20 agosto 2012 – Stop alle importazioni negli Stati Uniti di iPhone, iPad e iPod. Lo chiede Motorola Mobility, società acquisita alcuni mesi fa da Google, che ha presentato un altro ricorso contro Apple affermando che questi dispositivi violano sette dei suoi brevetti relativi alle notifiche di posta elettronica notifiche, ai promemoria geo-localizzati e al lettore multimediale. I documenti che citano i brevetti specifici non sono ancora disponibili presso l’International Trade Commission. Nel documento di citazione si sostiene tra l’altro che Motorola vorrebbe risolvere stragiudizialmente il contenzioso su questi brevetti, ma che mancherebbe “la volontà di Apple di lavorare su una licenza”. All’azione giudiziaria non ci sarebbe quindi alcuna alternativa.

L’annuncio della nuova citazione arriva giusto una settimana prima dell’emissione di un’altra sentenza da parte dell’ITC riguardante la presunta violazione di un brevetto relativo a tecnologie di soppressione del rumore. Si tratta di una richiesta legata ai cosiddetti “brevetti standard essenziali”, che coprono funzioni parte di una tecnologia standard di mercato. Questo genere di controversie ha creato polemiche nel settore e negli ambienti giuridici, in quanto tali brevetti dovrebbero essere gestiti e offerti in licenza sulla base di termini equi, ragionevoli e non discriminatori. Per questo Motorola ha voluto sottolineare che il caso attuale non riguarda brevetti standard essenziali.

I casi sottoposti da Motorola all’ITC sono solo una parte del duello contro Apple. Le due società hanno separatamente impugnato il provvedimento con cui, nello scorso giugno, il giudice Richard Posner ha deciso di escludere dal novero dei brevetti standard essenziali un altro caso. Apple ha inoltre chiesto alla Commissione Europea di intervenire nella sua controversia con Motorola Mobility, che ha portato a casi europei, tra cui una battaglia legale nei tribunali tedeschi.

Marc Ferranti