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		<title>HTC Butterfly S: il punto di forza è la batteria</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 05:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Brunelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/06/HTC-butterfly-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="HTC butterfly" title="HTC butterfly" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Il nuovo smartphone del produttore taiwanese ha un design simile al Butterfly originale, ma vante processore e batteria più potenti. Sarà disponibile a Taiwan da luglio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/06/HTC-butterfly-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="HTC butterfly" title="HTC butterfly" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>20 giugno 2013 &#8211; HTC ha presentato il Butterfly S, una versione aggiornata del precedente Butterfly J con processore più potente, batteria a lunga durata e la tecnologia proprietaria BlinkFeed. Il Butterfly S, con schermo da 5 pollici, è equipaggiato con processore quad-core Qualcomm Snapdragon 600 da 1.9 GHz e batteria da 3.200 mAh, il vero punto di forza enfatizzato dal produttore taiwanese. Huawei promette infatti, come si può vedere nel video di presentazione del Butterfly S, che lo smartphone garantisce 3 giorni e mezzo di riproduzione continua di musica in playback con una sola carica. Il primo modello Butterfly ha una batteria da 2.020 mAh, mentre l’<a title="One è il nuovo smartphone di punta di HTC" href="http://www.cwi.it/one-e-il-nuovo-smartphone-di-punta-di-htc-11034" target="_blank">HTC One</a> è equipaggiato con una batteria da 2.300 mAh.<span id="more-13397"></span></p>
<p>Il nuovo smartphone è basato su Android Jelly Bean e integra l’ultima versione dell’interfaccia utente “Sense”. Come il modello di punta HTC One, il Butterfly S offre aggiornamenti di notizie, video e immagini tramite il servizio BlinkFeed. E’ inoltre equipaggiato con la nuova fotocamera “ultrapixel” di HTC, che può catturare otto fotogrammi al secondo, offrendo immagini nitide e realistiche.</p>
<p>Il Butterfly S sarà disponibile a Taiwan il prossimo luglio al prezzo di 22.900 dollari taiwanesi  (circa 576 euro). HTC non ha rilasciato informazioni sulla disponibilità negli altri Paesi.</p>
<p>La società ha presentato anche l’HTC Desire 600, uno smartphone di fascia media con schermo da 4,5 pollici e processore quad-core Qualcomm da 1,2 GHz. Come il Butterfly S, anche il Desire 600 sarà disponibile da luglio sul mercato taiwanese, al costo di 12.900 dollari taiwanesi (circa 325 euro).</p>
<p style="text-align: right;">
<strong>Michael Kan</strong></p>
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		<title>The Document Foundation rilascia LibreOffice 4.0.4</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 05:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Brunelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/05/LibreOffice-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="LibreOffice" title="LibreOffice" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />La release, che contiene miglioramenti nell'area dell'interoperabilità con i formati proprietari dei documenti, è l’ultima prima del rilascio di LibreOffice 4.1]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/05/LibreOffice-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="LibreOffice" title="LibreOffice" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>20 giugno 2013 &#8211; The Document Foundation (TDF) ha annunciato la disponibilità di LibreOffice 4.0.4 per Windows, OS X e Linux. Si tratta della quarta release di manutenzione della famiglia LibreOffice 4.0, l&#8217;ultima prima del rilascio di LibreOffice 4.1 che avverrà alla fine di luglio. LibreOffice 4.0.4 offre numerosi miglioramenti nell&#8217;area dell&#8217;interoperabilità con i formati proprietari dei documenti, come doc, docx, xls, xlsx, ppt e pptx. LibreOffice 4.0.4 risolve anche bug e regressioni rispetto alla precedente release, grazie al lavoro del team di volontari che si occupa di QA. LibreOffice 4.0.4 è disponibile per il download all’indirizzo <a href="http://www.libreoffice.org/download/" target="_blank">www.libreoffice.org/download</a>.<span id="more-13394"></span></p>
<p>In preparazione all&#8217;annuncio di LibreOffice 4.1, il team di sviluppo lancia un <a href="https://wiki.documentfoundation.org/QA/Projects/Bug_Triage_Contest" target="_blank">Bug Triage Contest</a>, che parte oggi e durerà fino al 5 luglio 2013. Durante i quattordici di evento, sarà possibile iscriversi e collaborare per individuare i bug delle ultime versioni di LibreOffice.</p>
<p><a href="https://wiki.documentfoundation.org/ReleaseNotes/4.1" target="_blank">LibreOffice 4.1</a> introdurrà numerose funzionalità, tra le quali l&#8217;embedding delle font all&#8217;interno dei documenti, attesa da tempo, che rappresenta una novità per Open Document Format. Inoltre, ci sono numerosi miglioramenti meno visibili agli utenti ma altrettanto importanti, perché nel loro insieme permettono di ottenere un codice sorgente più facile da comprendere e più accessibile agli sviluppatori.</p>
