Resource Management

Ottenere il meglio da LinkedIn in 5 mosse

11 giugno 2013 – LinkedIn è la rete professionale più utilizzata al mondo, che vanta più di 200 milioni di utenti. La piattaforma è un’ottima risorsa non solo per cercare un nuovo lavoro, ma anche per migliorare la propria posizione, ottenere una promozione, o stringere nuove partnership. I responsabili del personale, i colleghi, i potenziali clienti, infatti, possono accedere al vostro profilo su LinkedIn, che può trasformarsi in una carta vincente. Per questo è importante conoscere e sfruttare al meglio gli strumenti offerti dalla piattaforma, che ha recentemente festeggiato i suoi primi dieci anni. Mantenere il proprio profilo aggiornato non richiede un gran dispendio di tempo: ecco cinque suggerimenti per trarre il meglio da LinkedIn, e cogliere la prossima occasione di lavoro, promozione o interessante affare.

1. Curare i dettagli del profilo

Il proprio profilo professionale è l’elemento più importante, e spesso il più trascurato, di LinkedIn. E’ il luogo dove si presentano l’esperienza lavorativa, le competenze e la formazione. Ed è l’occasione migliore dove aggiungere un po’ di personalità a quello che altrimenti sarebbe un’arida lista di mansioni svolte. Wayne Breitbarth, autore di The Power Formula for LinkedIn Success, sottolinea che il profilo su LinkedIn è progettato per essere molto più di un semplice CV. “I responsabili delle assunzioni amano LinkedIn”, dice Breitbarth, “perché ha spazi definiti e offre molte più informazioni di un tradizionale curriculum di due pagine, come le segnalazioni e i link a progetti o lavori pubblicati”.

Più informazioni contiene il profilo, più è probabile che il nome dell’utente appaia nelle ricerche. LinkedIn offre una serie di widget utili per evidenziare premi e riconoscimenti ricevuti, corsi seguiti, certificazioni, lingue conosciute, esperienze di volontariato. Per aggiungere questi voci, basta cliccare su Profilo> Modifica profilo, e scegliere le aree di interesse visualizzate sul lato destro dello schermo.

E’ importante includere nel profilo una foto dall’aspetto professionale, scattata in un ambiente ben illuminato. “Il più grande errore è non avere una foto”, spiega Breitbarth. “Molti responsabili delle assunzioni scartano un candidato proprio per la mancanza di una foto”.

LinkedIn riempie automaticamente molti campi del profilo, ma è possibile modificare ciò che viene proposto. Per esempio, di solito la scritta che compare sotto il proprio nome viene riempita automaticamente con l’attuale titolo di lavoro. Ma è possibile modificarla facendo clic su Profilo> Modifica profilo, quindi selezionare il simbolo della matita accanto al titolo. Un libero professionista, per esempio, potrebbe scegliere di scrivere una frase originale o creativa, che racchiuda la propria filosofia.

Il profilo su LinkedIn è un curriculum in tempo reale, quindi va mantenuto aggiornato. Si dovrebbe aggiornare il proprio profilo anche ogni volta che c’è un cambiamento nella propria carriera professionale, che si tratti di una promozione o di un nuovo lavoro. E’ importante promuovere la nuova esperienza di lavoro, rivedere il riepilogo (che è una delle prime cose che le persone leggono), e aggiornare le informazioni di contatto. Per modificare le informazioni di contatto, seguire il percorso Profilo> Modifica Profilo> Suggerimenti per contattare.

Un cambiamento di lavoro o una promozione è il momento migliore per chiedere endorsement e segnalazioni all’ex e all’attuale responsabile, a clienti, colleghi e ad altre persone che conoscono la vostra professionalità”, dice Jessica Bedford, reclutatore e account manager presso Artisan Creative.

Dalla modalità Modifica profilo si accede alla sezione “Competenze ed esperienze”, dove è possibile aggiungere o rimuovere le aree di competenza e gestire gli endorsement. Per chi cerca un nuovo lavoro, questo è un ottimo strumento per aggiungere capacità a cui i responsabili delle assunzioni potrebbero essere interessati.

