21 giugno 2012 – E’ disponibile da oggi anche in Italia validated Campaign Essentials (vCE), una nuova soluzione di comScore per verificare l’impatto della pubblicità digitale. vCE consente all’industria pubblicitaria di misurare impression validate in base a parametri chiave quali la visibilità effettiva, il target sociodemografico e comportamentale, la salvaguardia del brand. La soluzione permette una visione esaustiva delle impression validate, che vengono rappresentate in termini di “validated gross rating points”, o vGRPs. Questa nuova metrica consente di misurare se gli annunci pubblicitari hanno realmente avuto un impatto sui consumatori. Le impression validate rappresentano anche la base per i report vCE sull’audience della campagna che includono reach e frequency, dati demografici completi e profili comportamentali raggiunti, e forniscono in tal modo una misurazione delle persone effettivamente esposte alla campagna pubblicitaria.

Molte tra le più prestigiose aziende internazionali hanno riconosciuto l’importanza di misurare le impression validate, ovvero effettivamente visualizzate dal target pianificato e in un ambiente che salvaguardi il valore dei propri brand”, ha commentato Mike Read, SVP e Amministratore Delegato di comScore Europe. “comScore ha già realizzato più di 2.600 studi Campaign Essential e validated Campaign Essential in 28 paesi nel mondo, aiutando 120 investitori e agenzie media ad aumentale la propria fiducia nei media digitali. Siamo estremamente felici della risposta positiva a vCE in Europa ed eccitati dal lancio di questo nuovo prodotto in Italia”.

L’Italia è il quarto mercato per la pubblicità online in Europa”, ha aggiunto Fabrizio Angelini, Amministratore Delegato di Demoskopea, rappresentante ufficiale di comScore in Italia, “e dobbiamo migliorare la capacità di misurare l’efficacia delle campagne soprattutto in termini di visualizzazione effettiva e raggiungimento del target. Sono convinto che vCE sia un’innovazione importante in grado di generare benefici per tutti gli operatori del settore”.

comScore ha condotto un Charter Study Europeo che rivela come oltre un terzo delle impression normalmente erogate non sia mai stato visto da un consumatore. Lo studio è stato realizzato su 21 campagne di inserzionisti come Kellogg’s, Nivea, P&G, Ralph Lauren, Telefonica e UniCredit/Finenco, analizzando 1,3 miliardi di impression, su240.000 siti senza richiedere agli editori l’inserimento di pixel di controllo. Sono state misurate tutte le impression e tutti i metodi di erogazione, inclusi iframes.

Dallo studio emerge che, tra tutte le campagne europee misurate, il 64% delle impression è stata classificata “in-view”, standard statunitense in base al quale l’annuncio è stato visualizzato non meno del 50% per almeno 1 secondo. Il rimanente 36% è stato erogato, ma mai visto da un consumatore che, probabilmente, ha compiuto un’operazione di “scroll” prima che l’annuncio fosse caricato nella parte alta dello schermo o non ha mai visualizzato un annuncio situato nella parte bassa dello schermo. Le percentuali di in-view cambiano da sito a sito e possono variare dal 31% al 72%.