Nel commercio elettronico italiano crescita sostenuta per il settore fashion
- 11 novembre, 2009
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In leggero calo invece il turismo. Stabile il volume daffari totale (5,8 miliardi di euro) rispetto al 2008, ma salgono gli ordini: oltre 21 milioni
Nel 2009 in Italia il volume d’affari dell’e-commerce verso il consumatore finale è rimasto sui livelli del 2008, salendo solo dell’1% e superando così di poco i 5,8 miliardi di euro. Un risultato che scaturisce da due andamenti opposti: l’aumento (+13%) del numero di ordini, e la riduzione (-10%) del valore medio dello ’scontrino’, sia per gli sconti legati alla crisi economica, sia per la maggiore ‘prudenza’ dei consumatori online.
Sono questi i principali responsi dell’Osservatorio eCommerce B2C di Netcomm e School of Management del Politecnico di Milano, presentato ieri e basato su oltre 200 casi di studio. Anche gli operatori di e-commerce intervistati peraltro evidenziano andamenti molto diversi: la maggioranza infatti (60%) ha registrato un 2009 in crescita, e solo il 20% è in calo.
Il report è ricco di dati e disaggregazioni, e fornisce diversi spunti interessanti. La prima distinzione è tra vendita online di prodotti (informatica ed elettronica di consumo, libri, abbigliamento, alimentari), cresciuta dell’11% e arrivata a 1,1 miliardi, e di servizi (biglietti, viaggi, assicurazioni), che pur essendo la parte preponderante (3,5 miliardi di euro) sono in leggero calo (-2%). In entrambi i casi però il numero di ordini è cresciuto, rispettivamente del 20% e del 10%.
Passando ai comparti verticali, quello a crescita più alta è l’abbigliamento che ha visto salire i suoi incassi online addirittura del 42%: un risultato attribuito dai ricercatori al successo di Yoox, e all’entrata nell’e-commerce di marchi importanti (tra gli altri Armani, Diesel, Dolce&Gabbana, Miss Sixty, Stone Island, Valentino).
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