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Italia sempre meno competitiva nell'IT

Uno studio dell'Economist Intelligence Unit per BSA ci assegna il 25esimo posto, due in meno rispetto all'anno scorso

Martedì 16 Settembre 2008

Una ricerca pubblicata oggi dall’Economist Intelligence Unit per conto di BSA (Business Software Alliance) colloca l'Italia al 25esimo posto nella classifica mondiale (66 Paesi) che supportano meglio la competitività delle aziende IT, con un punteggio di 45,6 su un massimo di 100.

Su base mondiale il primo posto va agli Stati Uniti, seguiti da Taiwan. In Europa guidano Regno Unito, Svezia e Danimarca; bisogna scendere al 15simo posto per trovare l'Italia, dietro la Spagna e l'Estonia; dopo di noi ci sono solo il Portogallo (27esimo posto) e la Grecia (33esimo posto). Ma il dato “più doloroso”, come sottolinea il presidente di BSA Italia Luca Marinelli, è la retrocessione di due posti del nostro Paese rispetto alla rilevazione dell'anno scorso, quando figuravamo al 23esimo posto.

In base al metodo adottato da Economist Intelligence Unit, sei sono i fattori che concorrono a formare un ambiente capace di supportare il settore IT, consentendogli così di contribuire al PIL, creare nuova occupazione qualificata, insomma creare valore per l’intero sistema economico: investimenti nelle risorse umane per assicurare un'ampia disponibilità di personale qualificato; un ambiente culturale votato all'innovazione, caratterizzato da investimenti significativi in ricerca e sviluppo; un'infrastruttura IT avanzata e sicura, comprendente connessioni a banda larga competitive e di elevata qualità; un quadro normativo che tuteli efficacemente i diritti sulla proprietà intellettuale e combatta con forza la criminalità informatica; un ambiente business aperto e competitivo; e, infine, una leadership governativa che bilanci in maniera adeguata la promozione tecnologica con il rispetto delle dinamiche di mercato.

L’Italia si situa al 17° posto con riferimento al capitale umano disponibile in un settore IT che attualmente impiega oltre 700.000 persone. Tuttavia gli investimenti in ricerca & sviluppo si riducono, invece di aumentare per colmare il gap che ci separa dalle economie all’avanguardia, le infrastrutture di tlc non hanno goduto di sviluppo rispetto al 2007, e i circa 37 pc per 100 abitanti ci situano solo al quindicesimo posto nella regione europea per diffusione delle nuove tecnologie, fa notare Marinelli. “Inoltre, sul piano legislativo la normativa italiana a tutela del diritto d’autore è considerata una legge articolata e valida dagli osservatori internazionali, ma la farraginosità del sistema giudiziario e l’eccessiva lunghezza dei processi mina di fatto la certezza di poter vedere riconosciuti i propri diritti”.

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