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		<title>La nuova offerta AMD per il settore server</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 11:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Brunelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/06/amd_logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="amd_logo" title="amd_logo" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />L’azienda ha ampliato la gamma di CPU ARM e x86 e di APU dedicate ai server enterprise e dei data center]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/06/amd_logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="amd_logo" title="amd_logo" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>19 giugno 2013- AMD ha presentato la nuova roadmap nel settore dei server enterprise e dei data center con l’introduzione di prodotti innovativi che rispondono alle esigenze dei crescenti carichi di lavoro che caratterizzano i data center e il cloud computing. Dopo all’annuncio dei nuovi processori <a title="AMD presenta i nuovi processori Opteron X-Series" href="http://www.cwi.it/amd-presenta-i-nuovi-processori-opteron-x-series-12941" target="_blank">Opteron X-Series</a>, nome in codice “Kyoto”, AMD ha ampliato la gamma di soluzioni per il 2014, che includono le soluzioni APU (CPU+GPU) e quelle basate su architettura ARM, prodotti progettati per rispondere al mercato in continua evoluzione. “<em>La nostra strategia è differenziarci realizzando processori per server dedicati a particolari carichi di lavoro, riducendo quindi il total cost of ownership</em>”, ha dichiarato Andrew Feldman, General Manager della Server Business Unit di AMD. “<em>Questa strategia si sviluppa sia per le imprese che per i data center, include l’utilizzo delle nostre capacità di elaborazione grafica e abbraccia set di istruzioni sia x86 che ARM</em>”.<span id="more-13391"></span></p>
<p>La nuova offerta di AMD comprende la CPU a 64-bit &#8220;Seattle&#8221;, basata su processore ARM Cortex-A57; il processore x86 &#8220;Berlin&#8221;, disponibile sia come CPU che come APU; la CPU server, “Warsaw”, ottimizzata per gestire i carichi di lavoro virtualizzati.</p>
<p><strong>&#8220;Seattle”</strong> sarà il primo ed unico processore 64bit ARM disponible sul mercato. Sarà inizialmente disponibile con 8 (e successivamente 16) core CPU ARM Cortex-A57 e una frequenza superiore ai 2 GHz, per un livello prestazionale atteso da 2 a 4 volte superiore rispetto agli AMD Opteron X-Series annunciati recentemente, e un significativo miglioramento nel rapporto performance-per-watt. Sarà inoltre il primo processore di AMD a integrare la tecnologia di interconnessione Freedom Fabric per l&#8217;uso in soluzioni ad alta densità. AMD prevede di campionare il prodotto nella prima metà del 2014, e la sua produzione è prevista nella seconda metà del 2014.</p>
<p><strong>“Berlin”</strong> è un processore x86 disponibile sia come CPU che come APU, con quattro core “Steamroller” e un rapporto gigaflop-per-watt 8 volte superiore rispetto agli attuali AMD Opteron 6386SE. Sarà inoltre la prima APU per server basata sull’architettura HSA (Heterogeneous System Architecture), offrendo così alla CPU e alla GPU un accesso unificato alla memoria. La disponibilità di “Berlin” è prevista nella prima metà del 2014.</p>
<p><strong>“Warsaw”</strong> è una CPU server ottimizzata per uso aziendale, in grado di offrire elevate prestazioni e ridotto costo totale di proprietà per server con configurazione 2P e 4P. Progettata per carichi di lavoro aziendali, è caratterizzata da un rapporto performance-per-watt migliorato, permette una semplice migrazione dagli AMD Opteron 6300 Series e un costo di gestione contenuto grazie alla compatibilità con i socket attuali. La disponibilità è prevista nel corso del primo trimestre 2014.</p>
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		<title>Libero Mail PEC, attivazione gratuita fino al 31 luglio</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 10:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Brunelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/06/libero-mail-pec-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="libero mail pec" title="libero mail pec" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Il nuovo servizio di Posta Elettronica Certificata della webmail di Libero offerto da Italiaonline è dedicato ad aziende, liberi professionisti e privati, e sostituisce la tradizionale raccomandata ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/06/libero-mail-pec-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="libero mail pec" title="libero mail pec" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>19 giugno 2013 &#8211; Italiaonline offre Libero Mail PEC, il nuovo servizio di Posta Elettronica Certificata tramite Libero Mail. Il servizio Mail PEC permette ad aziende e liberi professionisti di ottimizzare le proprie comunicazioni formali con clienti, partner e fornitori, e ai privati di sostituire la tradizionale raccomandata, risparmiando tempo e costi. L’attivazione di un account @pec.libero.it, garantisce, oltre alla possibilità di utilizzare spazio illimitato per le proprie mail, di ottenere, al momento dell&#8217;invio di un messaggio di posta, una ricevuta che costituisce valore legale dell&#8217;avvenuta o mancata trasmissione del messaggio, insieme ad una notifica di avvenuta consegna. <span id="more-13386"></span></p>
<p>In caso di smarrimento di una delle ricevute presenti nel sistema, Libero Mail PEC offre una traccia informatica delle operazioni di invio e ricezione, per un periodo di trenta mesi, secondo quanto previsto dalle normative vigenti in materia di utilizzo della Posta Elettronica Certificata.</p>
<p>L’attivazione di <a href="http://mailpec.libero.it/" target="_blank">Libero Mail PEC</a> è gratuita fino al 31 luglio 2013, con un periodo di validità di 12 mesi. Allo scadere della promozione, il costo dell’abbonamento è di 25 euro (IVA esclusa) all’anno.</p>
