Rete misteriosa spia 1.300 computer di enti e ministeri. E’ solo l’inizio…
- 30 marzo, 2009
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Obiettivi di alto profilo per gli hacker (cinesi?) di GhostNet. Infettati anche i pc del governo tibetano in esilio. Rischiamo un’ondata di ’social malware’
Un’accurata indagine durata 10 mesi ha accertato che 1.295 computer in 103 Paesi diversi, appartenenti a istituzioni e organizzazioni internazionali, sono stati spiati, e secondo alcune prove circostanziali l’attività di intrusione proviene dalla Cina.
L’indagine, pubblicata in un rapporto di 53 pagine, descrive dettagli e prove davvero interessanti degli sforzi di hacker politicamente schierati e suscita interrogativi sui loro eventuali legami più o meno autorizzati con lo Stato e il Governo cinese.
Il report descrive una rete, battezzata dai ricercatori ‘GhostNet‘, infettata da un software maligno chiamato gh0st RAT (Remote Access Tool), che permette di impadronirsi di documenti riservati e webcam di controllo e di controllare completamente i computer infettati da remoto.
“GhostNet è una rete di computer compromessi utilizzati da organizzazioni di primaria importanza politica, economica e mediatica distribuite in molti Paesi – spiega il rapporto, scritto dai ricercatori di Information Warfare Monitor, un progetto di ricerca del SecDev Group, e del Munch Center for International Studies dell’Università di Toronto. “Al momento in cui scriviamo, queste organizzazioni sono quasi certamente all’oscuro delle attività di spionaggio che stanno subendo”.
Il report precisa comunque che non ci sono conferme del fatto che le informazioni sottratte siano state in qualche modo utili agli hacker o da loro vendute o passate all’intelligence di qualche governo.
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