19 giugno 2012 – Secondo l’ultima classifica Top500, si trova negli Stati Uniti, presso il Department of Energy, il supercomputer più potente al mondo: il Sequoia di IBM. Con i suoi 1,57 milioni di processori capaci di eseguire 16,32 petaflop (quadrilioni di calcoli in virgola mobile al secondo), Sequoia ha riportato il primato negli Stati Uniti spodestando l’Asia, che dal novembre 2010 dominava la classifica con il supercomputer cinese Tianhe-1A, e successivamente con il giapponese K Computer, al primo posto per due edizioni della Top500. Una grande vittoria per gli Stati Uniti, ma secondo gli autori della Top500 c’è un ritorno dei sistemi europei. L’Europa ha infatti più supercomputer nella top ten di ogni altro continente, con quattro sistemi che sono tutti al loro debutto nella lista.

ibm supercomputer fermi cinecaIl più veloce supercomputer europeo è il SuperMUC tedesco, installato presso il Leibniz Rechenzentrum di Monaco, capace di 2,9 petaflop con i suoi 147.456 processori. E’ il sistema più alto in classifica, quarto posto, che utilizza processori Intel. Gli altri supercomputer europei nella top ten sono l’italiano Fermi (nella foto), un BlueGene/Q installato presso il Consorzio Interuniversitario Cineca (settimo posto), il tedesco JuQUEEN (ottavo) e il francese Curie (nono).

Sequoia è un sistema BlueGene/Q basato su Linux, la cui costruzione fu annunciata nel febbraio 2009. Il computer è installato presso il Lawrence Livermore National Laboratory, ed è stato aggiornato dallo scorso novembre, quando si trovava al diciassettesimo posto nella classifica. Dopo il Sequoia e il K Computer, oggi al secondo posto, c’è un nuovo sistema statunitense, il Mira dell’Argonne National Laboratory. E’ un altro BlueGene/Q di IBM, con 786.432 processori, in grado di eseguire 8,16 petaflop. Il sistema top degli Stati Uniti nella lista precedente, Jaguar, è ora al sesto posto.

Per la Cina, l’ultima lista Top500 è meno soddisfacente: il Tianhe-1A e il Nebulae sono scesi dal secondo e quarto posto, rispettivamente, al quinto e al decimo.

Gli Stati Uniti sono ancora il continente leader con 252 dei 500 sistemi della lista, seguiti dall’Asia con 121 e l’Europa con 106 sistemi.

Nel complesso, la lista Top500 evidenzia un vistoso incremento delle prestazioni, con una capacità di calcolo complessiva di 123,4 petaflop, in aumento rispetto ai 74,2 petaflop di novembre e ai 58,7 petaflop di un anno fa.

Ma più prestazioni spesso significano maggior consumo di energia. Il consumo medio di un sistema che compare nella Top500 è di 671,3 kW, contro ai 634 kW di sei mesi fa e ai 543 kW di un anno fa. Sequoia non è solo il più veloce dei supercomputer, ma anche uno dei più efficienti, a circa 2 Gflops/watt, una caratteristica che condivide con gli altri sistemi BlueGene/Q presenti nell’elenco.

Né Sequoia né gli altri cinque nuovi arrivati nei primi dieci posti usano processori grafici per migliorare le prestazioni, ma la popolarità di tali acceleratori o coprocessori sta crescendo, con 58 sistemi che li utilizzano, rispetto ai 39 nella lista precedente. Di questi, 53 utilizzano chip Nvidia, due usano processori Cell, due usano chip ATI Radeon e un nuovo sistema utilizza l’architettura Intel MIC.

IBM e Hewlett-Packard continuano a vendere la maggior parte dei sistemi a tutti i livelli di performance della Top500. IBM ha mantenuto la sua leadership, con 213 sistemi della lista, seguita dai 138 sistemi HP.

Mikael Ricknäs