Facebook: 500 milioni di dollari per Twitter

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Nei giorni scorsi si è parlato di una offerta in azioni per rilevare il micro blog. Offerta che sarebbe stata però rifiutata

(p.m)  500 milioni di dollari in azioni. Questa l’offerta che Facebook avrebbe fatto per rilevare il micro blog  Twitter, che propone uno spazio di massimo 140 caratteri per inserire online un aggiornamento sulle attività che stiamo svolgendo. Informazioni che vengono poi recapitate ai destinatari della nostra rete tramite vari sistemi di messaggistica. Lo ha riferito il Financial Times spiegando come i negoziati siano stati confermati da due persone vicine alla situazione. No comment da parte di Biz Stone, co-fondatore di Twitter, che ha comunque affermato, rivela il FT, che la società intende rimanere indipendente e crescere sul suo servizio di messaggistica. 

La notizia era stata anticipata da All Things Digital che spiegava come alla fine i negoziati non siano però andati in porto e che i 500 milioni di dollari della transazione in azioni erano stati calcolati in base alla valutazione da 15 miliardi di dollari di Facebook fatta dopo l’investimento di Microsoft dello scorso anno. In pratica gli azionisti di Twitter hanno poi ritenuto tale valutazione spropositata, facendo una stima al ribasso del reale investimento che avrebbero ricevuto da Facebook (si parla di 150 milioni di dollari). E anche se alcune fonti riferiscono che Facebook abbia poi offerto una parte in contanti, alla fine l’accordo è stato rifiutato.

E’ un momento di particolare movimento per i siti di social networking che se da un lato continuano a crescere in utenti e traffico dall’altro devono ancora esprimere le loro potenzialità in termini di fatturato. In tal senso in occasione del Web 2.0 Summit tenutosi a inizio novembre a San Francisco, proprio i massimi dirigenti di Facebook e Twitter hanno dichiarato di non essere attualmente concentrari sulla messa a punto un modello di business profittevole. Questo perché sono in un fase di maggiore interesse per la crescita dei rispettivi siti e dei relativi servizi. Resta da capire se l’offerta di Facebook sia stata appunto fatta per aumentare ulteriormente la propria base di utenti o come invece strada per sviluppare una nuova fonte di ricavi.

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