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Non è certo la prima volta che parliamo del General Data Protection Regulation (GDPR) e non sarà nemmeno l’ultima considerando che mancano ancora 15 mesi alla sua attuazione (25 maggio 2018). Il nuovo insieme di regole portato dal GDPR, e pensato per armonizzare la protezione dei dati negli stati membri dell’Unione Europea, coinvolgerà direttamente le aziende sia dentro che fuori l’Europa.

L’idea e il processo fondamentale che devono sussistere dietro a questa nuova normativa è pensare a quali dati servono veramente e sono pertinenti al business di un’organizzazione. Ad esempio è possibile che il dato relativo alla data di compleanno di un cliente non sia necessario e si potrebbe anche eliminare dagli archivi. I database vanno quindi ripensati e ristrutturati e mentre il GDPR deve essere ancora finalizzato ci sono dei cambi che le aziende possono e devono effettuare per arrivare preparate.

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Trend Micro Italia, per voce della sua Marketing and Communication Manager Carla Targa, ha voluto fare il punto sulla situazione, offrendo anche tre consigli su come prepararsi al meglio a questo importante e rischioso cambiamento. Innanzitutto sono tre le criticità che relative alla compliance che le aziende potrebbero trovarsi ad affrontare.

  • Il GDPR impone che la non conformità o la violazione alla normativa possano costare alle aziende fino al 5% del fatturato o 100 milioni di euro.
  • La nuova normativa richiede alle aziende di dichiarare le violazioni di dati entro 21-72 ore.
  • I clienti dovrebbero avere una chiara consapevolezza su come vengono conservati e utilizzati i loro dati personali.

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In alcuni Paesi le aziende non dovrebbero fare molta fatica a mettersi in regola, a causa delle norme già esistenti, mentre in altri è possibile che si registri un aumento dei costi amministrativi. Il rischio però non sarà rappresentato solo dalle sanzioni economiche, ma in casi estremi si può andare in prigione e il danno reputazionale sarebbe enorme. Studi legali potrebbero addirittura arricchirsi trovando clienti disposti a testimoniare contro le aziende non conformi.

Ma a questo punto qual è il modo migliore per prepararsi all’appuntamento con il GDPR? Ecco i tre consigli di Trend Micro Italia.

Conoscere dove sono custoditi i propri dati

La normativa afferma che “i dati personali devono essere adeguati, rilevanti e non eccessivi in relazione al proposito o ai propositi per i quali sono processati”. A questo proposito meglio non conservare più informazioni di quelle necessarie.

Utilizzare dei controlli di sicurezza ben definiti

Meglio rivalutare le policy di sicurezza e investire in un provider in grado di offrire la crittografia dei dati in cloud, la sicurezza delle reti, anti-malware avanzato, IDS/IPS virtual patching e data loss prevention.

Nominare un Data Protection Officer (DPO)

Per una grande azienda la nomina di un DPO aiuterebbe il dipartimento IT e il board a migliorare i processi e la sicurezza in relazione alla protezione dei dati.

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