OpenOffice 3.1 sul banco di prova. La suite ora è più veloce e bella

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Una prima occhiata al nuovo pacchetto open source evidenzia diversi passi avanti fronte prestazioni. Su alcuni componenti deve però ancora migliorare

L’ultima versione della suite di produttività OpenOffice.org 3.1 è appena stata rilasciata e al primo test si dimostra subito una scelta valida. E sebbene alcuni dei miglioramenti siano già visibili ad occhio nudo, i più importanti cambiamenti stanno in realtà sotto al cofano. Almeno stando alla prima prova pubblicata dai nostri colleghi americani di Computerworld USA. Ecco alcune considerazioni emerse dal test.

Che cos’è? OpenOffice.org 3.1 è un insieme di applicazioni per la produttività dell’ufficio: Writer (elaboratore testi), Calc (foglio di calcolo), Impress (presentazioni) e Base (database). Manca un corrispettivo di Outlook, ma altrimenti la suite si rivela effettivamente un possibile sostituto di Microsoft Office. Il pacchetto è disponibile come scaricamento gratuito per Linux, Mac OS X, Solaris e Windows; ci sono versioni localizzate per la maggior parte delle lingue, italiano compreso.

Che cosa fa? La prima cosa che si noterà del nuovo OpenOffice.org è che ha un aspetto migliore. Grazie all’uso dell’anti-aliasing, menu dei programmi, lettere e immagini che cengono mostrati sono più definiti e chiari. La suite è stata provata su un sistema con Windows XP e su uno con MEPIS 8, una distribuzione Linux basata su Debian. Ma quello che ha catturato maggiormente l’attenzione dopo pochi minuti di utilizzo delle varie applicazioni OpenOffice.org è stata la superiore rapidità di questa versione rispetto alla 3.0. Questo si è notato soprattutto eseguendola su un sistema Windows XP. Se prima ci volevano circa dodici secondi per lanciare Writer; ora ne sono necessari circa sei. E lo stesso si è verificato con le altre applicazioni della suite. In pratica è quasi come eseguire OpenOffice.org su una macchina nuova di zecca.

Un’altra importante novità, se si considera OpenOffice.org per un uso in ufficio, è che ora la suite ha il suo sistema di file locking indipendente dal sistema operativo. Quindi una persona che lavora al marketing, ad esempio con un Mac, non potrà sovrascrivere una modifica appena fatta da un controllore che utilizza invece un pc con Windows. In fase di test non è stato quindi possibile modificare un documento condiviso (che risiedeva su un file server Windows Server 2008) dal desktop Linux e da quello XP. Il meccanismo di file-locking lo ha protetto dai vari tentativi di revisione.

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