Gli utenti Android sono ormai abituati ad avere una connessione sempre attiva in Wi-Fi o 3G/4G quando vogliono utilizzare i servizi di Google Now (tra cui i comandi vocali), ma presto si potrà utilizzare l’assistente virtuale di Big G anche offline, senza quindi andare a impattare sul piano dati o dover rinunciare a Google Now per mancanza di hotspot Wi-Fi nelle vicinanze.

È questa in sintesi la promessa fatta dal team Research di Mountain View tramite il documento Riconoscimento Vocale Personalizzato sui Dispositivi Mobile. Questo piano, che segue di alcuni mesi un percorso simile già adottato per Google Maps (app sempre più ricca di feature offline), verrà spiegato nei dettagli all’imminente International Conference on Acoustics, Speech and Signal Processing di Shanghai.

i primi test effettuati riportano un margine di errore pari al 13,5% delle parole contenute in un dettato

Google in pratica sta puntando a effettuare il riconoscimento vocale tramite Google Now anche senza una connessione Internet, ovvero senza il bisogno che il proprio smartphone debba connettersi ai server di Google per l’analisi del flusso audio. Il tutto avverrebbe con una precisione di riconoscimento decisamente elevata, se è vero che i primi test effettuati riportano un margine di errore pari al 13,5% delle parole contenute in un dettato.

Il team di Mountain View che ha lavorato al progetto si è concentrato, per istruire Google Now in modalità offline, sull’analisi di circa 2.000 ore di ricerche vocali per un totale di oltre tre milioni di espressioni, aggiungendo al segnale audio rumore di fondo prelevato dai video in streaming su YouTube per simulare al meglio le reali condizioni di utilizzo.

La disponibilità di questa nuova feature software, che dovrebbe occupare solo qualche decina di MB nello storage di uno smartphone Android, non è stata ancora annunciata su larga scala e Google non ha per ora fornito tempistiche precise. Quasi sicuramente però la prima versione sarà disponibile solo in lingua inglese per poi approdare su altri mercati, ma anche in questo caso non resta che aspettare l’evento di Shanghai per scoprire qualcosa di più certo.

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