Budget IT: attenzione a tagliarli durante la crisi economica
- 22 maggio, 2009
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I rischi derivanti da una riduzione dei costi che non rispetta la natura dell’azienda e non tiene in considerazione il futuro
Tra gli interventi più interessanti che abbiamo sentito ieri al convegno di Aused, l’associazione italiana dei responsabili IT, intitolato “Il valore dell’IT in questo momento di trasformazione dell’economia e della società: chi sono gli attori?” c’è quello di Piero Masera, managing director di Alix Partners, società di consulenza internazionale specializzata nel salvataggio di aziende in crisi, o semplicemente che si trovano in una situazione di stress e devono attuare un cambiamento urgente.
Tre sono i passi da compiere secondo Masera in queste situazioni: “Stabilizzare l’azienda a livello di liquidità e operazioni, rilanciare e riportare a regime il business, e tornare alla crescita, organica e non”. L’ICT ha un ruolo importante sia nella seconda fase, in quanto aiuta a rendere più efficienti i processi di business, sia nella terza fase del ritorno alla crescita, in quanto permette di introdurre nuovi prodotti e servizi, ed entrare in nuovi mercati.
“In effetti il contributo che l’IT può portare alla bottom line è di gran lunga superiore a quello che si potrebbe ottenere se si tagliasse del 20-30% il budget IT – commenta il consulente –. Il circolo vizioso che spesso si innesca consiste nel tagliare i costi IT e poi averne una forte crescita appena ricomincia il ciclo di espansione”.
Nel tagliare i costi IT bisogna valutare essenzialmente due cose: “Dove si posiziona oggi e dove vuole andare l’azienda, e quanto tempo impiega a recuperare gli asset che taglia”. Masera distingue tra tre diverse leve su cui agire: infrastruttura, demand management e sourcing; e a seconda della tipologia di azienda conviene agire più o meno sull’una o sull’altra.
Nelle imprese in cui l’IT ha una grande rilevanza per il bsuiness, perché serve a fare progetti e innovare i prodotti, come per esempio nel caso di Airbus, il colosso europeo dell’industria aeronautica, non si possono ridurre gli investimenti per non pregiudicare la capacità di innovazione, ma occore aumentare l’efficienza dell’infrastruttura, migliorare la gestione della domanda e sfruttare l’outsourcing. “In questo caso l’innovazione è stata stimolata in modo top-down, bloccando il budget, e costringendo ad azioni che liberassero risorse da destinare a progetti innovativi: in particolare sono state tagliate le spese per le trasferte ed è stato firmato un contratto di outsourcing. E questo ha pemesso di introdurre strumenti del Web 2.0 per migliorare la collaborazione”.
Nelle aziende in cui l’IT è meno rilevante per i risultati di business si può procedere in una certa misura al taglio dei costi IT, soprattutto se ci sono state delle fusioni, ma anche qui il rischio è che si crei poi una difficoltà a sfruttare al massimo le opportunità di crescita.
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