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Dopo i numeri, ecco l'analisi. Software e servizi in Italia: problemi nuovi e consueti che caratterizzano il settore in attesa che arrivi la 'Y generation'
Puntuale come il Tour de France, il Rapporto Assinform e l'Assintel Report è giunta l'edizione 2008 della Classifica Top 100 delle Società di Software e di Servizi IT di Computerworld. E' un evento atteso, le Top 100 si confrontano tra di loro sulle posizioni relative, il gruppo delle società emergenti controlla gli avanzamenti, tutti hanno buoni motivi per competere o buone ragioni per giustificare la loro posizione in classifica o quella dei concorrenti diretti.
In fondo una classifica serve a sancire dei vincitori e dei piazzati, ma anche un po' di spirito di competizione sportiva e, permettetemi, di fair play in un settore che sembra più rassegnato e maturo rispetto ai successi di anni passati.
Complimenti davvero ai primi della classe ed ai classificati! Vi sono importanti miglioramenti di posizione e, in generale, un rafforzamento della posizione dei primi, grazie anche ad operazioni di M&A. Una volta tanto vorrei però fare la corsa dal punto di vista del 'gruppo', dei follower, cioè delle tante imprese che corrono e faticano come gli altri, stanno là dietro o non compaiono in classifica. Non è per spirito populista, ma per allargare la visuale e per cercare di capire meglio che cosa sta succedendo.
Anzitutto perché correre nel Software e nei Servizi IT? Lo chiedo spesso ai vari interlocutori che incontro e le risposte si assomigliano: sappiamo fare software, ci appassiona da sempre farlo. Curioso, è più una risposta da professionisti che da imprenditori, eppure anche molti 'numeri uno' delle Top 100 rispondono così; anzi alcuni si sono rimessi in gioco in gioco, a detta loro, per passione dell'IT, di questo business in cui software è sinonimo di innovazione, in cui i processi di innovazione delle aziende clienti sono cablati nelle applicazioni, in cui innovazione vuol dire crescere in un settore di punta che con orgoglio chiamiamo high-tech.
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