<p>Libero Mail Pec è un servizio erogato da It.Net, società di cloud computing e sviluppo applicativo di Italiaonline, specializzata nella realizzazione di soluzioni internet nel mercato corporate. Il partner tecnologico di Italiaonline per Libero Mail Pec è Critical Path.</p>
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		<title>Con Rittal il data center è modulare e pronto all’uso</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 10:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galvani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/06/Rittal_RiMatrix_S_300x300-150x150.png" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Rittal_RiMatrix_S_300x300" title="Rittal_RiMatrix_S_300x300" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Costruito in serie, il RiMatrix S integra armadi per server e storage, sistema di raffreddamento, distribuzione dell’energia e UPS. Costa meno delle soluzioni su misura e si installa in sei settimane]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/06/Rittal_RiMatrix_S_300x300-150x150.png" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Rittal_RiMatrix_S_300x300" title="Rittal_RiMatrix_S_300x300" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>19 giugno 2013 &#8211; Tutte le ricerche internazionali evidenziano come la complessità dei data center stia crescendo vertiginosamente, insieme alla quantità di dati da gestire.  Nonostante ciò, le attuali infrastrutture devono garantire disponibilità del dato, prestazioni elevate, sicurezza e risparmio energetico, il tutto con l’obiettivo di migliorare efficienza e competitività. In questo contesto, Rittal si presenta con una proposta rivoluzionaria: un data center modulare, pronto per l’installazione di server e storage, completo di sistema di climatizzazione e distribuzione dell’energia elettrica. Grazie agli ottimi risultati ottenuti negli ultimi cinque anni, l’Italia fa parte dei dieci paesi a livello mondiale designati per lanciare la soluzione RiMatrix S. “<em>Oggi abbiamo qualcosa di nuovo in un mercato che di nuovo negli ultimi anni ha proposto poco,</em>” ha detto Alessio Nava, Direttore Divisione IT di Rittal in Italia.</p>
<p><span id="more-13380"></span>RiMatrix S è un data center modulare dotato di un innovativo sistema di raffreddamento: invece di essere basato su scambiatori di calore installati in colonne poste tra gli armadi, si trova sotto ciascun rack. Tutti i parametri operativi possono essere monitorati con semplicità. RiMatrix S è scalabile da 20 a 60 o da 20 a 90 KW, mentre affiancando più moduli si può arrivare a 450 KW. Ogni modulo è provvisto di alimentazione, climatizzazione, monitoraggio, gestione e contenimento di sicurezza. Il sistema è disponibile in due tipologie, una destinata a soluzioni medio piccole (che comprende anche l’UPS con separazione fisica), l’altra per installazioni più grandi dove sono maggiori le esigenze di modularità. Ogni modulo può avere un contenitore esterno di base per l’installazione in sale già adeguatamente attrezzate, un contenitore di sicurezza antincendio oppure essere ospitato in un container.</p>
<p>Secondo Rittal, un sistema come il RiMatrix S potrebbe essere utilizzato tra il 30 e il 50 per cento dei casi di un classico data center, a seconda degli spazi a disposizione e delle necessità d’uso. Costi, tempi di installazione, qualità e livello di servizio sono i suoi punti di forza. In termini di costi, oltre al vantaggio della produzione in serie, ci sono la riduzione degli errori di installazione, l’eliminazione della fase di progettazione (che in media vale il 5% del costo di progetto) e grazie all’ottimizzazione del raffreddamento la riduzione del PUE (Power Usage Effectiveness) fino a 1,15. Questo valore è stato certificato dal TUV. Secondo recenti indagini, in Italia l’efficienza media dei data center italiani si ferma intorno a 2,2, dove un indice di tre è considerato altamente inefficiente e uno di 1,2 altamente efficiente. Un altro importante vantaggio di RiMatrix S è il tempo di installazione ridotto: se in media servono sei mesi per rendere operativo un data center, il RiMatrix S può esserlo in sei settimane.</p>
<p>Dal punto di vista del servizio, le minori problematiche di funzionamento legate alla produzione in serie consentono di fornire garanzie più estese, che possono arrivare a diversi anni. In Germania sono stati venduti i primi due sistemi, mentre in Italia la società spera di installare il primo entro la fine dell’anno. “<em>All’inizio ci orienteremo verso gli ‘early adopter’,</em>” ha detto Nava. Si tratta tipicamente di operatori di telecomunicazioni, fornitori di servizi Internet, centri universitari e così via. Un modulo Single Six (che comprende UPS) o Single Nine con un contenitore base per una sala già attrezzata richiede un investimento intorno ai centomila euro, mentre i moduli doppi variano tra i 150 e i 160 mila euro. Rispetto a installazioni di dimensioni analoghe realizzate con il sistema Matrix “tailor made”, Rittal stima un risparmio variabile tra il 20 e il 30 per cento.</p>
<p align="right"><strong>Paolo Galvani</strong></p>
