Oracle, ecco (finalmente) i piani per integrare Sun Microsystems

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Dichiarata l’intenzione di mantenere e sviluppare tutte le principali linee di prodotto. I principali interventi di taglio dei costi in ambito server


(d.l.)
Ieri Oracle, dopo aver ufficializzato la chiusura formale dell’acquizione di Sun Microsystems, ha tenuto un lungo evento (cinque ore), trasmesso anche via webcast, nel suo quartier generale californiano, per illustrare i piani di integrazione delle numerose tecnologie hardware e software.

Durante l’evento hanno preso la parola ovviamente il CEO Larry Ellison, e molti manager responsabili delle varie aree, di cui alcuni provenienti dalla stessa Sun e ‘confermati’ da Oracle.

Tanto per cominciare “il brand Sun sarà mantenuto e anzi rinvigorito”, ha detto il presidente di Oracle Charles Phillips.

Il concetto principale dell’operazione, ha spiegato Phillips, è che Oracle offrirà una ‘pila’ (stack) di tecnologie Oracle e Sun ingegnerizzate per operare insieme, che comprende hardware server, middleware, database, sistemi operativi, virtual machine, storage e applicazioni. Oracle scommette su questo valore aggiunto di integrazione per il successo dell’operazione Sun.

Questo stack sarà certificato, pacchettizzato, implementato, aggiornato e gestito come un tutto unico, di cui Oracle risponderà per supporto, manutenzione e guasti, anche se diverse divisioni Sun manterranno una certa autonomia operativa e commerciale.

Veniamo ora in estrema sintesi a quello che è stato detto sulle singole aree tecnologiche. Con l’avvertenza che nell’evento di ieri sono state date informazioni abbastanza generali, e Oracle ha demandato ad altri eventi e webcast specifici i dettagli dei piani di sviluppo (roadmap) delle linee di prodotto.

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