrà anche non portare via molta quota di mercato a Google, ma al contrario potrebbe tentare quelli dei motori di ricerca di AOL, Ask.com e forse anche Yahoo, mentre si parla ancora di un possibile accordo di Microsoft con quest'ultima che naturalmente cambierebbe lo scenario competitivo.
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