17 aprile 2012 - Automazione dei processi per favorire la produttività, consumerizzazione, efficientamento energetico e convergenza dei dispositivi mobili su un’unica piattaforma sono solo alcuni degli ambiti in cui il CIO è chiamato a operare scelte e programmare strategicamente gli interventi più opportuni e innovativi. “Oggi, il mercato, indipendentemente dalla tipologia, si sta muovendo verso la digitalizzazione e la dematerializzazione dei processi, portando il CIO a diventare il responsabile dell’infrastruttura a sostegno del business dell’azienda in tutte le sue aree”, afferma Mauro Palmigiani, Head of Enterprise di Cisco Italia. Le continue richieste di nuove tecnologie da parte di consumatori e lavoratori e il ritmo frenetico di crescita e diffusione di dati e dispositivi rendono particolarmente difficile questo compito. “Entro il 2015, nel mondo, ci saranno venticinque miliardi di apparati collegati in rete, oggi siamo all’esatta metà. Raddoppieranno anche i device per singola persona e a fronte di ciò, rispetto al 2003, il volume di dati che passa sulla rete aumenterà di cinquecentomila volte”, continua Palmigiani. In un contesto come questo, è inevitabile che le aziende che offrono e utilizzano servizi IT siano chiamate a ripensare le loro infrastrutture e a investire in modo nuovo sulla tecnologia: tutte decisioni economicamente molto rilevanti. Rivoluzionare la visione dell’ICT Poiché tutte le aree aziendali utilizzano tecnologie che convergono sui sistemi informativi e sulla rete, quest’ultima deve necessariamente essere in grado di supportare in modo integrato il business nel suo insieme. Il CIO è chiamato, quindi, a stimolare l’innovazione e la crescita per le varie Business Unit e a soddisfare ogni specifica necessità. “Non funzionano più le strutture organizzative a silos del recente passato, dove l’ICT era considerata un centro di costo. L’ICT deve essere vista come un investimento strategico su cui[...]