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L’opportunità del VoIP e la rivoluzione delle tlc

Come la tecnologia può incidere su infrastrutture e offerta di nuovi servizi di un operatore italiano

Lunedì 21 Marzo 2005

VoIP (Voice over IP) è secondo gli esperti una delle più significative ‘discontinuità’ per il settore delle tlc. Una tecnologia che certamente rivoluzionerà nei prossimi anni le modalità con cui saranno offerti i servizi di comunicazione. VoIP farà sì che i servizi di telefonia, ancora oggi pagati in base al tempo di connessione e alla distanza geografica del corrispondente, possano seguire il ‘modello’ di internet e quindi annullare le distanze e essere più accessibili. La telefonia classica ‘vocale’ potrebbe addirittura diventare una commodity: uno dei tanti servizi sfruttabili attraverso gli accessi dati a larga banda già utilizzati dalle aziende e ora presenti anche presso gran parte dell’utenza residenziale italiana. La tecnologia permetterà inoltre di sviluppare nei prossimi anni servizi di comunicazione innovativi che sfrutteranno la convergenza voce-dati a vantaggio, per esempio, di nuove sofisticate applicazioni di help desk e di collaborazione aziendale. Applicazioni di cui sarà sempre più difficile poter fare a meno.

In attesa che la domanda dei nuovi servizi convergenti si sviluppi, VoIP ha consentito a molti nuovi operatori nati dalla liberalizzazione del mercato tlc di costruire il proprio business su servizi di telefonia tradizionali, avvalendosi dei vantaggi di costo e di semplificazione delle infrastrutture che la tecnologia consente. Tra essi c’è Synergia 2000, di cui abbiamo voluto analizzare strutture e prospettive alla luce di ciò che la nuova tecnologia ha portato; l’abbiamo fatto con l’aiuto di Silvio Matteini che è il VoIP network director.

Come nasce l’idea di realizzare un’infrastruttura di telecomunicazioni in tecnologia VoIP?
Abbiamo iniziato la nostra attività nel 2000 come operatore licenziatario e quindi con le prerogative riconosciute per legge di poter disporre di numeri geografici dedicati, numero verde ripartito e altri servizi tipici del vecchio mondo della comunicazione. Fin dall’inizio abbiamo capito che occorreva realizzare la nostra rete unendo tecnologia tradizionale PSTN (public switched telephone network) e reti IP. Il nostro POP (point of presence) di Milano è stato quindi realizzato integrando al nostro interno tecnologie differenti di partner diversi (Nortel Networks per il mondo PSTN e Cisco per quello IP) e nostri sviluppi. Nel 2000 eravamo pionieri nell’adottare tecnologia VoIP; sia dal lato del business, sia da quello dei fornitori e delle competenze c’era una demarcazione netta tra i mondi IP e PSTN. C’era inoltre da combattere il luogo comune che riteneva le reti IP lontane dai requisiti di affidabilità di quelle tradizionali. Un aspetto non secondario giacché gli operatori telecom sono tenuti per legge a riparare i guasti entro 48 ore per non subire gravi penali.

Quali aspetti sono stati considerati nel momento delle scelte infrastrutturali fondamentali?
Due erano i motivi che ci spingevano a scegliere questa strada. Il primo era la riduzione dei costi perché percepivamo che il mercato sarebbe stato sempre più competitivo. Il secondo era la consapevolezza che l’IP fosse indispensabile per offrire nuovi servizi di alto livello, impossibili nel mondo PSTN. Parlando di costi, a parità di servizio reti IP e VoIP ci permettono di ridurre di un fattore dieci i costi di gestione rispetto alle reti PSTN. VoIP consente di realizzare servizi, per esempio di call center, che con le tecnologie tradizionali avrebbero costi proibitivi e quindi inaccessibili alla gran parte dei possibili clienti. Un altro aspetto importante è lo sviluppo del software a supporto dei nuovi servizi. L’infrastruttura basata su IP mi permette di sfruttare le competenze di ragazzo appena diplomato che conosca Visual Basic; qualcosa di completamente diverso dal disegnare la logica del servizio e farne il deploy sui sistemi PSTN.

Cosa consente di fare un’infrastruttura tlc basata su tecnologia VoIP?
L’utilizzo del VoIP ci consente di offrire servizi di telefonia su infrastruttura di rete privata virtuale in tutto il mondo, avendo come unico requisito l’esistenza di una connessione internet e un indirizzo IP. Per attivare il servizio, a Tokio come in Bangladesh, basta spedire sul posto un semplice apparato plug e play e subito i due corrispondenti sono in grado di parlarsi e avere servizi come sapere se il corrispondente è in connessione o filtraggio delle chiamate.