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		<title>Una cloud, tanti tool: come orientarsi?</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 08:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Brunelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/02/cloud-computing-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="cloud-computing" title="cloud-computing" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Gli strumenti per la gestione della offerti dai leader del mercato, così come da service provider, startup e system integrator abbondano. Ma aziende sono pronte a gestire le sfide del cloud computing?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/02/cloud-computing-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="cloud-computing" title="cloud-computing" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>19 giugno 2013 – Secondo gli analisti e gli esperti di mercato, non c’è limite al numero e alle tipologie di strumenti che supportano le aziende nell’adozione della tecnologia cloud. Oggi esistono infatti strumenti che possono aiutare i dipartimenti IT con il Configuration Management di macchine virtuali, altri che servono a migrare applicazioni in house sulla cloud, altri ancora che permettono una completa gestione dei servizi cloud e il monitoraggio di cloud multiple. Ci sono inoltre tool che implementano policy di gestione, che impostano parametri di governance e gestiscono la crittografia del flusso di dati. Questi strumenti vengono rilasciati e commercializzati in ugual misura da provider di piattaforme cloud, system integrator, startup terze parti e vendor di fama consolidata, ma ciò che limita la loro diffusione è il fatto che le aziende non riescono a beneficiare completamente dei vantaggi della cloud.<span id="more-13373"></span></p>
<p>“<em>Per molti di questi strumenti, il problema vero non è quanto la tecnologia sia effettivamente matura per essere utilizzata nelle grandi aziende; si tratta piuttosto capire se le aziende che lavorano sulla cloud sono pronte a utilizzarli</em>”, dice Laurent Lachal, analista senior presso la società di consulenza Ovum.</p>
<p>Mike Pearl, responsabile delle iniziative di cloud computing di PriceWaterhouseCooper (PwC), spiega che molte delle sue aziende clienti hanno passato gli ultimi due anni focalizzandosi sulla virtualizzazione dei loro data center e tenendo d’occhio la cloud pubblica per vedere come poteva adattarsi alle loro esigenze. Attualmente, la maggior parte di questi clienti di PwC sta lavorando per implementare l’automazione e mettere in atto i servizi necessari per acquisire i benefit dell’economia di scala che promette il cloud computing. “<em>Il prossimo passo</em>”, commenta Pearl, “<em>sarà identificare i tool per il rilascio di servizi cloud automatizzati che siano qualcosa di più di una ‘point and click proposition’. Strumenti per la gestione incrociata di piattaforme, strumenti di misurazione, di visibilità granulare sugli asset della cloud, o altri ancora capaci offrire servizi di auto aiuto saranno certamente utili a un certo punto, ma per la maggior parte delle aziende è una necessità ancora lontana all’orizzonte</em>”.</p>
<p>“<em>Nonostante gli indiscussi vantaggi in termini di sicurezza, scalabilità e performance &#8211; per citarne alcuni &#8211; il passaggio alla cloud non è dei più semplici, soprattutto dal punto di vista psicologico</em>”, dice Luca Collacciani, Regional Sales Manager di Akamai. “<em>Eppure un sistema cloud-based diventa fondamentale soprattutto ora che i perimetri della rete aziendale accolgono una sempre maggior varietà di dispositivi mobili, metodi di accesso e piattaforme client</em>”.</p>
<p><strong>Semplice è meglio</strong></p>
<p>“<em>La capacità tecnica non garantisce l’adozione di una tecnologia se questa non viene integrata con semplicità nei processi aziendali</em>”, dice Raffaele Sgherri di Avanade, Director TechInfrastructure &amp; BPOS EALA. “<em>In quest’ambito, Avanade ha creato un proprio software – Cloud Service Manager – che estende la piattaforma SCCM con un portale web per la gestione degli ambienti e dei relativi costi. Esso astrae dai dettagli tecnici, coniugando le esigenze di business (espresse dall’utente) con la loro rappresentazione tecnica (server, reti, database e quant’altro)</em>”.</p>
<p>“<em>Sulla base delle esperienze con i nostri clienti, l’elemento obbligatorio per l’adozione di piattaforme cloud non è però solo legato alla piattaforma scelta, ma anche a come le applicazioni che questa esegue possono integrarsi con il resto delle componenti</em>”, aggiunge Sgherri. “<em>Nella maggioranza dei casi, infatti, non si realizza una completa migrazione ma una estensione ibrida di una architettura esistente (es. un portale web – su Cloud &#8211; che permetta lo scambio di flussi dati da e verso l’ambiente SAP aziendale – on premise &#8211; con i partner). Semplificare questi scenari è l’obiettivo di Microsoft con l’iniziativa CloudOS, analizzare e realizzare la migliore soluzione tecnologica è quello che Avanade offre già oggi ai propri clienti. Microsoft,con CloudOS, ha indirizzato gli sviluppi dei propri software e servizi verso una sempre maggiore integrazione tra ambienti Cloud e on-premise, immaginando un contesto software che è ibrido per definizione. Il prodotto SCCM &#8211; System Center Control Service &#8211; va in questa direzione offrendo una trasparente integrazione tra ambienti virtualizzati on premise (Hyper-V, ma anche altre piattaforme) e la piattaforma Windows Azure</em>”.</p>
