Mentre le ultime stime di NetMarketShare riferite a settembre parlano di un improvviso rallentamento di installazioni di Windows 10 (-0,46% su agosto e 22,53% di mercato), e al tempo stesso di una crescita di Windows 7 (48,3% di market share), Microsoft ha annunciato che dal 1 novembre di quest’anno Windows 7 e Windows 8.1 non saranno più installati sui nuovi PC (desktop e notebook), che dovranno quindi essere venduti con a bordo esclusivamente Windows 10.

Ciò significa che chi non vuole l’ultimo OS di Microsoft ma preferisce Windows 7 (e più difficilmente la versione 8.1) ha tempo ancora un mese per acquistare un nuovo PC, anche se c’è da scommettere che le scorte di modelli con i due precedenti sistemi operativi dureranno ancora per un po’ di tempo. Fatto sta gli OEM come Dell, HP e Lenovo, a partire da inizio novembre, non potranno più immettere sul mercato PC che non abbiano Windows 10 a bordo.

Nonostante questa decisione, che punta evidentemente a diffondere quanto più possibile Windows 10 (ora installato su circa 400 milioni di dispositivi), Windows 7 e Windows 8.1 non possono ancora dirsi sistemi operativi morti agli occhi di Microsoft. Il primo infatti sarà supportato da Redmond con aggiornamenti tramite Windows Update fino al 14 gennaio del 2020, mentre per il secondo il supporto Microsoft continuerà fino al 10 gennaio 2023.

Un altro motivo legato alla deadline del 1 novembre è che i nuovi processori di Intel (Kaby Lake) e AMD (Zen) supporteranno unicamente Windows 10. Nonostante ciò anche dopo il 31 ottobre, e pur acquistando un nuovo PC con Windows 10 a bordo, sarà possibile installarvi Windows 7 o Windows 8.1 a patto di avere un product key valido.

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