“ICT tra i settori meno colpiti dalla crisi

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Il presidente del MIP Umberto Bertelè parla di un forte interesse per la tecnologia, soprattutto per quella che garantisce un rapido ritorno dell’investimento. Budget stabili nella sanità


(o.f.) Al convegno Aused che si è tenuto oggi al Milano dal titolo “Il valore dell’IT in questo momento di trasformazione dell’economia e della società: chi sono gli attori?”, il presidente del MIP (la scuola di management del Politecnico di Milano) Umberto Bertelè ha parlato dell’ICT come di “un settore che sembra tra i meno colpiti dall’attuale crisi economica, almeno per quanto riguarda gli investimenti che assicurano un rapido ritorno“. 

A riprova del “forte interesse” che le imprese italiane stanno dimostrando nei confronti della tecnologia, ha citato i numeri degli ultimi convegni di presentazione degli Osservatori del MIP: “700 partecipanti a quello sulla dematerializzazione e fatturazione elettronica, e 1.500 iscritti a quello dedicato all’ICT nella sanità che si è tenuto ieri”.

Bertelè ha anche sottolineato come lo sfasamento tra finanza ed economia reale che ha caratterizzato l’inizio di questa recessione potrebbe ripresentarsi anche nella fase di chiusura, per cui mentre gli indici dei mercati finanziari sembrano mostrare segnali di ripresa, l’economia reale probabilmente si avvia a vivere uno dei momenti peggiori nei prossimi mesi.

E ha sottolineato come i recuperi che da due mesi stanno facendo segnare le Borse pur essendo un segnale positivo, dovranno continuare per molto tempo perché si possa tornare ai livelli di un anno fa. Ciò non toglie che ci siano segnali positivi provenienti anche dall’economia reale, come per esempio il picco di fiducia dei consumatori tedeschi registrato un paio di giorni fa il più alto degli ultimi tre anni – e un’inizio di ripresa delle esportazioni del Giappone, dopo il crollo del 30% di qualche mese fa.

Il docente del Politecnico ha poi puntato il dito sull’effetto deleterio che rischia di creare l’accostamento da parte della stampa tra le buone notizie che negli ultimi giorni stanno emergendo e le pessime notizie “vecchie”, relative cioè a situazioni di qualche mese fa, come per esempio il calo del PIL nel primo trimestre: “Un accostamento tra fatti correnti con fatti storici può creare allarmismo, confusione e un effetto psicologico che può pregiudicare la ripresa”. 

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