<p>“<em>Per trarre il massimo beneficio dalla cloud</em>”, sostiene Luca Collacciani, di Akamai, “<em>le aziende dovrebbero privilegiare soluzioni basate su piattaforme altamente distribuite e costituite da più reti &#8211; come la Intelligent Platform di Akamai – in grado di fornire ampia scalabilità ai margini di Internet e proteggere l’infrastruttura deviando gli attacchi in prossimità della fonte. Le offerte basate su questo tipo di architettura consentono alle organizzazioni di combattere le attuali minacce veicolate da Internet in modo innovativo, come nessuna soluzione centralizzata è in grado di fare. I provider di cloud altamente distribuito godono infatti di una visione globale e in tempo reale dello stato di integrità della rete Internet, e questo è un vantaggio competitivo straordinario, perché consente loro di identificare e analizzare gli attacchi in modo preventivo direttamente alla sorgente, contrastando il congestionamento del data center che protegge le applicazioni</em>&#8220;.</p>
<p>“<em>Non solo: l’evolversi della cloud potrebbe implicare nel prossimo futuro anche un approccio tutto nuovo alla gestione delle tecnologie informatiche</em>”, aggiunge Collacciani. “<em>I dipartimenti ICT tenderanno ad occuparsi sempre meno di aspetti operativi, assumendo invece il compito di riconciliare controllo ed efficienza del Business e dell’IT, due settori che, dunque, non verranno più considerati come entità separate, ma piuttosto come il connubio necessario al successo dell’azienda</em>”.</p>
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		<title>Huawei Ascend P6, elegante e ultrasottile</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 08:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Brunelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prodotti&Soluzioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/06/Huawei-Ascend-P6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Huawei Ascend P6" title="Huawei Ascend P6" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Il nuovo smartphone, top di gamma della linea Ascend P, è spesso 6,18 millimetri e pesa 120 grammi. Basato su Android Jelly Bean 4.2.2, sarà disponibile in Europa da luglio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/06/Huawei-Ascend-P6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Huawei Ascend P6" title="Huawei Ascend P6" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>19 giugno 2013 &#8211; Huawei ha presentato lo smartphone Ascend P6, fiore all’occhiello della serie Ascend P. Il dispositivo si distingue per il design ultrasottile, con uno spessore di 6,18 millimetri, e il processore quad-core da 1,5GHz. L’Ascend P6 ha un display display LCD da 4,7 pollici HD dotato di tecnologia in-cell e di “MagicTouch”, che ne consente l’utilizzo con tempi di risposta ottimizzati anche indossando dei guanti, mentre la batteria da 2000mAh permette di arrivare a fine giornata con un solo ciclo di carica. Basato su Android Jelly Bean 4.2.2, l’Huawei Ascend P6 sarà distribuito in Europa a partire da luglio con Vodafone, H3G, TIM, e online con Amazon e CDiscount. <span id="more-13368"></span></p>
<p>“<em>L’Ascend P6, con il suo design all’avanguardia, spicca nel mercato degli smartphone grazie all’eccellente fotocamera e all’intuitiva interfaccia proprietaria Emotion UI</em>”, ha commentato Richard Yu, Chief Executive Office, Huawei Consumer Business Group. “<em>Forte del successo registrato dalla serie di smartphone Ascend P, l’Huawei Ascend P6 offre una tecnologia ineguagliabile e un design semplicemente sbalorditivo</em>”.</p>
<p>La fotocamera frontale da 5MP dell’Ascend P6 è dotata di messa a fuoco automatica, mentre la fotocamera posteriore da 8MP, con apertura del diaframma di F2.0 e macro view di 4 cm, consente videoregistrazioni e video playback 1080P full HD. Il software proprietario ImageSmart, l’Ascend P6 trasforma un fotografo amatoriale in un professionista, grazie alla funzione di ottimizzazione del contrasto e dei colori, al riconoscimento automatico e al tracing focus. Inoltre l’interfaccia Huawei Emotion UI, realizzata sulla base dei suggerimenti di 5 milioni di consumatori da tutto il mondo, consente di personalizzare gli scatti. Quest’ultima versione include aggiornamenti di Uni Home, tra cui Me Widget Huawei, MagicTouch e SmartReading. Tra le novità di Emotion UI ci sono la funzione fotografie panoramiche e il riconoscimento facciale.</p>
<p>Le tecnologie Automated Discontinuous Reception (ADRX), esclusiva di Huawei, e Quick Power Control (QPC) ottimizzano il risparmio energetico e migliorano le prestazioni della batteria. Con la funzione multi-screen AirSharing è possibile connettersi a più terminali per incrementare la produttività sul lavoro, condividere facilmente i documenti o migliorare l’esperienza di gioco, riducendo al minimo i rallentamenti.</p>
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		<title>GlassUp, la realtà aumentata made in Italy</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 07:37:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Brunelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/06/GlassUP-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="GlassUP" title="GlassUP" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Sviluppati dall’omonima startup italiana, gli occhiali visualizzano davanti agli occhi dell’utente quanto compare sullo schermo dello smartphone. Saranno disponibili l’anno prossimo, ed è possibile sostenere economicamente il progetto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/06/GlassUP-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="GlassUP" title="GlassUP" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>19 giugno 2013 &#8211; Si chiamano GlassUp e sono gli occhiali a realtà aumentata che si trasformano in un secondo schermo dello smartphone. Sviluppati dalla startup italiana <a href="http://www.glassup.net/" target="_blank">GlassUp</a>, gli occhiali permettono, tramite la tecnologia Bluetooth, di far scorrere davanti agli occhi dell’utente le informazioni che compaiono sul display dello smartphone. I creatori GlassUp garantiscono che l’esperienza d’uso degli occhiali è piacevole e non invasiva: l’utente non è costretto a spostare lo sguardo, ma legge i messaggi monocromatici su sfondo trasparente, continuando ad osservare la realtà circostante.<span id="more-13364"></span></p>
