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Sicurezza: un mercato che resiste alla crisi

Stando a Sirmi, in Italia la spesa per queste soluzioni è aumentata del 9% nel 2008 e quest'anno crescerà di oltre il 7%. I principali trend secondo Unisys

Martedì 3 Marzo 2009

Sirmi stima che il mercato delle soluzioni e dei servizi di sicurezza sia cresciuto in Italia nel 2008 del 9% rispetto al 2007, e prevede che quest'anno crescerà ancora, indicativamente del 7,4%.

Alla luce dell’andamento del mercato e dei nuovi trend tecnologici, Unisys individua quattro aree 'calde' per la sicurezza, sulle quali si concentrerà l’attenzione delle aziende quest'anno: la mobilità, il social networking e il cloud computing; sistemi di sicurezza più rapidi ed efficienti per interpretare i dati provenienti da molteplici fonti; l'esigenza di dedicare risorse per combattere le frodi finanziarie; e la crescente adozione di tecnologie biometriche.

La cosiddetta 'consumerizzazione' della tecnologia e l’evanescenza dei confini nell’uso integrato e parallelo di computer, cellulari avanzati e altri dispositivi per scopi personali e professionali, obbligheranno le imprese a riformulare le modalità di valutazione del rischio e protezione dei dati.

E in una società sempre più 'mobile' e interconnessa, l’utilizzo dei siti di social networking e lo scambio continuo di informazioni richiederà alle aziende di assumere una visione integrata nei confronti della sicurezza, che tenga conto di tutti i canali interni ed esterni in un contesto di 'extended enterprise', arrivando a valutare anche l’impiego di soluzioni avanzate, come le tecnologie biometriche.

In particolare gli esperti di sicurezza di Unisys osservano che la diffusione capillare della tecnologia consumer e la maggiore mobilità degli utenti comportano l’esigenza di proteggere un numero crescente di punti di accesso ai dati adottando un approccio al rischio a 360 gradi. Anche dal punto di vista delle tecnologie aziendali, la collaborazione e lo scambio delle informazioni assumeranno confini sempre meno definiti. E il cloud computing, di cui si prevede una crescente adozione da quest'anno fino a diventare nel giro di 10 anni la principale modalità di erograzione dell'IT, comporterà a sua volta l’esigenza di valutare ancora meglio i rischi e aver un approccio integrato in grado di proteggere tutte le operazioni, anche quelle virtuali.

L'ultima edizione del Security Index, analisi promossa da Unisys per valutare l'atteggiamento dei consumatori rispetto alle aspettative legate alla sicurezza, ha evidenziato come il 43% degli italiani sia oggi preoccupato rispetto alle frodi finanziarie e al rischio di un utilizzo non autorizzato delle carte di credito o di debito.
Tale atteggiamento, unito all'attuale crisi economica, rischia di alimentare la crescita delle frodi finanziarie: “Le minori risorse a disposizione potranno infatti indebolire i controlli e i processi di risk management, soprattutto da parte delle aziende che non hanno adottato misure precauzionali mirate, e i timori stessi dei consumatori potrebbero essere sfruttati per incrementare i tentativi di frode utilizzando nuovi schemi di azione”.

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