04 aprile 2012 - Procurement fai-da-te. Business Intelligence fai-da-te. Ripristino fai-da-te. Provisioning dell’utente in una cloud privata. E’ un momento magico per gli utenti finali: i dipartimenti IT tendono sempre più a rilasciare strumenti che affidano a loro le redini della gestione di dati e servizi, sia che si tratti della semplice possibilità di accedere ai loro dati personali sia che debbano consultare dati aziendali più sensibili, inaccessibili fino a non molto tempo fa. Ma ogni delega di questo tipo apre in realtà una questione di importanza fondamentale: gli utenti finali sono pronti per questo nuovo ruolo? Sono davvero così esperti da riuscire a fare da soli le query di business intelligence di cui hanno bisogno, o da ripristinare i dati dopo un guasto all’hard disk? Sì e no, dicono gli IT manager e gli analisti di mercato. E’ passato molto tempo da quando gli addetti IT insegnavano a utilizzare un mouse o a controllare che un PC desktop fosse collegato alla corrente, ma c’è una gran differenza tra scegliere una funzione da un menu a tendina e fare analisi avanzate di grandi volumi di dati aziendali. Da una parte, grazie al boom dei dispositivi smart nel mercato consumer, e data la pervasività di Internet nella vita aziendale e privata, i dipendenti a tutti i livelli hanno maggiore familiarità con la tecnologia rispetto a qualche tempo fa. D’altro canto, però, secondo il National Research Council e altri osservatori del settore education, gli Stati Uniti stanno attraversando un periodo di declino che interessa tutte le discipline scientifiche, dall’ingegneria, alla matematica, alla statistica. Questo potrebbe essere il preludio di una “tempesta” nell’IT self-service: si possono generare situazioni in cui utenti molto sicuri di sé, ma senza le necessarie conoscenze tecniche, perdono il controllo dei sistemi aziendali, traggono conclusioni errate da un insieme casuale di dati o corrompono archivi una volta incontamin[...]