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Intervista a Marco Raimondo, WebSphere Business Dev. Sales Leader, IBM Italia
All'Impact 2009 di Milano il vendor ha mostrato i suoi gioielli. Lotus, WebSphere e ILOG per 'lavorare in un modo più intelligente'
Dopo il grande evento di maggio a Las Vegas, IBM ha replicato a Milano il proprio Impact 2009, dedicato ai nuovi modi di lavorare (Smart Work) sfruttando le risorse rese disponibili dai più recenti tool delle linee di prodotto Lotus e Websphere.
Federico Botti, responsabile in IBM della linea WebSphere, ha richiamato il contesto di crisi e difficoltà economiche in cui ci troviamo e a cui occorre rispondere “investendo in modo mirato e puntando a ottimizzare e innovare i processi aziendali differenziandosi rispetto ai competitor”. Questo significa anche lavorare in modo più intelligente, sfruttando la tecnologia disponibile e che già oggi può dare un contributo decisivo alla collaborazione e alla comunicazione all’interno delle organizzazioni e anche nel rapporto con clienti e business partner, oltre che a disegnare modelli di business e processi aziendali più dinamici e efficaci. Questo, ha detto Botti, è il contributo che può venire dalle linee di prodotto Lotus, WebSphere e ILOG, protagoniste dell’edizione milanese di Impact ’09.
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L’approccio fin qui sintetizzato discende direttamente dalla ‘filosofia generale’ che sta improntando l’attuale strategia di IBM e che Steve Smith, l’inglese attualmente a capo del Software Group di IBM Italia, ha richiamato. L’approccio di IBM, ormai noto come ‘Smart Planet’, parte dalla considerazione che il ‘pianeta’ in cui ci troviamo a vivere è pieno di problemi - inefficienze delle infrastrutture e dei trasporti , sprechi di risorse e processi inadeguati, povertà, inquinamento - anche se fortunatamente non mancano le risorse che possono aiutarci ad affrontare e risolvere questi problemi. Risorsa principale è la tecnologia che può essere utilizzata meglio di quanto non sia stato fin qui per risolvere i problemi della vita quotidiana, dal traffiuco al modo di lavorare e di vivere.
Steve Smith ha fatto riferimento ad alcuni esempi concreti di questo approccio, declinato negli interventi di IBM in alcune città (Stoccolma, Singapore) avviate a diventare delle ‘Smart Town’ grazie a sistemi intelligenti che stanno riorganizzando la logistica e il traffico con effetti positivi anche sui tassi di inquinamento e in generale le condizioni di vita dei cittadini. Per restare in casa nostra, ha citato i casi di Parma, Reggio Emilia e Milano, e soprattutto di Salerno, che grazie a una rete di sistemi e sensori sta concretamente contribuendo a migliorare la qualità della vita degli ipovedenti.
Lo stesso tipo di approccio, applicato al modo di lavorare e di organizzare i processi aziendali, si declina nella strategia dello ‘Smart Work’, che come già detto, si basa sulle soluzioni delle linee di soluzioni Lotus, e WebSphere, quest’ultima rafforzata dalla recente acquisizione della francese ILOG e dall’integrazione delle sue soluzioni in ambito BPM.
Cominciamo proprio dalla linea WebSphere, la cui evoluzione è stata al centro degli annunci che hanno caratterizzato l’edizione di Las Vegas di Impact ’09. Lo ha ricordato Tom Rosamilia, general manager della linea WebSphere del Software Group di IBM, che ha focalizzato l’attenzione soprattutto su due punti: l’integrazione in questa linea di offerta delle 4 linee di prodotto della francese ILOG (di cui parleremo più avanti) e l’annuncio di Websphere CloudBurst.
Quest'ultima è un'appliance indirizzata alle aziende che intendono realizzare servizi cloud interni e che consente di precaricare su un dispositivo hardware (della linea Data Power) ambienti applicativi attraverso l'Application Server di Websphere. Secondo quanto detto da Rosamilia, CloudBurst fornisce un importante supporto ai clienti nello sviluppo, nel testing e nell’implementazione delle applicazioni che poi possono essere gestite in ambiente cloud.
Federico Botti, che in IBM Italia come abbiamo detto è a capo della linea di offerta WebSphere, ne ha ricordato “l’evoluzione quasi naturale” da classico ambiente di integrazione di applicazioni eterogenee a una suite di strumenti sempre più ricchi, di BPM, capaci di supportare il disegno di processi aziendali e la loro ridefinizione secondo caratteristiche di flessibilità e adattabilità al business.
E più di recente nella linea di offerta WebSphere c’è stato un ingresso importante, quello di ILOG, il cui manager delle vendite per IBM Francia Claude Fornarino ha sinteticamente presentato le 4 linee di prodotto – di Business Rule Management System (BRMS), di Ottimizzazione, di Visualizzazione e di Supply Chain Management - su cui è articolata la sua offerta.