2. Collegarsi e rimanere in contatto

La funzione più preziosa di LinkedIn è la possibilità di connettersi ad altri professionisti. Che si tratti di persone con cui si lavora attualmente o si è collaborato in passato, incontrate a una fiera, o con cui si sono fatti affari, i collegamenti possono essere reciprocamente vantaggiosi, ma solo se si rimane in contatto.

LinkedIn offre un servizio che permette di esaminare i propri contatti e-mail per trovare possibili connessioni. Per usarlo, andare su Contatti> Aggiungi connessioni. Scegliere il provider di posta elettronica e inserire il proprio indirizzo email nel campo designato. Una volta che il servizio trova tutti i contatti che dispongono di account LinkedIn, chiede a quali si desidera connettersi. Può trattarsi di molti indirizzi, soprattutto se il vostro servizio di posta elettronica aggiunge alla rubrica ogni persona a cui è stata inviata una email, come fa per esempio Gmail. Non è opportuno, quindi, scegliere “Seleziona tutto”: probabilmente non è necessario aggiungere tutti gli amici o la persona che ha comprato il vostro divano pubblicizzato su Ebay. E’ meglio investire un po’ di tempo per la scelta delle persone che formeranno la propria rete di contatti.

Ogni volta che si invita qualcuno a connettersi si dovrebbe aggiungere un messaggio personalizzato, a meno che non si conosca molto bene la persona a cui si invia l’invito. Se si invita una persona appena incontrata, si dovrebbe includere una nota ricordando come ci si è conosciuti. Se non si è mai incontrata la persona che si sta invitando, un approccio cordiale è ancora più importante.

SAP e SDA Bocconi: gestire la complessità in azienda

07 maggio 2013 – Comprendere la complessità elevata delle piccole e medie imprese in crescita e valutare il valore delle soluzioni ICT. Con questi due obiettivi, SDA Bocconi School of Management ha realizzato una ricerca in collaborazione con SAP Italia e alcuni dei suoi partner. I risultati hanno confermato una complessità molto elevata e una difficoltà di fondo nel definire le modalità di valutazione del valore della tecnologia. “E’ un filone di ricerca che portiamo avanti da diversi anni e che oggi abbiamo approfondito con il supporto di SAP,” ha detto Severino Meregalli, docente dell’area sistemi informativi di SDA Bocconi, presentando la ricerca.

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Networking: i consigli per i professionisti IT

27 marzo 2013 - Se siete persone introverse di natura, condividere con altri esperienze e idee può risultarvi  innaturale e difficile. Ma anche le persone timide devono riuscire a fare attività di networking, per esempio per ottenere avanzamenti di carriera nell’IT: per convincersene basta dare un’occhiata a queste statistiche, provenienti da diverse pubblicazioni, sul ruolo del networking nel percorso di crescita della propria carriera. Leggi tutto

Apple: i servizi (poco noti) per le aziende

20 marzo 2013 – I dispositivi Apple come l’iPad, l’iPhone e i Mac rappresentano un enigma per molti reparti IT, mentre i dipendenti li amano e li utilizzano anche come strumenti per il lavoro.  Secondo una ricerca di Gartner pubblicata a febbraio, il prossimo anno i Mac saranno accettati in azienda come lo sono oggi i PC Windows, mentre iPhone e iPad sono già i dispositivi mobili più utilizzati. Ma l’idea di Apple di enterprise computing differisce dalla tradizionale e diffusa visione Microsoft-centrica, il che sembra ostacolare Apple per quanto riguarda l’ambiente aziendale.

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Sicurezza in azienda: come farsi ascoltare

27 febbraio 2013 – Le statistiche sono sorprendenti: lo scorso anno, Symantec ha bloccato un totale di oltre 5,5 miliardi di attacchi malware, con una crescita dell’81 per cento rispetto al 2010. L’azienda ha registrato inoltre un incremento del 35 per cento degli attacchi web-based, e del 41 per cento di nuove varianti di malware. Questi risultati, documentati nell’ultima edizione dell’Internet Security Threat Report, possono portare i manager IT a interrogarsi sul loro operato, e a domandarsi se davvero hanno fatto tutto il possibile per proteggere le aziende per cui lavorano: è il momento giusto per guardarsi allo specchio. Leggi tutto

