Il 67% degli impiegati afferma che avere la flessibilità e la tecnologia per poter lavorare fuori dall’ambiente dell’ufficio è oggi un benefit più importante dell’auto aziendale. Questa è solo una delle evidenze emerse dall’ultima ricerca di BT in tema di mobile working intitolata The Mobile Multiplier.

Lo studio è stato condotto nel settembre 2016 intervistando circa 1.500 impiegati in diversi Paesi europei e ha individuato trend in atto piuttosto chiari, anche perché ora che sempre più aziende stanno rendendo mobile la propria forza lavoro, vale la pena chiedersi se stiano effettivamente vedendo crescere produttività ed efficacia secondo le attese.

I risultati della ricerca mostrano che i lavoratori sono pronti a lasciare l’ufficio statico, ma che comunicare in modo efficace con i colleghi è ancora un problema, dal momento che ci sono ancora limiti nella tecnologia e nei budget allocati per supportare questo nuovo modo di lavorare.

Complessivamente si evidenzia un effetto moltiplicatore: gli impiegati per cui lavorare in mobilità è più facile sono infatti quelli che si aspettano di poter fare sempre di più con i propri smartphone e gli strumenti mobili. Il 73% di loro vorrebbe che il proprio IT aziendale investisse in tecnologie mobili piuttosto che in tecnologia per gli uffici (questo dato per la media degli impiegati è il 60%).

Spesso la tecnologia installata non è in linea con le aspettative 

C’è pertanto la necessità di strumenti tecnologici migliori, con i due terzi degli impiegati che sostengono come una migliore comunicazione aiuterebbe davvero la loro organizzazione ad avere successo. In particolare, i lavoratori vorrebbero poter utilizzare con i loro smartphone nuove funzionalità, tra cui la condivisione dello schermo (69%), instant messaging (62%) e videoconferenza (48%).

“Le aziende si dicono disposte ad assecondare la richiesta dei dipendenti verso un modo più flessibile di lavorare, ma la realtà è ancora lontana dall’ambizione. Spesso la tecnologia installata non è in linea con le aspettative e ciò causa ritardi e frustrazione” afferma Andrew Small, Vice President Unified Communications, Mobile e Contact Center Portfolio di BT.

La ricerca ha anche rivelato che i budget sono una grande preoccupazione. A carico delle aziende infatti è circa il 75% dei costi dei device mobili di lavoro dei loro dipendenti, i quali sono consapevoli delle restrizioni che questo impone nel loro uso. Ad esempio, un quinto degli impiegati afferma di esaurire spesso i dati mobili, mentre il 37% afferma di non usare molto i propri device mobili all’estero a causa delle tariffe di roaming.

“Mentre il contenimento del budget continua ad essere una delle principali priorità, limitare l’utilizzo del mobile può essere un falso risparmio se in ultima analisi impedisce agli impiegati di essere più produttivi”, conclude Small.

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