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Immagine: Business man

Cosa dice il Web 2.0 dei CIO?

Da molte indagini, nei convegni e tra le opinioni che si sentono in giro si parla molto di cambiamenti nel ruolo dell'IT aziendale

Martedì 9 Dicembre 2008
di Paolo Lombardi

Ma è un'altra la questione che ci interessa approfondire, e cioè: qual è stato, nell’ambito del fenomeno dell’emergere del Web 2.0 il ruolo che hanno avuto i CIO?

Notiamo subito che la quantità di pagine e iniziative ultimamente dedicate al tema sembra inversamente proporzionale al peso che in questa attenzione viene riservato ai CIO.

E’ piuttosto diffusa la sensazione che le più recenti ondate tecnologiche (pensiamo, prima del Web 2.0, alle tecnologie e alle applicazioni per la mobilità e sulle reti wireless) sembrano escludere da un qualsiasi ruolo significativo, almeno nella fase di ideazione delle applicazioni e di start up delle sperimentazioni, i CIO e i sistemi informativi aziendali.

L’ impressione è confermata da quanto ci ha detto Filippo Rizzante di Reply, società fortemente focalizzata sul Web 2.0 e sulle relative applicazioni aziendali. A proposito della crescita di domanda di queste applicazioni Rizzante dice: “Abbiamo avuto contatti e stiamo facendo progetti per molte aziende fortemente interessate a partire dalle loro strutture non IT. Da marketing, comunicazione, organizzazione, area del  personale, dalle linee di business. E spesso addirittura dai massimi vertici aziendali, che hanno ormai acquisito la consapevolezza che internet è il principale canale di comunicazione del nostro tempo e vogliono capire la trasformazioni che sta subendo internet con l’ondata Web 2.0”. Brilla per assenza di qualsiasi ruolo propulsivo, almeno per quanto risulta all’osservatorio di Reply, il mondo dell’IT aziendale.

“I S.I.? Arrivano sempre dopo”

La domanda e l’iniziativa sembrano insomma venire da tutti meno che dai CIO. Un recente convegno di Nextvalue su ‘Enterprise 2.0’ ha confermato ulteriormente questa percezione. Nel corso di una tavola rotonda organizzazioni come Bticino, Citroen Italia, Mobilificio Lago e Regione Friuli hanno illustrato le proprie iniziative di community e social networking indirizzate ai dipendenti, ai partner e/o ai clienti.

“E i sistemi informativi?” abbiamo chiesto? Se si esclude il caso della BTicino (dove il Web 2.0 ha attecchito su un precedente sistema di CRM) la risposta è stata praticamente univoca: “I sistemi informativi non si sono mai visti nella fase di ideazione e di start up delle iniziative di community e social network. Sono intervenuti a posteriori, per verificare che queste realizzazioni fossero coerenti con gli standard aziendali in termini di infrastrutture e di requisiti di sicurezza. Niente di più”. In un caso, addirittura, la linea di business che ha promosso il progetto in ottica 2.0 ha volutamente escluso l’IT aziendale per non dover “subire l’imposizione delle modalità di sviluppo e dei tempi di progetto tipici delle nostre strutture IT”.

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