ILOG è una società francese decisamente interessante che dallo scorso gennaio fa parte della scuderia IBM (offerta WebSphere) con l'apporto di strumenti e tecnologie per l’analisi, la pianificazione, la tracciabilità e il miglioramento dei processi di business.
Come ha spiegato Fornarino, i prodotti BRMS, basati su modelli matematici e centrati su un 'repository delle regole', aiutano le aziende a rendere più agili i meccanismi decisionali; consentono di modificare gli obiettivi di business, lo stanziamento di risorse e i vincoli operativi per disegnare efficaci 'action plan'. Questi tool - ha ricordato il manager – sono ormai utilizzati da aziende del finance, del retail, della PA e degli altri settori di industry. Un cliente molto soddisfatto è Sky Italia, che ha utilizzato questi tool nelle attività antifrode per fermare la diffusione di abbonamenti.'taroccati'.
Irma Drago, finance manager di Sky Italia, ha sottolineato la “facilità di controllo sull'IT da parte dell'utente business” che i tool di ILOG consente, “sia nella fase di installazione che in quella di controllo dei parametri di riferimento per il business”.
I prodotti ILOG della linea Optimization consentono l'utilizzo al meglio delle risorse con effetti positivi in termini di riduzione dei costi e di soddisfazione del cliente Con la linea Visualization è possibile invece realizzare interfacce interattive con diagrammi, mappe e tabelle, migliorando le capacità di collaborazione e decision-making delle aziende. Le soluzioni di Supply Chain Management di ILOG (Network Design, Inventory Optimization, Production Planning e Scheduling) aiutano a snellire i processi produttivi e quelli delle supply chain; queste soluzioni hanno avuto un'applicazione di grande successo, su cui si è soffermato Fornarino, nella schedulazione di tutto il processo produttivo del colosso alimentare Danone, attraverso una soluzione in combinazione con APO di SAP che affronta un tema di grande criticità come la gestione della produzione e della distribuzione di un cibo fresco come, nel caso citato, lo yoghurt .
Ed eccoci a Lotus. Monica Tassinari, manager di Lotus per IBM Italia, ha spiegato come, tra quelli storici nel portafoglio software di IBM, questo brand abbia saputo evolvere, in parallelo con le abitudini e le modalità di lavoro, sul piano delle funzionalità applicative. Da semplice strumento di posta si è progressivamente trasformato in una suite di strumenti per la comunicazione e collaborazione intra e interaziendale, con un arricchimento anche sul fronte architetturale e delle modalità di delivery, fino alla più recente ‘versione cloud’ della suite, denominata LotusLive.
Con la disponibilità di LotusLive si completa così, con il supporto del cloud, un’offerta che ha un’articolazione come poche altre sia per la ricchezza di funzionalità nell’ambito della comunicazione e della collaborazione in tempo reale dentro e fuori l’azienda e del social network, sia per le modalità di delivery (su licenza, SaaS, hosted e appliance).
Come ha ricordato Monica Tassinari, un’esperienza più che ventennale e una sperimentata consuetudine con la realtà aziendale consentono a IBM-Lotus di “fornire le funzionalità di comunicazione e collaborazione più avanzate e moderne garantendo al tempo stesso il massimo della sicurezza”. Questo ha portato a esperienze di grande valore e beneficio per importanti realtà come tra gli altri i casi dei social network di Colgate-Palmolive e dei portali realizzati in Harley-Davidson, Lamborghini e Verde Sport.
Nella versione cloud della suite, LotusLive fornisce una gestione completa degli eventi e servizi di collaborazione – dal real time collaboration alla gestione documentale, alla condivisione di file, alla reportistica ecc. - erogate come servizio internet e fruibili da un semplice browser e con canoni di affitto diversificati secondo le esigenze dell’utente. Proprio per queste sue caratteristiche LotusLive si può così adattare alle esigenze, ma anche a budget e alle realtà IT, differenziate di piccole, medie e grandi aziende, e contribuire anche così alla realizzazione di un modo più intelligente di lavorare nello 'Smart Planet' che IBM sogna di realizzare.
Impact 2009 di Las Vegas: una settimana di dibattiti con migliaia di partecipanti. La tendenza è a comprendere sotto l'ombrello SOA sempre più temi
(g.e.) A maggio IBM è riuscita a raccogliere, in quel di Las Vegas per l'edizione internazionale dell'Impact 2009, oltre 5.400 partecipanti di ben 80 nazioni diverse. Così tanti registrati a una convention di una settimana sulla service oriented architecture (SOA) e tematiche affini costituiscono una cifra che deve far riflettere, specialmente di questi tempi, fra tagli alle spese e preoccupazioni sanitarie.
