Dopo un lungo inverno, è nuovamente primavera per l’intelligenza artificiale. Nel 2016 l’Artificial Intelligence (A.I.) è pronta a decollare e le imprese cominciano a integrarne qualche elemento nei loro portafogli applicativi. Secondo la società di ricerca IDC, entro il 2018 l’intelligenza artificiale sarà presente in circa la metà di tutte le applicazioni sviluppate ed entro il 2020 il risparmio prodotto dall’A.I. – in termini di riduzione dei costi di personale e di maggiore efficienza del flusso di lavoro, per esempio – è stimato in circa 60 miliardi di dollari per le imprese negli Stati Uniti.

Inoltre, piattaforme A.I. come IBM Watson, Intel Saffron, Google Tensorflow e Microsoft Cortana genereranno circa 1,4 miliardi di dollari di fatturato nel 2016, secondo le previsioni di David Schubmehl, analista di IDC specializzato in sistemi cognitivi e di analisi dei contenuti.

Nell’ambito di una azienda tradizionale, l’A.I. assume spesso la forma dell’apprendimento automatico, ovvero lo sviluppo e la distribuzione di algoritmi in grado di imparare e fare previsioni sulla base di grandi insiemi di dati.

L’apprendimento automatico dovrebbe essere una priorità per dirigenti C-level, responsabili delle line-of-business e del marketing”, dice Schubmehl. “Nel 2016 i CIO possono non fare niente di concreto in merito all’intelligenza artificiale, ma di sicuro dovrebbero cominciare a pensarci”.

Perché si torna a parlare di A.I., ritenuta morta e sepolta un decennio fa? La risposta sta nella disponibilità di potenza di elaborazione a basso costo e nei segreti sepolti in mezzo a un torrente di dati che, un tempo, non esistevano.

Durante ‘l’inverno dell’A.I.’ non avevamo abbastanza dati e potenza di elaborazione per rendere il campo tecnologicamente o economicamente pronto”, dice Schubmehl. A partire dal 2013 le cose sono cambiate. “Ora abbiamo molta potenza di calcolo e più dati di quanti ne sappiamo usare. Siamo ancora all’inizio, ma abbiamo migliori algoritmi di apprendimento automatico. Il Siri di oggi è molto più intelligente di cinque anni fa. E fra cinque anni Siri sarà integrato in assistenti digitali e sarà in grado di fare più cose”.

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