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La Commissione Europea concede ancora un mese di tempo a Google, Facebook e Twitter per adeguare i loro termini di servizio alle leggi vigenti nell’Unione Europea. Lo scorso novembre le autorità europee hanno avvisato le aziende che i loro termini di servizio non erano conformi alle leggi in vigore nellaUE. In particolare, le autorità hanno richiesto di apportare modifiche per affrontare il problema di truffe fraudolente ai danni degli utenti dei servizi.

Le autorità e la Commissione Europea si sono incontrati con le aziende la scorsa settimana per discutere le possibili modifiche e hanno stabilito un mese di tempo per la comunicazione delle proposte finali. Se queste proposte non sono in linea con quanto richiesto, le autorità potrebbero adottare misure esecutive e infliggere multe.

E’ inaccettabile che i consumatori europei debbano risolvere le loro controversie con le società nei tribunali della California e che siano privati dei loro diritti sanciti dalle leggi europee sugli acquisti online”, ha dichiarato Věra Jourová, commissario europeo per la Giustizia, i consumatori e l’uguaglianza di genere.

Il Commissario ha invitato le società di social media ad assumersi maggiori responsabilità per affrontare le truffe e le frodi ai danni dei consumatori che avvengono tramite le loro piattaforme.

Secondo quanto dichiarato dai regolatori, affinché i termini di servizio delle società di social media siano conformi con il diritto comunitario, è necessario che tali società consentano ai consumatori di sollevare controversie nei tribunali del loro Paese di residenza e non li costringano a rinunciare ai loro diritti fondamentali. Questi diritti comprendono la possibilità di recedere dagli acquisti online, oltre al fatto che le aziende non devono rimuovere i contenuti o modificare le condizioni contrattuali senza preavviso.

I regolatori hanno individuato una serie di pratiche fraudolente che sfruttano le reti dei social media, tra le quali la vendita di prodotti contraffatti o “trappole di abbonamento”, in cui i consumatori credono di effettuare una registrazione per una prova gratuita, ma in realtà accettando servizi a pagamento.

La Commissione Europea chiede a Google, Facebook e Twitter di rimuovere tali truffe dai loro siti web su richiesta e di fornire alle autorità nazionali per la protezione dei consumatori un unico punto di contatto per segnalare e rimuovere tali contenuti illegali.

 

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