Rischi d’impresa: nelle PMI italiane aumentano i timori legati all’IT

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Non solo crisi economica e concorrenza internazionale. Le piccole e medie aziende sempre più alle prese con problemi legati alla criminalità informatica e all’uso degli strumenti IT

Gli attacchi informatici oggi preoccupano le piccole e medie imprese italiane quanto, se non di più, il ‘credit crunch’. Lo rivela un’indagine commissionata da Trend Micro all’istituto di ricerca indipendente A&F Research su un campione di 150 PMI distribuite su tutto il territorio nazionale, indagine condotta lo scorso mese di luglio e i cui risultati sono stati resi pubblici nei giorni scorsi.

Le piccole e medie imprese italiane, emerge dallo studio di A&F Research, “sono preoccupate per le difficoltà economiche derivanti dal calo degli ordinativi e per la concorrenza internazionale sempre più agguerrita, ma si trovano a fare i conti anche con un altro problema: i danni causati dai crescenti attacchi da parte della criminalità informatica”.

Addirittura, rivela l’indagine, i pericoli legati alle intrusioni nei sistemi IT e al furto di dati sono così sentiti dalle PMI intervistate da risultare “fonte di preoccupazione addirittura leggermente superiore alle difficoltà a ottenere credito dalle banche”.

I risultati, infatti, evidenziano che in una scala di valori da 1 a 5, gli intervistati individuano nel calo degli ordini e nella concorrenza le due principali preoccupazioni per le PMI italiane (rispettivamente con un grado medio di 3,07 e 2,97), seguite dal furto dei dati aziendali (2,68) e personali (2,65), e dal ‘credit crunch‘ (2,61). Senza dimenticare che un’ulteriore fonte di preoccupazione, i danni all’immagine aziendale (2,88), può anch’essa essere causata proprio da attacchi informatici.

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