L’innovazione nell’IT: i vantaggi competitivi

20 febbraio 2013 – Pochi anni fa, Herz ebbe modo di imparare che l’innovazione non è un vestito di lusso da sfoggiare ogni tanto, ma un elemento assolutamente necessario al successo del suo business. Senza una riserva di idee sempre nuove, infatti, il gigante dell’autonoleggio sarebbe stato facilmente surclassato dalla concorrenza. “I nostri concorrenti ci hanno copiato”, dice il CIO Joseph Eckroth. “Non appena vedono il risultato del nostro lavoro, è sufficiente un periodo tra sei mesi e un anno perché siano pronti con le loro versioni dei progetti più innovativi da noi introdotti. La velocità di pensiero e la velocità di rilascio sul mercato sono assolutamente decisive per la nostra leadership. Se ci fermiamo, è la fine”.

Hertz non è l’unica azienda a doversi confrontare con una concorrenza agguerrita, e si affida all’innovazione per mantenere il suo vantaggio. In effetti, i budget IT che lentamente ritornano a crescere e la corsa al vantaggio competitivo, insieme a un numero sempre maggiore di nuove piattaforme tecnologiche, hanno acceso i riflettori sul ruolo che l’innovazione gioca nel business.

Secondo la ricerca  Forecast 2013 condotta da Computerworld, si respira una sorta di cauto ottimismo da parte delle aziende, ottimismo che cresce con il passare del tempo. Per esempio, il 43% dei 334 intervistati dice di aver visto un aumento del proprio budget IT, contro il 36% dell’anno precedente. Il 64% ha inoltre affermato di avere in programma un acquisto IT importante nei prossimi dodici mesi, rispetto al 60% dello scorso anno.

Ma in questo periodo, gli innovatori devono giocare seguendo nuove regole. I manager IT, infatti, devono cambiare la loro prospettiva sul project management e sulla pianificazione delle risorse, cercando di andare incontro alle esigenze del business in termini di velocità di rilascio e misurandosi al tempo stesso con miriadi di nuovi strumenti tecnologici. Sviluppare la prossima “big thing” richiede coraggio, velocità di azione e curiosità verso ciò che è nuovo, senza dimenticare naturalmente partner affidabili e un team di professionisti dalla mente aperta capace di immaginare diverse possibilità: una sorta di ordine più alto in un ambiente spesso dominato dalla logica “comanda e controlla”.

Sempre più spesso si parla di ridisegnare la modalità di lavoro per renderla più efficace”, dice Ugo Castellani, Mobility & Application Outsourcing Director di Avanade. “In passato, si sviluppavano prima le tecnologie e poi si cercava successivamente di capire come utilizzarle e adattarle ai propri processi per sfruttarle nel modo migliore. Attualmente si ragiona in maniera diversa: l’utente è visto al centro della progettazione e la tecnologia è lo strumento che rende il modo di lavorare più efficiente e il mezzo per proporre funzioni innovative”.

In quest’ottica”, prosegue Castellani, “gli strumenti tecnologici stanno cambiando, differenziandosi tra loro. Ad esempio, fino a poco tempo fa si parlava di smartphone, tablet, notebook e desktop. Oggi, da questi ‘ceppi’ tecnologici si stanno creando nuovi ibridi: smartphone di grandi dimensioni, incroci tra tablet e notebook, tablet di grandi dimensioni che consentono interazioni tra due o più persone, desktop con schermi touch fino ad 80 pollici. Tutte queste possibilità consentono di individuare il dispositivo più idoneo per realizzare un servizio innovativo oppure per rinnovare un processo già esistente. Infatti, a seconda del contesto in cui opera, un utente può scegliere il dispositivo ritenuto più idoneo, oppure cambiarlo più volte, pur continuando a svolgere la sua attività. Volendo fare un esempio pratico, lo smartphone è il dispositivo, tra quelli che usiamo, sempre con noi: è quindi ideale per ricevere notifiche e iniziare un’attività, per poi proseguire con un dispositivo più comodo ed idoneo”.