<p>Il sistema ottico che trasmette l’immagine all’occhio è composto da display, lente, prisma e led, mentre l&#8217;elaborazione del testo è gestita da un circuito composto da batteria, memoria, bluetooth low-energy e touch pad, tramite il quale si possono impostare i filtri desiderati.</p>
<p>Leggeri ed ergonomici, con un peso di 65 grammi, i Glass Up saranno in vendita a partire da febbraio 2014 al prezzo di 299 euro, e saranno prodotti seguendo diverse linee trendy che spaziano dal casual, allo sport, al business all’high-tech .</p>
<p>Il progetto degli occhiali GlassUp è nato nel 2011 grazie a Francesco Giartosio, CEO dell’azienda, Gianluigi Tregnaghi, CTO ed esperto in ottica, e Andrea Tellarin, COO di GlassUp, e al loro interesse rivolto verso il campo di studio dell’interazione uomo-macchina.</p>
<p>Per migliorare il dispositivo, il team di GlassUp ha lanciato una campagna di fundraising su <a href="http://www.indiegogo.com/projects/glassup-augmented-reality-glasses-that-display-messages-from-your-smartphone" target="_blank">Indiegogo</a>, disponibile fino all’8 agosto, che prevede diverse forme di contributo. Si parte da una somma minima di 25 dollari, che permetterà di essere inseriti tra coloro i quali hanno reso possibile la realizzazione di GlassUp, a un versamento di 199 dollari per ottenere uno dei primi modelli degli occhiali a realtà aumentata, ai 399 dollari che permetteranno di acquistare i GlassUp con fotocamera integrata senza nessun costo di consegna aggiuntivo, fino alla cifra massima, pari a 2.500 dollari, che permetterà di acquistare dieci paia di GlassUp.</p>
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		<title>Adobe annuncia gli aggiornamenti a Creative Cloud</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 13:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Brunelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/05/Adobe-CreativeCloud-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Adobe CreativeCloud" title="Adobe CreativeCloud" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />L’ultima versione della suite di creatività, già disponibile, offre quindici nuove applicazioni “CC” per desktop e funzioni di collaborazione tra più dispositivi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/05/Adobe-CreativeCloud-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Adobe CreativeCloud" title="Adobe CreativeCloud" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>18 giugno 2013 &#8211; Adobe ha annunciato importanti aggiornamenti per la suite Creative Cloud, presentata ai primi di maggio in occasione di Adobe MAX, la Conferenza sulla Creatività. Le nuove funzioni comprendono una serie di applicazioni desktop “CC”, capacità sofisticate di collaborazione fra più dispositivi e di pubblicazione, la possibilità di memorizzare e condividere file attraverso Creative Cloud su Mac OS, Windows, iOS e Android. La comunità creativa online Behance è stata inoltre integrata con Creative Cloud, permettendo agli utenti di mostrare i propri lavori, ricevere un feedback sui progetti e ottenere una visibilità globale.<span id="more-13361"></span></p>
<p>“<em>Abbiamo aggiunto numerose innovazioni alle nostre applicazioni desktop CC come Photoshop, Illustrator e InDesign: ora includono nuove funzionalità che ne aumentano la produttività, ottimizzano le potenzialità di creazione dei contenuti per i dispositivi mobili e presentano sorprendenti possibilità per gli ambiti dell’Digital Imaging e del video</em>”, ha commentato Matteo Oriani, Solution Consultant Digital Media, Adobe Systems Italia. “<em>E con gli altri aggiornamenti che arriveranno su Creative Cloud nel corso dell’anno, non vediamo l’ora di vedere gli incredibili lavori che i nostri utenti saranno in grado di realizzare</em>”.</p>
<p>Adobe Creative Cloud è composto da oltre 30 strumenti e servizi che permettono la creazione di contenuti di livello professionale e la loro distribuzione tramite stampa, web, applicazioni mobili, video e fotografia. La nuova famiglia di Applicazioni Desktop CC è composta da quindici applicazioni, che includono Adobe Photoshop CC, InDesign CC, Illustrator CC, Dreamweaver CC, Premiere Pro CC.</p>
<p>Le ultime versioni di strumenti Adobe per desktop comprendono centinaia di nuove funzioni. Photoshop CC offre nuove tecnologie di definizione e miglioramenti dei flussi di lavoro per i creativi. Camera Shake Reduction rimette a fuoco le immagini che altrimenti andrebbero perse perché mosse. Il nuovissimo Smart Sharpen mette in risalto la texture e i dettagli, mentre Adobe Camera Raw 8 offre comandi fotografici ancora più potenti, per raddrizzare e perfezionare le immagini. Photoshop CC e Illustrator CC sono le prime applicazioni Adobe per desktop che includono la capacità di inviare file direttamente a Behance, per mostrare immediatamente il proprio lavoro e integrare il feedback dei colleghi nel processo creativo.</p>
