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Google aveva promesso che avrebbe rilasciato quest’estate sia Allo che Duo, le sue nuove app per chat e videochiamate. Duo è arrivata più di un mese fa, ma la distribuzione di Allo è iniziata ieri e, in alcuni Paesi (Italia compresa), l’app arriverà di fatto in autunno.

Il sito di Allo è ora attivo e presenta una panoramica delle caratteristiche più importanti della nuova app di messaggistica di Google. Come Duo, Allo è disponibile sia per Android e iOS, e gli utenti Android che proprio non vogliono aspettare possono scaricare l’APK da APKMirror.

Google è stata criticata per il suo approccio frammentato alla messaggistica. Molti telefoni Android hanno preinstallato Messenger, un client per SMS/MMS. Poi c’è Hangouts, che è parte delle offerte business di Google. Abbiamo visto Google Wave e Buzz, mentre Google+ ha fatto marcia indietro rispetto alle sue iniziali ambizioni di “competere con Facebook”. Quest’estate Google ha lanciato una nuova app di comunicazione basata sui gruppi: Spaces.

In un certo senso, Allo sembra la migliore del gruppo. Si abbina a un numero di telefono (come Duo), ma ha una profonda integrazione con i servizi di Google. Ha tutte le caratteristiche che ci si aspetta oggi da un’app di messaggistica, con qualcosa in più: adesso Google è tutta concentrata sul machine learning, e Allo ne raccoglie i frutti.

La funzione Smart Reply impara come si risponde ai messaggi comuni e consente di inviare le risposte di testo o emoji che più si adattano al modo in cui normalmente l’utente comunica. Più si usa Allo, più intelligenti diventano i suoi suggerimenti.

Questo è un bel passo avanti, ma è l’Assistant di Google che determinerà il successo o il fallimento di Allo. L’Assistant, la prossima evoluzione di Google Now, è un aiutante per la conversazione. Basta scrivere @google (anche nel bel di un’altra conversazione) per attivare Google nella ricerca di quella foto divertente scattata la settimana scorsa, o l’ultimo punteggio della propria squadra del cuore, o informazioni di viaggio, o la risposta a un semplice problema di matematica…qualsiasi cosa si possa chiedere a Google Now, probabilmente si potrà trovare attraverso l’Assistant.

Allo non crittografa i messaggi end-to-end per impostazione predefinita, in quanto l’assistente di Google non può aiutarvi con il machine learning basato sul web per se non sa di cosa state parlando. Se si desidera avere una conversazione privata, è possibile richiamare la modalità di navigazione in incognito per abilitare la crittografia end-to-end.

L’ultima app di messaggistica di Google è solo mobile. Non c’è nessun client PC o Mac, e nemmeno un client web. E’ una cosa insolita da parte di Google. Anche WhatsApp, che è legata al numero dell’utente, è disponibile su Windows, Mac e per il web.

Avremo più informazioni su Allo nei prossimi giorni, quando il rilascio dell’applicazione sarà completato.

 

AUTOREJason Cross
FONTEGreenbot
CWI.it
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