Qual è il Miglior Cloud Storage

Come orientarsi tra i tantissimi servizi di cloud storage oggi disponibili? Quali sono quelli che offrono più storage gratuitamente e quelli che hanno i piani a pagamento più interessanti per le vostre esigenze? Di quali funzionalità mobile dispongono? E che tipo di sicurezza offrono? Abbiamo risposto a tutte queste domande con una comparazione dettagliata di otto tra i servizi cloud storage più gettonati del momento.

Dropbox

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Dropbox offre quattro distinti piani di abbonamento. Iscrivendosi gratuitamente, si hanno a disposizione 2 GB, che è possibile aumentare senza costi fino a una ventina di GB invitando amici, mentre con l’opzione Pro il limite di storage sale a 1 TB spendendo 8,25 al mese nel caso di fatturazione annuale o 9,99 euro al mese per una fatturazione mensile.

Doppia fatturazione anche per il piano Business con spazio illimitato, che parte da 10 euro al mese per singolo utente con fatturazione annuale e arriva a 12 euro in caso di fatturazione mensile. C’è infine la soluzione Dropbox Enterprise sempre con spazio illimitato ma con più funzionalità di gestione e compliance per venire incontro alle esigenze di una grande azienda. In questo caso, per i prezzi, bisogna contattare direttamente Dropbox.

Tra le caratteristiche che hanno decretato il successo iniziale di Dropbox, c’è l’estrema efficienza del processo di sincronizzazione dei dati, che trasferisce sui server solo la porzione effettivamente modificata di un file (sincronizzazione differenziale, o delta sync). Se si modificano poche righe di un documento da 1 MB, viene aggiornata sui server di Dropbox solo la porzione effettivamente modificata. Questa è forse la singola funzionalità che ancora differenzia Dropbox da alcuni dei suoi principali concorrenti, come Google Drive, Microsoft OneDrive, Box o Amazon Cloud Drive.

Dropbox è accessibile sia da browser web, sia tramite le app per Windows, Mac OS X, Linux, Blackberry, Android, iOS e Windows Phone. A livello di sicurezza si segnalano l’autenticazione a due passaggi, crittografia AES 256-bit e protezione SSL per i dati in download e upload. Va detto, che nel 2016 si è scoperto che molte password degli utenti sono state rubate fin dal 2012 (qui alcuni trucchi su come rendere più sicuro Dropbox).

Tutti gli articoli e le notizie su Dropbox.

Google Drive

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Sono ben 15 i GB gratuiti offerti da Google Drive alla sottoscrizione del servizio, mentre per chi necessita di spazio maggiore Google offre cinque ulteriori piani che partono da 100 GB e arrivano a 30 TB, con costi mensili compresi tra 1,99 euro e 299,99 euro.

C’è poi l’offerta aziendale legata a G Suite (l’ex Google Apps), che offre sia un piano Basic da 4 euro al mese (o 40 euro all’anno) a utente per 30 GB di spazio, sia l’opzione Business con spazio illimitato che costa 8 euro al mese sempre per singolo utente. Per entrambe, ricche di feature per la collaborazione, l’archiviazione e la condivisione aziendale, è disponibile anche una prova gratuita.

Google Drive tratta in modo particolare i documenti di Office, che vengono automaticamente resi disponibili nelle app che compongono G Suite, senza occupare ulteriore spazio. A dirla tutta, Google ha fatto di tutto – compreso modificare le associazioni tra file e applicazione – per spingervi a utilizzare Google Docs, Fogli o Presentazioni Google per modificare i vostri file Office.

Tra le caratteristiche di spicco di Google Drive c’è sicuramente la velocissima funzione di ricerca full text tra i documenti. Ma trattandosi di Google, non potevamo aspettarci niente di diverso.

Per archiviare foto e video, conviene usare la sezione specifica Foto (abbinata all’app mobile Google Foto), che  offre spazio illimitato per l’archiviazione di immagini Jpeg fino a 16 megapixel o filmati 1080p.

Di Google Drive, accessibile anche tramite web, esistono applicazioni per Android, iOS, Windows e Mac OS X. Per la sicurezza è assicurata la crittografia AES 128-bit e, volendo, si può optare per un’autenticazione a due passaggi.