<p>Per i professionisti del design, lo strumento Touch Type in Illustrator CC offre un nuovo livello di creatività con i font. E’ possibile spostare, scalare e ruotare i caratteri del testo, sapendo che rimarrà modificabile. Questa funzione si usa con il mouse, la penna stilo per PC o dispositivi multi-touch. Illustrator permette anche di dipingere con un pennello realizzato con una foto. I pennelli Art, Pattern e Scatter possono contenere immagini raster, così i designer possono creare rapidamente disegni organici complessi, con semplici pennellate. Inoltre, Illustrator CC è integrato con Behance.</p>
<p>La nuova architettura per InDesign CC aumenta le prestazioni, mentre l’editing in-browser su Adobe Muse CC (strumento per creare e pubblicare siti web HTML senza dover scrivere il codice necessario) permette ai clienti di eseguire modifiche a siti web già pubblicati, che possono essere successivamente revisionati, approvati e aggiornati dal designer.</p>
<p>Per i professionisti del video, Adobe Premiere Pro CC offre funzioni di montaggio, personalizzazioni e migliorie per rendere più efficiente il lavoro di montaggio video. Premiere Pro CC integra potenti flussi di lavoro colore, con l’aggiunta del motore Lumetri Deep Color Engine per la facile applicazione di ricche gradazioni di colore. Una versione di Adobe After Effects CC, di forte impatto, offre più possibilità creative a chi si occupa di animazione ed effetti visivi, consentendo di lavorare più facilmente in 3D con la nuova Live 3D Pipeline, con Maxon Cinema4D integrato. Sono disponibili anche nuovissime versioni di Adobe SpeedGrade CC, Audition CC, Prelude CC e Adobe Story CC Plus.</p>
<p>Gli iscritti a Creative Cloud hanno accesso ai servizi necessari per pubblicare portfolio di siti web altamente personalizzati utilizzando Behance ProSite, possono realizzare pubblicazioni digitali di forte impatto per iPad con Digital Publishing Suite (DPS) Single Edition, e con PhoneGap Build è possibile creare e pubblicare applicazioni mobili per qualsiasi dispositivo.</p>
<p>Per dare visibilità a questi innovativi aggiornamenti, Adobe ha lanciato <a href="http://createnow.adobe.com/?sdid=KGWUF" target="_blank">Create Now</a>: nel corso del primo mese del programma, Adobe promuoverà una serie di progetti artistici collaborativi, festeggerà l’anniversario di un’icona del design e metterà a disposizione dei creativi che utilizzano gli strumenti Adobe un forum dove potranno esprimersi in modo divertente e coinvolgente.</p>
<p>L’aggiornamento di Creative Cloud è già disponibile. Il costo dell’iscrizione a Creative Cloud per singoli individui è di 49,99 euro al mese, con iscrizione annuale; i clienti esistenti che possiedono CS3- CS5.5 ricevono il primo anno di Creative Cloud al prezzo scontato di 29,99 euro al mese. Gli studenti e gli insegnanti possono ricevere Creative Cloud per 29,99 euro al mese. Per alcuni clienti, fra cui gli utenti CS6, è disponibile un prezzo promozionale.</p>
<p>La versione di Creative Cloud per i team comprende tutto quello che ricevono i membri individuali, più 100GB di spazio per archiviazione, con funzioni di implementazione e gestione centralizzate. Creative Cloud per i team ha un prezzo di 69,99 euro mensili per ciascuna postazione. Sono disponibili, per un tempo limitato, anche promozioni che offrono ai clienti CS3 e a quelli nuovi uno sconto sull’edizione di Creative Cloud per i team. Inoltre, Adobe offre programmi di licenza speciali per imprese, istituzioni scolastiche e governi, consultabili sul sito <a href="https://creative.adobe.com/plans" target="_blank">creative.adobe.com/plans</a>.</p>
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		<title>Tra Big Data e privacy, le sfide della nuova economia</title>
		<link>http://www.cwi.it/tra-big-data-e-privacy-le-sfide-della-nuova-economia-13357</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 12:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Brunelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Big Data]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[the innovation group]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/06/Analiytics-2013-The-Innovation-Group-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Analiytics 2013 The Innovation Group" title="Analiytics 2013 The Innovation Group" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />I Big Data possono offrire vantaggi sia alle aziende che ai singoli cittadini, a patto che le regole sul loro utilizzo siano chiare e ben definite: è quanto emerso ad Analytics 2013, l’evento organizzato da The Innovation Group ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2013/06/Analiytics-2013-The-Innovation-Group-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Analiytics 2013 The Innovation Group" title="Analiytics 2013 The Innovation Group" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>18 giugno 2013 &#8211; La rivoluzione dei Big Data, esplosa con l’utilizzo dei social network e la diffusione dell’Internet of Things, offre alle aziende e alle pubbliche amministrazioni nuove opportunità. L’utilizzo di grandi quantità di dati non strutturati permette di conoscere meglio i comportamenti di acquisto dei propri clienti, di valutare la percezione di brand e prodotti, di offrire servizi migliori. Questi benefici hanno però la loro controparte: pongono aziende e amministrazioni di fronte a nuove sfide, sia relative alla gestione dei dati, sia culturali e organizzative. A queste tematiche è stato dedicato l’evento <a href="http://www.theinnovationgroup.it/archivio-eventi/analytics-2013/">Analytics 2013</a>, organizzato da The Innovation Group, nel quale si sono confrontati esperti di fama mondiale e rappresentanti di aziende e istituzioni italiane.<span id="more-13357"></span></p>
