Lee Sedol contro AlphaGo alla prima partita del torneo, che durerà cinque giorni

Il sistema di intelligenza artificiale AlphaGo ha vinto la prima partita in un avvincente sfida al gioco Go contro il campione Lee Sedol. L’incontro è stato annunciato come una sfida importante per un computer in un gioco di enorme complessità, sulle orme dell’ormai leggendaria vittoria a scacchi di Deep Blue di IBM contro Garry Kasporov nel 1997 e la vittoria del 2011 di Watson, un altro computer di Big Blue, nel quiz Jeopardy.

AlphaGo, giocando con un assistente umano al quale suggeriva le mosse dallo schermo di un computer, ha vinto mercoledì la prima di cinque partite che sta giocando a Seoul, in Corea del Sud. Il premio per il vincitore del match è di 1 milione di dollari, che Google DeepMind, la società creatrice del sistema AI, ha promesso di donare in beneficenza se AlphaGo vince.

La partita, seguita online da un numeroso pubblico, è stata accompagnata con commenti ironici e pessimisti sul futuro del genere umano in un mondo dominato da computer intelligenti. “Salva il mondo, Lee Sedol”, ha scritto un utente sulla chat di YouTube, in attesa dell’inizio del gioco. Un altro ha scritto che mancavano “dieci minuti all’inizio della fine del genere umano”.

Lo scorso ottobre, AlphaGo ha vinto 5-0 contro Fan Hui, tre volte campione europeo di Go. Questo ha incoraggiato i ricercatori di Google DeepMind ad affrontare Lee, un giocatore della Corea del Sud che negli ultimi dieci anni ha vinto importanti tornei nel gioco inventato in Cina oltre 2500 anni fa e molto diffuso in Sud Corea, Giappone, Cina e Taiwan.

La complessità del gioco da tavolo Go ha presentato una sfida particolarmente importante per i sistemi di intelligenza artificiale a causa del suo “enorme spazio di ricerca e la difficoltà di valutare le posizioni e le mosse”, secondo i ricercatori.

La tradizionale scacchiera dell'antico gioco cinese Go
La tradizionale scacchiera dell’antico gioco cinese Go

I giocatori, a turno, posizionano pezzi bianchi o neri, chiamati “pietre”, su una scacchiera da 19 per 19 linee. Lo scopo del gioco è conquistare le pietre dell’avversario che circondano le proprie e lo spazio vuoto attorno. “Go è un gioco principalmente di intuizione e questo lo rende difficile per i computer”, ha commentato Demis Hassabis, CEO e co-fondatore di Google DeepMind, una società inglese di intelligenza artificiale acquisita da Google nel 2014.

Google DeepMind sostiene che l’algoritmo di ricerca di AlphaGo è più simile a quella umana rispetto a quello di Deep Blue. Il computer che gioca a scacchi calcola con la forza bruta migliaia di combinazioni, mentre AlphaGo guarda avanti giocando con “immaginazione”, utilizzando una tecnica nota come “algoritmi di ricerca ad albero Monte Carlo”. Secondo Google DeepMind, la tecnica utilizzata da AlphaGo è superiore ai precedenti programmi di Monte Carlo in quanto utilizza reti neurali profonde per guidare la sua ricerca.

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