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2.200 visitatori per la user-conference di Londra, dedicata al nuovo modello platform-as-a-service. Ruolo molto defilato per il business italiano
All’evento c’era anche una Dev Zone, dove si potevano sperimentare direttamente gli strumenti di sviluppo di Force.com, ed è stato presentato il caso di Coda Group, società inglese tra i principali specialisti mondiali di software per contabilità e finanza, che ha sviluppato la soluzione SaaS Coda 2Go interamente su piattaforma Force.com. “Con strumenti tradizionali ci avremmo messo anni: contiamo di fare per l’area contabilità-finanza quello che Salesforce ha fatto per il CRM”, ha detto Jeremy Roche, CEO di Coda.
Benioff ha parlato, per il platform-as-a-service, di 'Web 3.0': “Se il Web 2.0 permette a chiunque di creare contenuti, il Web 3.0 permetterà a chiunque di generare applicazioni, business o consumer”. Si è aperta insomma l’era delle piattaforme: “Alcuni esempi oltre a Force.com sono Google App Engine, Amazon Web Services, Facebook: c’è un nuovo modo di sviluppare applicazioni, basta andare su internet e si trovano piattaforme già pronte, siamo nell’era del cloud computing”.
Il concetto del tradizionale pacchetto software, costruito su un complesso stack di tool di sviluppo, database, server, interfacce e così via, è morto, ha insistito Benioff, citando il caso di Citibank, “il maggiore progetto CRM del 2007: tutti i maggiori vendor erano coinvolti e siamo stati scelti noi”.
Al Dreamforce Europe c’erano 24 persone dall’Italia in rappresentanza di 16 aziende, ma nessun partner italiano era tra gli oltre 40 che avevano uno stand o hanno fatto interventi, e nessun cliente italiano era tra i 50 che hanno raccontato le proprie case history. In Italia, Salesforce ha tra i suoi clienti Cameo, Bracco, Tiscali, Vodafone, Illva Saronno e Periodici San Paolo, ma il ruolo defilato del nostro Paese all’evento di Londra è certamente almeno in parte legato alla mancanza di un country manager per la filiale italiana: Margherita Dellea, chiamata tre anni fa ad avviare il business italiano, ha recentemente lasciato l’azienda.
Nessun esponente di Salesforce Italia è attualmente autorizzato a parlare con la stampa, comunque sembra che Salesforce non intenda disinvestire dall’Italia: la società è alla ricerca, come si deduce dal suo sito web, di tre figure per la sede di Milano (due enterprise account executive per cercare e gestire clienti sopra i mille abbonati, e un sales engineer), oltre che, probabilmente, di un nuovo country manager attraverso il canale head hunter.
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