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Un nuovo modello organizzativo che ha radici nella biologia e nella struttura di alcuni organismi. Se ne parlerà anche in un convegno a Milano
3) Perché allora se ne parla oggi?
Per due motivi fondamentali. Fenomeni di grande rilevanza sia dal punto di vista politico-sociale che tecnologico-applicativo hanno messo sotto gli occhi di tutti e non solo dei consulenti e degli scienziati delle organizzazioni, la potenza, a volte devastante per la situazione esistente, delle strutture organizzative senza centro, decentralizzate, distribuite. Esempi possono essere, per rimanere in campo tecnologico, le reti p2p di file sharing e la stessa internet con le sue applicazioni user-driven (come eBay).
In secondo luogo, l'evoluzione delle infrastrutture di comunicazione, che ormai sono pervasive e richiedono per collegarsi solo un atto di volontà, e di quello che ci viene costruito sopra (standard di descrizione dei dati, protocolli p2p, web services, SOA e tutti gli argomenti simili di cui Computerworld parla settimanalmente), consente di pensare l'interconnessione tra soggetti economici, come le aziende, come un processo dinamico, non fissato una volta per tutte. Una specie di rete dinamica resa possibile dall'infrastruttura pervasiva sottostante, e il miglior modo di pensare a una rete in movimento è pensarla in modo biologico. Un terzo fattore, più culturale, è dovuto a un clima generale favorevole da una parte alle analogie biologiche, dall'altra poggiato su elaborazioni filosofiche post-moderne come quelle di Guattari e Deleuze, che sono stati tra i primi a utilizzare il termine 'rizoma' per caratterizzare fenomeni non biologici ma sociologico-organizzativi, anche se il concetto già circolava dagli anni '60 almeno (nello "Shock del Futuro" di Alvin Toffler, 1968).
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