<p>Tra gli ospiti d’eccezione c’era <strong>Michael Mandel</strong>, Chief Economic Strategist presso il Progressive Policy Institute, che ha sottolineato come la nuova economia “data driven” stia diventando una componente fondamentale dell’economia globale, accanto ai tradizionali settori di produzione di beni e servizi. “<em>Non è facile assegnare un valore economico al flusso di dati, ma certamente c’è un grande potenziale nel loro utilizzo</em>”, ha dichiarato Mandel. “<em>Questo si può tradurre nella comprensione dei comportamenti d’acquisto dei consumatori, per esempio tramite i social media, nelle opportunità per le aziende, tramite il marketing, e per le pubbliche amministrazioni, che possono offrire servizi migliori</em>”. Inevitabilmente, parlando di Big Data si tocca l’argomento della privacy. Mandel ha sottolineato come ci debba essere un equilibrio tra la crescita, offerta dall’uso dei dati stessi, e il rispetto della privacy. “<em>Negli Stati Uniti l’ago della bilancia pende dalla parte della crescita</em>”, ha commentato Mandel. “<em>Tuttavia, equilibrando le parti, si può ottenere il giusto compromesso e trarre benefici dai Big Data, sia dal punto di vista delle aziende che dei cittadini</em>”.</p>
<p>Dalla tavola rotonda che ha visto come protagonisti <strong>Stefano Fabrizi</strong>, responsabile IT di Banca d’Italia, <strong>Nadia Mignolli</strong>, Primo ricercatore presso il Dipartimento per l’Integrazione, la qualità e lo sviluppo delle reti di produzione e di ricerca dell’Istat, <strong>Gianrico Sarracco</strong>, Head of Digital Analytics di Unicredit, e <strong>Fabio Tucci</strong>, CRM Marketing Manager di Mondadori, è emerso come i Big Data, i social media e l’uso del web in generale stiano cambiando il paradigma con cui gli utenti-clienti si approcciano ai prodotti e alle aziende. “<em>Oggi i clienti si informano anche attraverso i social network, per esempio</em>”, ha dichiarato Saracco. “<em>Per dare ai nostri clienti i servizi che vogliono dobbiamo conoscerli meglio, e questo richiede un know-how di ampio respiro, non solo tecnologico</em>”.</p>
<p>“<em>Mondadori ha iniziato un percorso di attenzione ai dati come percorso di attenzione al cliente</em>”, ha spiegato Tucci. “<em>Ma è un percorso che richiede anche coraggio, perché il potere dei dati può essere ‘disruptive’. Finora le scelte di business sono state fatte sulla base di esperienze passate, ma è arrivato il momento di sfruttare meglio i nuovi strumenti che abbiamo a disposizione, come i Big Data</em>”.</p>
<p>Fabrizi ha sottolineato come sia diffusa l’abitudine di prendere decisioni strategiche senza il supporto di dati. “<em>In Italia il processo è ancora più importante dei dati: dobbiamo superare la forma e andare alla sostanza per sfruttare appieno i Big Data</em>”, ha commentato il manager. “<em>In Banca d’Italia li utilizziamo, per esempio, per la valutazione dei rischi e per l’antiriciclaggio</em>”. Fabrizi ha espresso anche perplessità sull’attuale regolamentazione sulla privacy, che spesso rende le operazioni più complicate del necessario, senza garantire una maggiore protezione per i cittadini.</p>
<p>“<em>Con le giuste scelte si possono salvare sia forma che sostanza. Per noi l’esigenza è conciliare la privacy con i dati open</em>”, ha commentato Mignolli. “<em>L’Istat ha inserito i Big Data nel proprio processo di produzione dei dati, affiancandone l’uso alle indagine standard svolte, per esempio, attraverso gli archivi amministrativi</em>”. L’Istituto ha messo a punto un’app che, installata sui dispositivi mobili dei cittadini (che hanno espresso il proprio consenso), permette, per esempio, di tenere traccia degli spostamenti e stilare delle statistiche in merito. “<em>Utilizzare i Big Data significa anche rischiare, perché i dati non sono sempre completi</em>”, ha aggiunto Mignolli. “<em>In collaborazione con enti di ricerca di livello europeo stiamo elaborando degli standard per poterli utilizzare al meglio</em>”.</p>
<p>Sulla necessità di un cambiamento culturale è intervenuto anche l’ospite d’eccezione <strong>Gianni Riotta</strong>, giornalista e autore del libro &#8220;Il web ci rende liberi? Politica e vita quotidiana nel mondo digitale&#8221;.</p>
<p>“<em>Ci siamo sempre basati su pochissimi esperimenti da cui inferire grandi verità: per esempio focus group e statistiche, nei quali il campione di persone coinvolte è numericamente molto modesto</em>”, ha dichiarato Riotta. “<em>Adesso, con i Big Data, abbiamo a disposizione uno strumento potentissimo. Per sfruttarlo, dobbiamo avere un atteggiamento mentale aperto e flessibile, e libero da condizionamenti</em>”. Secondo Riotta, i Big Data offrono vantaggi sia alle aziende, sia ai cittadini-consumatori, e i problemi relativi alla privacy non sono inquadrati nella giusta ottica. “<em>Non è problema il fatto che Google, per esempio, possieda i nostri dati, se li utilizza offrendo ottimi servizi</em>&#8220;, ha dichiarato Riotta. &#8220;<em>Il punto della questione è che io, come utente, voglio sapere esattamente come Google li usa e li analizza: è su questo che manca la vera trasparenza, sia da parte di chi possiede i dati, sia in termini legislativi</em>”.</p>
<p style="text-align: right;">
<strong>Sara Brunelli</strong></p>
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