Si deve concludere che ormai queste tecnologie hanno conquistato una posizione di primo piano fra le priorità dell’IT. E gli organizzatori, a conclusione del tour mondiale dell'evento, che ha toccato in questi giorni l'Italia, si aspettano un totale di più di 10.000 presenze: una cifra da considerare prudente, visto che IBM dichiara ormai, su queste tematiche, oltre 8.000 clienti in 22 nazioni.
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I temi caratteristici di quest’edizione sono sembrati tre. Anzitutto l’enfasi operativa, con grande spazio alle presentazioni di clienti sul 'come abbiamo fatto noi'; nel complesso, risalta la quasi assenza di azioni di 'vendita' sui princìpi: si dà chiaramente per scontato che, una volta ricevuto un minimo d’informazioni, l’adesione sia naturale.
Poi l’insistenza sul convergere della SOA verso un quadro più ampio, che riprende e dà dignità architetturale a quelle che una volta si chiamavano metodologie di sviluppo e implementazione; la stessa ITIL è percepita come vicina alla SOA, due package diversi che convergono.
Infine, l’enfasi su un social networking non fine a se stesso, ma mirato a migliorare la qualità e ridurre il costo dei progetti, grazie alla condivisione delle esperienze.
Creare e mantenere competenze è essenziale, ricorda la VP di IBM Sandy Carter, tanto più in un momento in cui esse cambiano: ad esempio, molte aziende stanno passando da manufacturing a gestione della supply chain. IBM propone un 'total focus' sul professionista IT (una popolazione stimata di 8 milioni di addetti), con una fitta serie di proposte. Per citarne qualcuna, il sito MyDeveloperWorks permette di interagire su DeveloperWorks con altri professionisti, in base a un profilo personalizzato, per una migliore e più rapida fruizione. Il programma 'Connect to win' punta su eventi per l’alta direzione, da tenere presso gli Innovation Center (uno di questi è a Milano).
L’attenzione per i social media è evidente e pervasiva. Twitter è più volte alla ribalta durante le presentazioni, anche come strumento d’interazione fra i presentatori sul palco e la platea; del resto, l’approccio presenta vantaggi di selettività e configurabilità rispetto al blog o al classico forum, e la stessa obbligatoria sinteticità dei messaggi diventa facilmente un aspetto positivo. Ma ci sono anche numerose proposte IBM, come SOAsocial, la comunità online specificamente pensata per chi lavora su SOA; IBM Spaces, i micro-siti dedicati a prodotti specifici; o Innov8 (Innov-eight) V. 2, versione aggiornata di un 'gioco serio' online, idonea all’uso come strumento di formazione anche in ambienti business.
Per le applicazioni legacy, la cui sostituzione con nuovo software è spesso economicamente improponibile, la soluzione è il wrap-up, l’incapsulamento con vari metodi. Ma ci sono anche annunci come il CICS V. 4.1, che aggiunge la funzionalità eventi in modo non invasivo, senza richiedere modifiche a quanto esiste. A quarant’anni dalla nascita, CICS rimane il transaction processor per le applicazioni critiche sul Web.
C’è poi, per la prima volta, un hardware ad hoc: si tratta dell’IBM WebSphere CloudBurst Appliance, pensata per aziende che intendano intraprendere servizi di cloud privata. È un’unità pre-caricata con WebSphere Application Server e configurata con le 'best practices' dettate dall’esperienza tecnica di IBM, semplice e veloce da installare e gestire.
Naturalmente non viene ignorata la congiuntura economica, che IBM intende affrontare 'testa a testa', con licenze gratuite per sviluppatori, formazione gratuita su SOA, enfasi su progetti sperimentati, ripetibili, con ROI rapido, modellazione nella cloud con BlueWorks.
Diventa sempre più evidente che i concetti sottostanti alla SOA avranno un grande impatto sull’IT e sul nostro stesso modo di vivere odierno: vedremo nuovi servizi informatici e nuovi modi di realizzarli.
Due esempi un po’ estremi: il relatore della slovena Mobitel (60% del mercato nazionale di telecomunicazioni mobili digitali), notato che “SOA è una strategia, non un progetto”, spiegava poi come, grazie alla possibilità di accedere agilmente ai servizi IT di altre aziende del gruppo, la sua società possa pensare di lanciare all’utente in movimento la proposta: sei bloccato in un ingorgo? permettimi di proporti un video!
L’altro esempio una piccola azienda americana, specializzata in applicazioni di ricerca operativa: procedimenti ad alta complessità matematica interna, ma suscettibili di essere impacchettati e proiettati sulla public cloud, che diventano d’improvviso potenzialmente accessibili per chiunque come scatola nera, dando grandi opportunità agli abili ideatori.
Webcast - Il ruolo del Business Process Management
Videointervista a Federico Botti, Manager di WebSphere, IBM Italia
Webcast - Il mondo ILOG nell'universo IBM
Videointervista a Claude Fornarino, ILOG Sales, IBM France
Webcast - La collaborazione secondo Lotus
Videointervista a Monica Tassinari, Manager di Lotus, IBM Italia
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