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Microsoft offre ai professionisti IT un nuovo strumento che permette di valutare i costi di migrazione al cloud. Tramite il servizio Cloud Migration Assessment, annunciato questa settimana, i clienti possono determinare quanto costerebbe un passaggio al cloud partendo dalla valutazione delle risorse che attualmente utilizzano.

Il calcolo dei costi di Microsoft è basato, in parte, su Azure Hybrid Use Benefit (AHUB), che permette di applicare le licenze esistenti Windows Server con Software Assurance alle macchine virtuali in esecuzione nel cloud di Microsoft. Ciò significa che i clienti devono pagare solo il prezzo base per le risorse di calcolo che utilizzano.

Microsoft ha inoltre annunciato che, a partire da questa settimana, tutti i clienti possono richiedere uno sconto tramite l’Azure Management Portal. In passato, questo tipo di sconto per le macchine virtuali era limitato alle aziende che avevano particolari accordi con Microsoft.

Da qualche tempo l’azienda di Redmond sta spingendo verso configurazioni di cloud ibrido, e questi annunci fanno parte della strategia complessiva di Microsoft per convincere i suoi clienti enterprise a spostare i loro carichi di lavoro da server locali al cloud pubblico Azure.

Lo scorso anno abbiamo visto che altri fornitori hanno iniziato a parlare di ibrido, convinti che sia una soluzione vincente per la strategia IT della maggioranza delle aziende”, ha dichiarato Julia White, Corporate Vice President di Microsoft per il marketing Azure. Con i nuovi strumenti messi a disposizione Microsoft ribadisce che “l’ibrido è l’approccio migliore per la maggior parte dei clienti, e deve essere fatto in modo che sia duraturo nel tempo”.

Lo strumento Cloud Migration Assessment consente agli utenti di inserire manualmente le risorse di calcolo, networking e storage che stanno già utilizzando, o importare le stesse informazioni da un file Excel elaborato dall’utente o generato da Microsoft Assessment and Planning Toolkit.

Lo strumento di Microsoft elabora le informazioni e restituisce un modello che illustra quanto costerebbe continuare a gestire un data center e quanto costerebbe eseguire gli stessi carichi di lavoro in Azure. Lo strumento parte da una serie di assunzioni di default su quanto costa una implementazione on-premise, ma i clienti possono inserire informazioni specifiche sui costi associati al loro ambiente.

Per accedere allo strumento gli utenti devono inserire il loro nome, informazioni di contatto, nome dell’azienda. Microsoft seguirà gli utenti per avere un feedback sulla loro esperienza, e lavorerà anche per mettere in contatto le aziende con i partner che possono aiutare con l’eventuale migrazione.

Microsoft ha annunciato anche che lo strumento di migrazione Azure Site Recovery sarà aggiornato nelle prossime settimane. Quando l’aggiornamento sarà completato, gli utenti potranno utilizzare più facilmente sconti AHUB per la migrazione da altri ambienti. Questo potrebbe invogliare i clienti a spostare in Azure le loro macchine virtuali Windows Server da AWS e hardware on-premise.

 

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