18 giugno 2013 – Yahoo ha ricevuto tra 12mila e 13mila richieste di dati degli utenti da parte delle agenzie governative statunitensi tra il 1 dicembre e il 31 maggio di quest’anno. La maggior parte di queste richieste erano relative a frodi, omicidi, rapimenti e altre indagini penali. A rivelarlo è il CEO di Yahoo, Marissa Mayer, sul blog della società. L’azienda non ha rivelato il numero delle richieste provenienti dal Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA), l’ente che è stato al centro della polemica dopo le notizie relative ai dati a cui aveva accesso il governo degli Stati Uniti. “Come tutte le aziende, in questo momento Yahoo! non è autorizzata a dichiarare quante richieste provengono dal FISA; tuttavia, chiediamo con forza al governo federale di riconsiderare la sua posizione su questo tema”, si legge sul blog. Leggi tutto
Privacy
Privacy sotto assedio: le minacce online

05 giugno 2013 – Se pensiamo che la nostra vita online non sia abbastanza interessante per essere tracciata, quasi sicuramente ci sbagliamo. I siti su cui navighiamo, il contenuto che memorizziamo online o quello che postiamo sui social network: tutti i dati che generiamo sono in realtà una ricca fonte di informazione, che dice di noi molto più di quanto pensiamo, rappresentando un vero e proprio tesoro sia per i professionisti del marketing che per chi deve garantire il rispetto delle leggi.
Si è molto discusso sulla misura in cui le terze parti siano legittimate ad accedere e utilizzare i nostri dati. Quest’anno la nostra privacy online deve affrontare nuove minacce, come risultato delle nuove tecnologie emergenti e delle nuove regolamentazioni che potrebbero cambiare il modo in cui la nostra vita sul web è protetta… o non lo è affatto. Leggi tutto
La dura lotta contro i pirati della privacy

29 maggio 2012 – Avete provato a cercarvi su Google di recente? Le informazioni che vi riguardano sono precise o contraddittorie? Sapete che in entrambi i casi potreste essere nei guai? Informazioni corrette ma che vorreste restassero private potrebbero essere utilizzate da eventuali stalker per sapere dove vi trovate, o da cyber-criminali per rubare la vostra identità e, nel peggiore dei casi, svuotarvi il conto in banca. Ugualmente, dati scorretti sul vostro conto che gettano una cattiva luce su di voi possono costare una promozione, un posto di lavoro o addirittura compromettere la nostra azienda. Quindi, in che modo è possibile rivendicare la propria privacy digitale e combattere contro le aziende che raccolgono i dati personali utilizzandoli per trarne profitto? E come fare per eliminare del tutto la proprio presenza online, ammesso che sia possibile? Leggi tutto
Privacy utenti mobili, terra sconosciuta

16 marzo 2012 – Il presidente statunitense Obama ha proposto di stilare una sorta di “carta dei diritti” per tutelare la privacy degli utenti su Internet. La proposta può essere vista come un tentativo di dare forma compiuta al lavoro portato avanti da diversi attori e finalizzato a migliorare il livello di protezione attraverso add-on ai browser, impostazioni e policy dedicate. Ma se è relativamente facile garantire la privacy su terminali desktop, il mondo dei dispositivi mobili è ancora una sorta di Far West, con trappole capaci di irretire anche l’utente più smaliziato. I telefoni cellulari più evoluti contengono una enorme quantità di dati personali, dall’indirizzo email a quello fisico, dalla rubrica alle immagini, e tutta questa mole di informazioni è legata a un ID univoco del dispositivo. Leggi tutto
La nuova privacy di Google divide i critici

05 marzo 2012 – Gli analisti sono divisi sulle ricadute che avranno le nuove regole sulla privacy di Google, entrate in vigore lo scorso martedì,sugli utenti e sull’azienda stessa. Le policy sulla privacy, riscritte e unificate, permettono a Google di combinare i dati dalla maggior parte dei servizi di Google. L’azienda sostiene che adesso per gli utenti sarà più facile vedere quali informazioni ha raccolto a loro riguardo mentre usano i servizi gratuiti di Google come il motore di ricerca, il servizio Gmail, le mappe, il browser. E aggiunge che gli utenti avranno ancora il controllo su come usano i servizi Google online e che le informazioni private degli utenti rimarranno tali. Le critiche, tuttavia, dicono che le nuove regole danno a Google la libertà di analizzare insieme le informazioni personali dell’utente per capire a cosa è interessato, con chi parla, dove va. In ultima analisi, chi è.
Google: le policy di IE non sono applicabili
22 febbraio 2012 – Alle accuse di Microsoft di aver bypassato le protezioni della privacy di Internet Explorer (IE), Google risponde che il protocollo di protezione della privacy di IE, il P3P, non è adatto a soddisfare le moderne funzionalità del web, come quelle basate su cookie. “Google ha bypassato il protocollo sulla privacy P3P di IE“, ha scritto in un blog Dean Hachamovitch, Corporate Vice President for Internet Explorer di Microsoft. E aggiunge che il risultato è simile alla recente violazione, da parte di Google, della protezione della privacy degli utenti di Safari, anche se il meccanismo usato per IE è diverso. Di default, IE blocca cookie di parti terze, a meno che un sito non presenti al browser un Compact Policy Statement P3P in cui descrive come userà i cookie e si impegna a non monitorare gli utenti.