Diamo ora uno sguardo alle esperienze di quattro manager IT che,puntando sull’innovazione, hanno imparato la logica del “fare errori ma riprendersi in fretta”, e sono riusciti a mantenere un vantaggio competitivo in un ambiente molto aggressivo.

Cercare la miglior esperienza utente in un hotel-laboratorio

La prossima volta che sarete ospiti di un hotel Hyatt, potreste finire con il far parte di un esperimento per il miglioramento dell’esperienza cliente, senza che nemmeno ve ne accorgiate. Hyatt Hotels and Resorts, infatti, vuole reinventare l’arte dell’ospitalità attraverso l’ausilio della tecnologia, e ha scelto otto hotel-laboratorio, di cui quattro negli Stati Uniti, dove John Prusnick, Director IT innovation and strategy, ha l’incarico di dar vita a esperimenti rivoluzionari di importanza fondamentale per il business della catena alberghiera.

Non ci limitiamo a voler migliorare le soluzioni esistenti”, spiega Prusnick. “Stiamo cercando di proporre idee capaci di produrre cambiamenti reali. In ogni momento, in questi hotel-laboratorio sono attivi dai sette ai nove progetti contemporaneamente e l’IT dedica non più di 90 giorni a ciascuna idea. Il fallimento di un progetto è senza dubbio una possibilità più che realistica”.

Molto sinceramente, quasi tutte le idee falliscono molto in fretta. Il meccanismo su cui puntiamo si basa sulla rivisitazione dell’idea originaria. Molte volte, circa il 60% dei casi, scopriamo che rivedendo l’idea originale riusciamo a trovare soluzioni completamente diverse”, prosegue Prusnick. “I progetti che non danno i risultati sperati vengono invece valutati in termini di ‘ritorno sull’esperienza’ piuttosto che di ‘ritorno sugli investimenti’”.

Una delle idee di Hyatt che si è rivelata di maggior successo è stata sottoposta a test in un hotel-laboratorio. Il presidente di Hyatt International ha annunciato che l’azienda doveva cambiare il modo in cui gli ospiti venivano registrati. Il Room Operations team, insieme all’IT, ha quindi deciso di sbarazzarsi dei front desk e rendere ogni addetto all’accoglienza un host. Il team IT ha creato uno strumento mobile affinché gli operatori del desk potessero muoversi nella lobby e interagire con gli ospiti in modo più personale. L’applicazione per iPad basata su iOS include un hardware per strisciare la carta di credito e abilitare le carte che fungono da chiavi per le camere. Il tentativo ha avuto così tanto successo che l’azienda ha deciso di espandere ulteriormente la soluzione mobile.

Allo Hyatt Regency O’Hare di Chicago, gli operatori mobili sono stati posizionati allo shuttle center degli aeroporti dove accolgono i clienti, permettono loro di effettuare il check in e gli consegnano le chiavi della stanza. “E’ stato un grande successo per noi dal punto di vista dell’accoglienza degli ospiti”, dice Prusnick. “Chi arriva da noi sa di ricevere un trattamento speciale, non deve aspettare in coda e non perde tempo”.

In qualità di responsabile dei principali progetti innovativi presso Hyatt Hotels, la più grande sfida di Prusnick è garantire che tutti si sentano parte di un medesimo team. “A volte, mi sembra di pestare i piedi agli altri”, spiega Prusnick. “Facilitare la collaborazione tra l’IT e il business può non essere sempre facile”. Questo è vero soprattutto quando sono altri dipartimenti a presentare progetti innovativi e Prusnick deve intervenire apportando correzioni o ponendo un freno fino a quando il team dedicato all’innovazione decide se è effettivamente necessario.

Alla fine, tutti lavoriamo per offrire ai nostri clienti la miglior esperienza possibile”, dice il manager. “Abbiamo tutti lo stesso obiettivo. Si tratta solo di capire volta per volta chi sarà il manager di progetto. In effetti, tutti i dipendenti vengono incoraggiati a pensare in stile Hyatt e vengono stimolati a produrre sempre nuove idee per migliorare le soluzioni esistenti. Cerchiamo di introdurre la cultura dell’innovazione e questo è un aspetto del lavoro che riguarda tutti”.

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