LinkedIn: meglio una rete enorme oppure pochi contatti fidati?
- 27 novembre, 2008
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Nel sito di social networking per i rapporti professionali non è detto che avere un gran numero di connessioni sia sempre un vantaggio…
Anche se pochi giorni fa ha deciso di tagliare un decimo dei dipendenti, il sito di social networking per le relazioni professionali LinkedIn continua a crescere, e recentemente ha superato i 30 milioni di iscritti in tutto il mondo, di cui migliaia in Italia, dove sono nati anche club appositi come MilanIn e TurinIn.
Man mano che cresce il successo di LinkedIn, utenti e analisti iniziano a porsi il problema di come bilanciare il numero di connessioni con la loro qualità. In altre parole, è meglio puntare al maggior numero di connessioni, o limitarle e curare la ‘qualità’ della nostra rete di conoscenze (network of connections)? Per chi crede nella ‘potenza’ di LinkedIn questa è una questione fondamentale perché, come confermano i grandi utenti di LinkedIn e gli esperti di social media, determina il valore che otterremo come utenti da questo servizio.
Secondo Jonathan Yarmis, research director di AMR Research, ciascun utente LinkedIn è portato istintivamente ad applicare la legge di Metcalfe, secondo cui il valore di una rete è proporzionale al quadrato del numero dei suoi nodi, che in questo caso sono appunto gli utenti. L’istinto, insomma, è di ammassare quante più connessioni si può, cosa che viene ancora più naturale di quanto avviene per Facebook, perché su LinkedIn le informazioni che si inseriscono sono per lo più professionali, e riguardano poco la sfera privata.
“Viene da accettare chiunque tranne spammer e noti rompiscatole, perché questo amplia la mia rete: dato che non devo per forza condividere molte informazioni, non ci sono controindicazioni nell’accettare connessioni da chiunque o quasi”.
Secondo gli esperti, però, la Legge di Metcalfe (pensata per Ethernet, non per il Web), non è proprio il riferimento ottimale nel decidere il numero di connessioni in un sito di social networking: questo vale per LinkedIn, ma soprattutto per Facebook. “Quando accetto un invito di connessione su LinkedIn o Facebook- osserva Justin Smith, che gestisce il blog ‘Inside Facebook’ -, non sto aprendo un canale di comunicazione che altrimenti non esisterebbe: semplicemente creo un collegamento diretto riducendo i miei vincoli di privacy”.
Siti come Facebook, continua Smith, permettono di aumentare la qualità delle connessioni tra gli utenti differenziando le restrizioni sull’accesso alle proprie informazioni ‘amico’ per ‘amico’: i legami più fidati hanno più libertà di accesso, quelli meno conosciuti ne hanno poca. Su LinkedIn però le informazioni sono per lo più professionali, per cui lasciarle accessibili a sconosciuti è meno rischioso, e a volte anche vantaggioso. Come regolarsi?
Bill Austin, esperto di marketing su internet, ha su LinkedIn oltre 8.000 connessioni, e spiega che la gente ha tre approcci. “Prima di tutto ci sono quelli che puntano tutto sull’effetto rete, collegandosi con tutti quelli che capitano a tiro; altri vogliono mantenere la loro rete molto limitata e qualificata, accettando solo quelli che conoscono bene, personalmente o professionalmente”.
E poi ci sono gli ‘utenti ibridi’, che non pretendono di conoscere i contatti di persona, ma vogliono essere sicuri che non siano spammer, o utenti del primo tipo a caccia solo un contatto in più. “L’importante è stare bene attenti prima di usare l’icona ‘non conosco questa persona’: questo infatti riduce molto il ranking di quella persona entro LinkedIn e lo mette a rischio di essere espulso”. Ricordatevi, continua Austin, che conoscete più persone di quello che credete: se per esempio avete fatto una presentazione davanti a cinquanta persone e una di queste vuole collegarsi a voi su LinkedIn, non è molto cortese rispondere di no solo perché non vi ricordate di lui”.
Insomma, alla fine secondo Yarmis per LinkedIn occorre una modifica alla Legge di Metcalfe: “Qui il valore della rete dipende dalla qualità delle persone, dal loro numero, e dal grado di interazione tra loro”.
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