Con le ultime stime di Forrester Research che parlano di 257 milioni di smartphone e di 150 milioni di tablet diffusi negli USA nel 2017, è chiaro come ormai l’elemento mobile stia trasformando profondamente le nostre vite. Uno di questi aspetti disruptive riguarda le nuove modalità con cui si fruisce dei video in mobilità, un aspetto letteralmente esploso negli ultimi anni che ha superato anche la classica fruizione video da desktop.

EMarketer stima infatti che più di 105 milioni di utenti smartphone negli USA hanno guardato un video almeno una volta al mese nel 2015, cifra che rappresenta il 55,5% della user base totale di possessori statunitensi di smartphone. A farla da padrone in questo caso sono i Millennials (il 95% di loro guarda infatti video almeno una vota a settimana).

Questi cambiamenti epocali nelle abitudini di fruizione dei video hanno già spinto gli addetti marketing a trovare il modo per sfruttare al meglio tali tendenze e, sempre secondo eMarketer, si sta creando al momento una “tempesta perfetta” in termini di abitudini consumer, sviluppo tecnologico e disponibilità di contenuti a favore dei video mobile.

Basti pensare ad esempio ai dispositivi mobile sempre più potenti in grado di riprodurre video anche in Full HD o in 2K, oppure agli hotspot Wi-Fi sempre più diffusi che permettono di guardare video senza impattare sul piano dati del proprio smartphone. Tutto insomma sembra proiettato a fare dei video mobile uno strumento di marketing importantissimo e decisivo.

I video dovrebbero inoltre funzionare e colpire l’attenzione di chi li guarda anche senza sonoro

Un primo passo necessario a fare dei video mobile un marketing tool di grande valore è realizzare filmati creativi, brevi e ben fatti che possano attirare immediatamente l’attenzione degli utenti, ormai abituati a concentrarsi su 6-10 secondi di video in mobilità e non ai 30-60 secondi tipici di uno spot televisivo. Un altro consiglio è di realizzare video con un orientamento verticale e non orizzontale come siamo abituati a vedere su YouTube o sul televisore di casa, in modo da renderlo fruibile al meglio su smartphone e tablet senza che gli utenti debbano ruotare il loro dispositivo.

I video dovrebbero inoltre funzionare e colpire l’attenzione di chi li guarda anche senza sonoro, come d’altronde fa già Facebook con i video nel Newsfeed che partono automaticamente con l’audio azzerato. Non tutti infatti tengono il volume dello smartphone attivato e molti utenti preferiscono mutare i suoi multimediali del telefono durante la giornata. Con un video che funziona bene anche senza la parte audio, si può colpire l’attenzione di questi utenti.

Fatto sta comunque che il mercato dei video mobile sta ancora vivendo una fase di grande sperimentazione e transizione e che deve affrontare un potenziale problema da non sottovalutare. Ci riferiamo all’ad blocking, che già a livello desktop sta portando a una rivoluzione difficile da prevedere per l’advertising online. Se la pratica e l’utilizzo degli ad blocker inizieranno a prendere seriamente piede anche in ambito mobile, gli addetti marketing avranno sicuramente problemi maggiori da risolvere che non la durata, lo stile e l’orientamento dei loro video pubblicitari.

AUTORESharon Goldman
FONTECIO.com
CIO
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