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Immagine: Microsoft data center

Windows Azure: Microsoft dovrà triplicare i data center

In cinque anni Microsoft triplicherà le sue strutture dedicate, mentre la potenza erogata sarà moltiplicata per quindici e il traffico internet per nove

Giovedì 30 Ottobre 2008

Nonostante il generale clima di rallentamento economico, Microsoft intende aumentare notevolmente il numero di server funzionanti nei suoi data center a livello mondiale. La crescita, evidenziata in una presentazione svoltasi in occasione della Professional Developers Conference (PDC 2008), è pensata soprattutto per gestire l'incremento di richieste elaborative in modalità hosted per i software aziendali che saranno eseguiti sulla sua nuova piattaforma Windows Azure, anch'essa annunciata in questi giorni, così come servizi di terze parte che Microsoft spera di attrarre. In particolare, Microsoft si aspetta di potenziare il numero dei data center che gestisce di ben tre volte, la potenza di addirittura 15 volte e il traffico internet in uscita dai suoi data center di 9 volte, ha spiegato Benjamin Ravani, general manager del Global Foundation Services di Microsoft, nel corso di una sessione tecnica sul tema.

Ravani ha aggiunto che Microsoft gestisce ormai "decine di migliaia di server" senza però rivelarne il numero esatto.

La società aveva annunciato proiezioni di crescita simili già quest'anno. Ma Ravani li ha ribaditi a una settimana dall'annuncio dei piani di Redmond di voler stringere la cinghia, inclusi tagli per 500 milioni di dollari in spese per quest'anno fiscale, rallentando inoltre le assunzioni e tagliando spese di viaggio e marketing.

Nonostante l'arrivo in ritardo sul fronte dei servizi di cloud computing, Microsoft non sta badando a spese nella costruzione della sua infrastruttura di back-end, che sfida concorrenti del calibro di Amazon.com (che propone l'offerta EC2), Google e Salesforce.com. Negli ultimi 12 mesi Microsoft ha annunciato cinque data center, inclusi quelli in San Antonio, Chicago e Des Moines. Entrambi i data center di Chicago e Des Moines saranno enormi strutture da 500 milioni di dollari che avranno parecchi dei propri server pre configurati e installati in container. Investire in grande ora, sostiene Microsoft, farà risparmiare in futuro.

La richiesta di alcuni servizi è già enorme. Windows Live Messenger ha per esempio oltre 450 milioni di utenti unici nel sistema, passa oltre 8,3 miliardi di messaggi ed esegue oltre 1 miliardo di autenticazioni web al giorno, ha detto Ravani. Oltre a sottolineare le dimensioni dell'infrastruttura cloud di Microsoft, Ravani ha anche messo in evidenza la resilienza della sua rete, che ha detto è il risultato di diverse lezioni imparate duramente. Per esempio, nel novembre 2006, mezzo milione di utenti di un servizio online di Microsoft hanno incontrato ritardi di autenticazione per diverse ore. Il problema stava in un sovraccarico del sistema di autenticazione causato da un job interno eseguito in batch scritto male. Come risultato, Microsoft ha creato una policy sul fatto che tutti i job eseguiti in batch debbano essere prima testati, e incrementato la sicurezza, per cui tali utenti non possono accedere a servizi dati chiave senza autorizzazione.

Inoltre nel marzo 2007 il 75% degli utenti dei servizi online Microsoft è stato incapace di accedere al servizio per cinque ore. Microsoft ha poi scoperto che un baco relativo al servizio di un partner aveva portato a troppe richieste di autenticazione. Ravani lo ha decritto come un "attacco di denial of service su Windows Live ID". Microsoft ha quindi migliorato le sue attività di monitoring per identificare più rapidamente questi guasti al servizio, sviluppato un sistema di erogazione della potenza più granulare su molti livelli differenti di architettura per evitare che il traffico vada fuori controllo, e implementata una policy che sgancia le transazioni dei partner che superano una certa quota.

Windows Azure, la nuova piattaforma di cloud computing di Microsoft, è stato presentato pochi giorni fa da Ray Ozzie, chief software architect di Microsoft.

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