Mega

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Mega è il servizio fondato dal famigerato Kim Dotcom, già creatore di Megaupload, ed è anche quello che offre la quantità maggiore di storage gratuito (ben 50 GB), ma non mancano i piani a pagamento con fatturazione mensile o annuale. Nel secondo caso tutti i piani prevedono uno sconto di due mensilità, ovvero si pagano solo 10 mesi su 12. Il Lite da 200 GB costa 4,99 euro al mese, il Pro I da 500 GB 9,99 euro al mese, il Pro II da 2 TB 19,99 euro al mese e infine il Pro III da 4 TB, che ha un costo mensile di 29,99 euro al mese. L’account gratuito ha un limite di traffico mensile in upload di 10 GB mentre per i piani a pagamento il tetto sale rispettivamente a 12, 48 e 96 GB,

Mega è accessibile sia da web, sia dai client per Windows, OS X e Linux, oltre che dalle app per iOS, Android, Windows Phone e Blackberry. La particolarità di Mega è la crittografia end-to-end dei dati caricati dagli utenti attraverso RSA con una chiave personale a 2048 bit.

Il sistema crittografico adottato impedisce al gestore stesso di sapere quali dati siano ospitati sui suoi server, apparentemente mettendolo al riparo da cause per violazione di copyright come quelle che hanno portato alla chiusura dei precedenti servizi di Kim Dotcom, e attirando di conseguenza utenti interessati a condividere materiale discutibile.

La possibilità sempre aperta di future grane giudiziarie, un assetto proprietario non chiarissimo (Dotcom ha lasciato l’azienda dopo il takeover ostile da parte di un fondo Cinese indagato per truffa in patria, e le cui azioni sono state sequestrate dal governo Neozelandese), sono tutti fattori che impongono cautela nello scegliere Mega come servizio aziendale.

pCloud

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Con pCloud si ottengono 10 GB di spazio gratuitamente al momento dell’iscrizione al servizio, ma con vari bonus (inviti, tutorial, backup di foto) si può arrivare anche a 20 GB. Il piano Premium si spinge fino a 500 GB per 4,99 dollari al mese (o 3,99 dollari con fatturazione annuale), mentre quello da 2 TB costa 9,99 dollari al mese o 7,99 dollari con fatturazione annuale. C’è infine il piano Custom che parte da 19,98 euro al mese e prevede una quantità di storage personalizzata fino all’opzione illimitata.

Si può accedere a pCloud sia tramite browser web, sia con le applicazioni per Windows, Mac OS X, Linux, iOS e Android. Interessante la policy per il servizio di versioning, con gli utenti gratuiti che possono accedere a una versione precedente di un documento fino a 30 giorni, che diventano 180 per i clienti a pagamento.

Microsoft OneDrive

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Il servizio di Microsoft ha subito nell’ultimo anno, e non senza polemiche, un forte ridimensionamento per quanto riguarda la quantità di storage messa a disposizione. Iscrivendosi gratuitamente, si ottengono ora 5 GB (e non più 15), che possono diventare 50 GB pagando 2 euro al mese.

I privati che vogliono di più devono abbonarsi a Office 365 Personal o Home, che con una spesa mensile di 7 euro o 10 euro rispettivamente comprendono anche 1 TB su OneDrive.

OneDrive for Business invece permette di avere 1 TB per 4,20 euro al mese o 5 TB per 8,40 euro al mese a singolo utente per abbonamenti con almeno cinque utenti, mentre con meno di cinque utenti lo spazio massimo rimane sempre di 1 TB.

Ci sono infine i tre piani di Office 365 Business. Quello Essentials costa 4,20 euro al mese e comprende 1 TB, Skype for Business ed Exchange Online. Si passa a 8,80 euro al mese per il piano Business con sempre 1 TB ma con anche le principali app di Office tra cui Word, Excel e PowerPoint, mentre il piano Premium da 10,50 euro al mese comprende 1 TB su OneDrive for Business e tutte le applicazioni dei due piani precedenti.

OneDrive è particolarmente indicato per quei professionisti e organizzazioni che utilizzano le funzioni di condivisione e lavoro in gruppo di Office 365. Con Windows 10 è stata poi aggiunta la funzione di sincronizzazione selettiva: è possible scegliere una a una le cartelle del pc da sincronizzare, e non è più necessario quindi che tutti i file risiedano nella cartella di OneDrive.

Se siete preoccupati della vostra privacy, è bene notare che Microsoft si riserva il diritto di ispezionare i file del vostro OneDrive per eliminare contenuti non conformi alle policy (principalmente, musica, video e software protetti da diritto d’autore e materiale pornografico).

OneDrive è accessibile sia da web, sia tramite i client desktop per OS X e Windows e le app per iOS, Android, Windows Phone e Xbox One/One S.

