06 aprile 2012 - Lo scorso autunno, Google ha fatto un annuncio che, in un certo senso, anticipa il futuro riguardo alla misurazione dell’efficienza dei data center. Il gigante di Mountain View, oltre ai consumi dei suoi data center, ha infatti valutato i consumi di energia per singolo utente e singola ricerca: la stima è un consumo medio di energia di 0,3 wattora per ogni ricerca. Considerando che quotidianamente vengono effettuate su Google più di un miliardo di ricerche, si giunge alla conclusione che per le ricerche vengono utilizzati 12,5 milioni di Watt, su un totale di 260 milioni di Watt consumati nel 2010. Riuscire a misurare i chilowatt di energia necessaria per svolgere una singola unità di lavoro è oggi considerato il Santo Graal per valutare l’efficienza dei data center. Il parametro più diffuso attualmente è il Power Usage Effectiveness (PUE), che confronta l’energia usata dalle sole attrezzature IT con l’energia totale immessa nel data center. Ma non è stato ancora individuato un sistema che misuri l’energia consumata per unità di lavoro, soprattutto perché è estremamente difficile definire uno standard condiviso per “unità di lavoro”. Il benessere del server: il caso del green@hospital Il progetto internazionale green@hospital, coordinato dall’azienda italiana Loccioni e cofinanziato dalla Comunità europea, ha l’obiettivo di sviluppare un tool di controllo e gestione basato su soluzioni ICT che migliori l’efficienza energetica all’interno di edifici pubblici, e in particolare degli ospedali. È iniziato circa venti giorni fa e durerà complessivamente tre anni. Il consorzio coinvolto nel progetto è composto da undici partner, tra cui figurano ospedali (due spagnoli, uno greco e uno in Italia), istituti di ricerca e aziende che lavorano nel campo della tecnologia IT, tra cui Schneider Electric. “A livello pratico le attività che il gruppo di green@hospital sta studiando sono già in essere”, spiega Davi[...]