Nasce il nuovo blog SistemAperto, riflessioni in libertà sull’open source
- 1 febbraio, 2010
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Parte oggi un nuovo blog di Computerworld Italia Online. A curarlo è Italo Vignoli, presidente dell’Associazione PLIO
Parte un altro blog su Computerworld Italia Online. Questa volta a curarlo è Italo Vignoli, presidente delll’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org.
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Perché SistemAperto
Era una notte buia e tempestosa… In realtà, l’idea di SistemAperto è nata in un pomeriggio milanese di pioggia battente – un problema, per uno come me che viaggia in scooter per combattere il traffico della metropoli – nella redazione di Computerworld Italia. Stavamo facendo delle considerazioni sul mondo del software open source, quando mi è stato chiesto se avrei avuto la voglia – e forse il coraggio – di scrivere quello che stavo dicendo.
Avevo appena finito di sparare a zero su un paio d’aziende e di personaggi, senza cattiveria ma in modo coerente rispetto alla mia visione del mercato: il software open source in Italia diventerà “grande” solo quando l’ecosistema la smetterà di dare contro alle aziende del mondo proprietario – in modo spesso strumentale – e comincerà a sviluppare il proprio modello sulla base di solide regole di business (e soprattutto a fare un po’ di marketing).
Io sono un animale strano nel mondo open source, dove sono arrivato per scelta incuriosito dal progetto OpenOffice.org (in tempi non sospetti, quando nessuno avrebbe mai ipotizzato un successo delle dimensioni di quello attuale). Ho fatto tutta la mia trafila, cominciando come marketing contact del progetto per l’Italia, e sono diventato prima consigliere e poi presidente dell’Associazione PLIO, mentre a livello internazionale faccio parte del team di coordinamento delle attività di marketing, dove sono – di fatto – il principale ispiratore delle strategie di comunicazione (anche se queste, nei diversi Paesi, vengono spesso implementate da sviluppatori prestati al marketing, che fanno qualche ingenuità di troppo).
Per promuovere OpenOffice.org in Italia, ho utilizzato le stesse strategie di marketing e comunicazione che ho imparato in anni di lavoro come consulente delle aziende del mondo proprietario. I risultati sono arrivati immediatamente, e questo mi ha consentito di guadagnare la fiducia della comunità. OpenOffice.org è passato da progetto per pochi intimi – i duri e puri dell’open source – a movimento di massa, dove il nucleo della comunità è composto da tutti coloro che hanno maturato e metabolizzato una coscienza dell’open source (e quindi contribuiscono, in un modo o nell’altro, alla crescita del progetto) ma la maggioranza è composta da semplici utenti.
Certo, non tutti i progetti open source possono essere assimilati a OpenOffice.org, ma tutti devono essere analizzati in un’ottica di business e devono rispondere alle condizioni del mercato. Farò un’affermazione estrema: Richard Stallman ha avuto un’eccellente intuizione, ma non è stato capace di trasformare questa intuizione in un modello di business comprensibile per la maggioranza delle persone. D’altronde, cosa ci si può aspettare da uno che inizia a contare da zero e non da uno, come fa la totalità delle persone “normali”? Ergo, fino a quando il movimento open source continuerà a guardare un po’ troppo a Richard Stallman e un po’ troppo poco al mercato non riuscirà a uscire dalla nicchia degli early adopter.
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