Social networking: l’Europa vuole più privacy
- 20 ottobre, 2008
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I Garanti europei della privacy hanno stabilito che ci vorrà il consenso degli utenti dei social network ai fini dell’indicizzazione nei motori di ricerca
Giro di vite per la privacy degli utenti delle reti sociali. Siti di social networking come Facebook, MySpace, LinkedIn e altri non potranno più permettere ai motori di ricerca di indicizzare le informazioni dei rispettivi iscritti. E’ questo quanto previsto da una risoluzione approvata a Strasburgo da 78 Autorità Garanti della privacy, Italia compresa. Le varie Autorità hanno di fatto proibito l’indicizzazione nei motori di ricerca dei profili dei fruitori dei social network, uno dei più importanti fenomeni di internet, a meno che non ottengano il benestare di ciascun utente.
Le reti sociali, che siano destinate un pubblico business piuttosto che consumer, stanno raccogliendo sempre più consensi, con milioni di utenti attivi impegnati ad aggiornare i propri profili con miriadi di informazioni, testuali e fotografiche. Informazioni, però, che spesso sono di tipo sensibile, rivelando gusti e preferenze dei vari utenti che, a volte senza rendersene conto, possono ad esempio essere utilizzate da responsabili delle risorse umane per valutare la effettiva (o meno) affidabilità di un candidato per un posto di lavoro. Che questo possa essere o meno ritenuto giusto come metodo valutativo, non cambia la situazione e i motori di ricerca ci stanno mettendo del loro.
Volenti o nolenti, i siti di social networking vengono infatti anch’essi indicizzati dai motori che sono diventati uno strumento molto utilizzato proprio per arrivare direttamente a spazi online (come i social network) che ospitano dati personali nei vari profili. Si mette il nome della persona che si sta cercando ‘et voilà’ compaiono i link dove questa è citata, compresi quelli agli eventuali profili ’sociali’. Sta però per arrivare un giro di vite.
In occasione dellla 30ma Conferenza internazionale delle Autorità per la protezione dei dati personali svoltasi a Strasburgo in questi giorni e intitolata ‘Proteggere la privacy in un mondo senza confini’, le 78 Autorità presenti hanno come detto approvato una risoluzione che prevede che tali informazioni siano rese inaccessibili ai motori di ricerca a meno che non vi sia il consenso dell’utente.
Insomma, i profili ora non potranno più essere indicizzati a meno che non sia lo stesso ‘proprietario’ del profilo a consentirlo. In tutto questo c’è in ogni caso da segnalare che molti siti di social networking permettono già di impostare un livello di privacy più o meno severo e in base a questo i profili (e le informazioni che vi sono contenute) sono comunque visibili solo agli ‘amici’, ossia le altre persone che fanno parte della rete dell’utente. Sta a quest’ultimo scegliere che cosa fare o meno vedere, e a chi.
Con la risoluzione approvata a Strasburgo sarà ora però più difficile arrivarci effettuando ricerche sui motori.
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