Amazon Drive

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Se si ha già sottoscritto un abbonamento al servizio Prime di Amazon per 19,99 euro all’anno, si hanno a disposizione automaticamente 5 GB di spazio in cloud, ma lo spazio diventa illimitato per il caricamento delle foto. Il vero punto forte di Amazon Drive è però il piano da 70 euro all’anno (i primi tre mesi sono gratuiti) che offre storage illimitato. Un’offerta a dir poco allettante considerando anche il peso, l’importanza e l’affidabilità di Amazon quando si parla di cloud in generale.

Purtroppo, tra i servizi dei “grandi”, il Cloud Drive di Amazon è forse quello meno integrato con applicazioni di terze parti, cosa particolarmente importante nel caso delle app mobile, per le quali non esistono possibili scorciatoie che passano dal file system come su pc.

Oltre al classico accesso da web, sono disponibili i client desktop per Windows e Mac OS X e due tipi di app, entrambe per iOS e Android. Amazon Drive è dedicata allo storage di qualsiasi tipo di file, mentre Amazon Prime Photos permette il salvataggio automatico sul cloud di foto e video.

Box

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Box è uno dei servizi cloud storage con più anni di attività alle spalle e oggi propone un’offerta quanto mai variegata, anche se forse spostata più verso le esigenze delle aziende, di qualsiasi dimensione siano. I piani personali comprendono l’opzione gratuita Personal, che offre un generoso taglio da 10 GB di spazio, ma pone un limite di 250 MB di dimensione massima per il singolo file caricato) e la Personal Pro da 8 euro al mese, che mette a disposizione 100 GB di storage e un limite di upload del singolo file di 5 GB.

Ci sono poi i piani Business. Starter (4 euro al mese per utente) è per un minimo di 3 e un massimo di 10 utenti e offre 100 GB di storage, mentre il piano Business offre spazio illimitato a 12 euro al mese per singolo utente (minimo 3 utenti). Infine troviamo il piano Enterprise, il più completo e variegato i cui prezzi sono personalizzati e richiedono un contatto diretto con Box.

Tra gli aspetti più interessanti per le aziende, c’è la possibilità di condividere file e cartelle in modo sicuro anche con chi non ha un account, il supporto per trasferimenti di grandi quantità di dati via ftp, e una vasta gamma di applicazioni che si integrano con i principali software usati in azienda.

L’app di Box.com è disponibile per iOS, Android, Windows e Blackberry. Per Windows inoltre c’è sia l’applicazione Box Sync per una sincronizzazione costante tra i file in tutti i dispositivi grazie agli aggiornamenti automatici, sia Box Edit per creare e modificare file di Office, CAD e Photoshop ospitati su Box direttamente dal browser web.

iCloud Drive

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Il servizio di Apple offre cinque piani. Quello gratuito permette di avere a disposizione 5 GB, mentre i quattro piani restanti sono a pagamento. I prezzi di iCloud in euro sono stati aggiornati nel 2015. Con 0,99 euro al mese si ottengono 50 GB, con 2,99 euro al mese 200 GB e con 9,99 euro al mese si arriva a 1 TB. Infine c’è il piano da 2 TB che richiede una spesa mensile di 19,99 euro.

Purtroppo, se si ha un dispositivo Apple che effettua il backup su iCloud, i 5 GB a disposizione si esauriscono velocemente, persino se si riduce al minimo l’occupazione dei dati.

Su iOS e macOS sono molte le applicazioni a supportare direttamente iCloud. Soprattutto su Mac, il cloud della casa viene proposto come posizione predefinita su cui registrare i propri file, tipicamente in una cartella specifica dell’applicazione. L’orientamento di Apple, ereditato dalla filosofia di iOS, è quello di abbandonare un file system gerarchico e arbitrario, e fare in modo che ogni applicazione veda solo (o preferibilmente) i propri dati e nulla più.

Questo approccio non è “obbligatorio”. Almeno su Mac potete scegliere dove registrare i vostri file, e di recente sono state introdotte funzioni per condividere un file tra più applicazioni. Se però siete ancora legati alla cara vecchia struttura a directory, non c’è motivo per scegliere iCloud rispetto ad altri concorrenti più aperti, come Dropbox o Google Drive, che godono di un ottimo supporto da parte degli sviluppatori di app Mobile.

Essendo un servizio “Apple-centrico”, iCloud non mette a disposizione app per Android, Windows Phone o BlackBerry, ma solo per iOS, macOS e Windows. Da segnalare la cifratura AES 128-bit per i dati caricati su iCloud, mentre le password del Portachiavi sono protette tramite AES 256-bit.

Gli 8 servizi di cloud storage a confronto

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