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Il 39% degli italiani in possesso di dispositivi mobili utilizza i servizi bancari mobile per gestire il proprio denaro tramite smartphone o tablet, un dato in crescita rispetto al 36% dello scorso anno. È quanto emerge dall’indagine sul mobile banking condotta da Ing Bank su un campione di circa 15.000 risparmiatori in 15 Paesi tra cui l’Italia.

Il nostro Paese, nonostante l’incremento anno su anno, si conferma al di sotto della media europea (47%), mentre tra i Paesi più “virtuosi” in questo senso spiccano Olanda (63%), Regno Unito (55%), Lussemburgo (52%), Spagna (51%) e Austria (50%). La percentuale degli italiani pronti a passare a questi servizi nei prossimi dodici mesi è però pari al 24% rispetto a una media europea del 16% (10% per USA e Australia), dato che lascia presagire una diffusione ancora più vasta del mobile banking nel 2017.

Chi già utilizza oggi le app delle banche su smartphone e tablet lo fa perché si è accorto in questo modo di gestire meglio il proprio denaro; una motivazione che ha già conquistato il 75% degli italiani già abilitati al mobile banking e il 71% degli europei. “La prima forma di risparmio è il controllo delle proprie risorse e la consapevolezza delle spese. Il mobile banking sta aumentando questa consapevolezza, con molti risparmiatori intervistati che si sentono più padroni delle proprie finanze personali (50%), oppure sono più puntuali nei pagamenti (23%), fino anche a risparmiare di più (21%)” ha commentato Sergio Rossi, Head of Marketing & Customer Centricity di Ing Bank Italia.

il 48% del campione italiano si dice interessato all’utilizzo dei bitcoin e ad altre nuove forme di pagamento

Naturalmente il passaggio al mobile banking ha portato con sé un cambiamento delle abitudini dei consumatori anche per quanto riguarda i metodi di pagamento. In Italia ad esempio il 66% del campione intervistato dichiara di aver usato molto meno contante durante l’ultimo anno e il 61% si dichiara propenso ad utilizzare molto di più i pagamenti tramite smartphone. Addirittura il 48% del campione italiano, rispetto a una più cauta media europea del 33%, si dice interessato all’utilizzo dei bitcoin e ad altre nuove forme di pagamento.

Da notare però come i tre quarti degli intervistati si fidino di più delle app e dei servizi mobile delle banche che non di quelli di carattere social o comunque che non si appoggiano direttamente a gruppi bancari. Questi ultimi, anche grazie all’apprezzamento dell’utenza a livello di semplicità di utilizzo e velocità, hanno comunque registrato un incremento significativo nell’ultimo anno, con un +16% complessivo rispetto al +9% dello scorso anno.

“L’esperienza del cliente si sta evolvendo rapidamente e crediamo che porti con sé opportunità per offrire servizi differenzianti. Il traffico sulle app ha ormai superato quello sul web in Ing Direct e i clienti vogliono accedere alla propria banca in mobilità, mentre stanno viaggiando, oppure mentre da tablet guardano la TV. Gli standard di servizio con cui oggi le banche si trovano a competere provengono sempre più da settori extra-bancari, ma le banche continuano a godere della fiducia e della credibilità che le rendono di fatto il partner più affidabile per la gestione del denaro”, ha concluso Rossi.

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