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L'annuncio di chiusura all'OpenWorld è stato il più importante. Presentati Database Machine e Exadata Storage Server, due sistemi per applicazioni data warehouse sviluppati con HP
Larry Ellison, fondatore e CEO di Oracle, si è tenuto l'annuncio sicuramente più importante per l'intervento di chiusura dell'OpenWorld, che in questa edizione, almeno fino a ieri, non aveva registrato novità clamorose. Ellison ha presentato infatti quelli che ha definito "i primi prodotti hardware di Oracle": due macchine sviluppate con HP e pensate appositamente per applicazioni di data warehouse, battezzate rispettivamente HP Oracle Database Machine e HP Oracle Exadata Storage Server. Più in dettaglio, si tratta di rack server preconfigurati con software Oracle e server HP ProLiant. L'Exadata Storage Server comprende una dozzina di dischi e due processori Intel quad core che svolgono attività di query direttamente sui dati archiviati sulla macchina, riducendo la quantità di dati da reinviare al server database.
Un accorgimento che stando a Ellison permette performance 10 volte migliori rispetto agli attuali prodotti data warehouse di Oracle. "Il software di query di Oracle gira sullo stesso sistema storage, e quindi la capacità di elaborazione del server database in pratica viene spostata 'sul singolo disco': quelli che 'tornano indietro' sono solo i risultati delle query, e non enormi masse di dati".
I server storage, che hanno una capacità massima di 168 TB, possono essere ordinati separatamente per essere usati con un data warehouse Oracle già esistente, oppure come parte di HP Oracle Database Machine, che comprende otto server database Oracle e 14 Exadata Storage Server in un rack. La versione Linux della macchina è già disponibile, altri sistemi operativi saranno supportati in futuro.
Ogni server storage è connesso al server database con due canali InfiniBand. Ciascuno può trasportare 20 GB di dati al secondo, ma la velocità del sistema è determinata da quella dei dischi, che limitano il throughput a un GB/s.
I sistemi si possono ordinare presso Oracle, che ne curerà vendite e supporto, mentre HP gestirà la consegna e il supporto del solo hardware. L'idea di entrare nell'hardware, ha spiegato Ellison, è dovuta "al proliferare dei dati in azienda, con tassi di crescita stupefacenti". In questo quadro, ha proseguito il CEO di Oracle, il problema dei sistemi di storage a disco disponibili oggi non è la capacità, bensì la velocità di trasferimento dei dati ai server database.
"Ci sono due modi di risolvere il problema, e cioè ridurre la quantità di dati da trasferire e 'allargare' i canali di collegamento: noi abbiamo fatto entrambe le cose", ha concluso Larry Ellison.
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