Grazie alla tecnologia VoIP potremo sviluppare in futuro i nostri servizi in qualsiasi parte del mondo usando il nostro POP di Milano. Con il VoIP un solo POP può supportare servizi in ambito nazionale e internazionale con una drastica differenza d’investimento rispetto alle tradizionali reti PSTN. La sola cosa che potrebbe rendersi necessaria è l’aumento della banda di connessione del nostro POP con internet. Penso che tra dieci anni il PSTN non esisterà più e tutto sarà su IP.

Quali componenti tecnologiche sono critiche per offrire servizi agli utenti finali?
Abbiamo speso molto impegno per rendere trasparente all’utilizzatore se sta usando un collegamento di tipo tradizionale oppure su IP. La componente tecnologica chiave è il codec che supporta la compressione e trasporto della voce e che consente di ridurre l’impegno di banda di una chiamata voce al livello di soli 8 Kb/s. Anche le connessioni ADSL più limitate sono oggi in grado di gestire fino a otto chiamate contemporaneamente. Un basso impiego di banda aumenta il margine di sicurezza con cui è possibile usare i servizi anche su connessioni ‘best effort’. Per usare la telefonia VoIP abbiamo creato una semplice applicazione sul pc che simula il funzionamento di un telefonino. Per comodità è comunque possibile usare periferiche simili a un telefono tradizionale.

Che vantaggi può dare agli utenti finali la comunicazione attraverso VoIP?
VoIP rende possibili cose molto interessanti come, per esempio, unificare su un dispositivo palmare portatile, tutti i possibili servizi di comunicazione voce-dati. Ad oggi le maggiori opportunità vengono comunque dal traffico vocale internazionale, che è cresciuto enormemente e i cui costi possono essere abbattuti proprio grazie alle infrastrutture VoIP. Questo vale anche per i costi delle video-telefonate o delle chiamate GSM degli utenti che si trovano all’estero che possono essere ridotti anche di venti volte. Grazie all’infrastruttura più flessibile l’operatore ha inoltre la possibilità di offrire in minor tempo servizi richiesti dai clienti.

Quali servizi avanzati sarà possibile realizzare?
Abbiamo sviluppato un’applicazione per una banca che semplifica un’annosa procedura di controllo per sapere se una una certa operazione ‘è coperta’ oppure no. Gli operatori dovevano chiamare la filiale del cliente dopo averne rintracciato nome e telefono sulla base dei codici ABI CAB. Mediante un software sviluppato ad hoc gli impiegati possono ora collegarsi con le filiali a partire dai soli codici bancari. A livello del nostro POP i codici ABI sono ‘tradotti’ nella chiamata telefonica all’istituto richiesto.

Pensiamo ad applicazioni nell’ambito dell’assistenza tecnica. Un tecnico ‘sul campo’ si collega all’help desk centralizzato attraverso una pagina web. Usando una cuffietta può parlare con l’operatore, spiegargli o fargli vedere un problema sul pc locale e, tramite la condivisione dei dati, farsi inviare aggiornamenti e patch.

Come funziona il POP 'unico' dei servizi

Synergia 2000 basa i propri servizi a livello internazionale su un unico POP (point of presence) situato a Milano. L’infrastruttura sfrutta un architettura a maglia capace di bilanciare i carichi e in cui l’eventuale disfunzione di un nodo si traduce nello spostamento del carico di lavoro su un altro. Il software di controllo è stato basato su Cisco IOS e un sistema proprietario realizzato dalla stessa Synergia mettendo a frutto le competenze di Archesis, società del Gruppo che fa integrazione e sviluppo. Le applicazioni di alto livello sono basate su sistemi operativi Linux e Windows e sono ospitate su server rack di tipo standard con CPU Intel. Per lo sviluppo di specifici servizi viene usato Visual Basic di Microsoft, mentre come repository dei dati è sfruttato l’engine di Oracle. L’aspetto dell’archiviazione e ricerca dei dati è particolarmente critico per gli operatori tlc che sono tenuti per legge a conservare i dati relativi alle chiamate per un periodo di 10 anni. I dati delle chiamate assieme a quelli di monitoraggio vengono utilizzati a livello statistico per ottimizzare la rete e i servizi. Il POP non ha un sito alternativo per il disaster recovery: "ci bastano servizi ridondati all’interno; in caso di bisogno, potremmo comunque appoggiarci a una infrastruttura di un altro operatore". Aspetti importanti che hanno guidato la realizzazione del POP? "Il più importante è il calcolo della banda - spiega Silvio Matteini, VoIP network director di Synergia 2000 - prevedendo gli incrementi di traffico in un arco di almeno 10 anni. La nostra rete è oggi in grado di gestire 30 milioni di minuti di chiamate voce al mese, che al 90% viaggiano su VoIP e per il restante 10% su PSTN".

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