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Il primo evento europeo di Salesforce.com

2.200 visitatori per la user-conference di Londra, dedicata al nuovo modello platform-as-a-service. Ruolo molto defilato per il business italiano

Giovedì 15 Maggio 2008
di Daniele Lazzarin

All’evento c’era anche una Dev Zone, dove si potevano sperimentare direttamente gli strumenti di sviluppo di Force.com, ed è stato presentato il caso di Coda Group, società inglese tra i principali specialisti mondiali di software per contabilità e finanza, che ha sviluppato la soluzione SaaS Coda 2Go interamente su piattaforma Force.com. “Con strumenti tradizionali ci avremmo messo anni: contiamo di fare per l’area contabilità-finanza quello che Salesforce ha fatto per il CRM”, ha detto Jeremy Roche, CEO di Coda.

Benioff ha parlato, per il platform-as-a-service, di 'Web 3.0': “Se il Web 2.0 permette a chiunque di creare contenuti, il Web 3.0 permetterà a chiunque di generare applicazioni, business o consumer”. Si è aperta insomma l’era delle piattaforme: “Alcuni esempi oltre a Force.com sono Google App Engine, Amazon Web Services, Facebook: c’è un nuovo modo di sviluppare applicazioni, basta andare su internet e si trovano piattaforme già pronte, siamo nell’era del cloud computing”.

Il concetto del tradizionale pacchetto software, costruito su un complesso stack di tool di sviluppo, database, server, interfacce e così via, è morto, ha insistito Benioff, citando il caso di Citibank, “il maggiore progetto CRM del 2007: tutti i maggiori vendor erano coinvolti e siamo stati scelti noi”.

Al Dreamforce Europe c’erano 24 persone dall’Italia in rappresentanza di 16 aziende, ma nessun partner italiano era tra gli oltre 40 che avevano uno stand o hanno fatto interventi, e nessun cliente italiano era tra i 50 che hanno raccontato le proprie case history. In Italia, Salesforce ha tra i suoi clienti Cameo, Bracco, Tiscali, Vodafone, Illva Saronno e Periodici San Paolo, ma il ruolo defilato del nostro Paese all’evento di Londra è certamente almeno in parte legato alla mancanza di un country manager per la filiale italiana: Margherita Dellea, chiamata tre anni fa ad avviare il business italiano, ha recentemente lasciato l’azienda.

Nessun esponente di Salesforce Italia è attualmente autorizzato a parlare con la stampa, comunque sembra che Salesforce non intenda disinvestire dall’Italia: la società è alla ricerca, come si deduce dal suo sito web, di tre figure per la sede di Milano (due enterprise account executive per cercare e gestire clienti sopra i mille abbonati, e un sales engineer), oltre che, probabilmente, di un nuovo country manager attraverso il canale head hunter.


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